Allevamento del Chien d’Artois

Una delle razze francesi più rare: dove si cerca

In Italia questa razza non risulta allevata: nessuna nascita registrata e zero affissi. E anche in Francia, dove è nata, si contano poche decine di nascite l’anno.

In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, cosa chiedere all’allevatore e cosa guardare in una cucciolata.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Chien d’Artois

In Italia non c’è un prezzo, perché non c’è un mercato: nessuna nascita registrata e nessun allevamento con affisso.

Il paese di riferimento è la Francia, e in particolare il nord: la Piccardia e la Somme, che sono le terre da cui la razza viene e dove è stata ricostruita negli anni Settanta.

Un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra i 700 e i 1.100 euro, in linea con le altre razze francesi da seguita.

Il problema, però, non è il prezzo: è la disponibilità. Il Chien d’Artois è una delle razze francesi più rare, con poche decine di iscrizioni l’anno, e le liste d’attesa sono la norma.

C’è poi una cosa da sapere sul mondo in cui vive questa razza: la maggior parte dei cuccioli va a cacciatori e a equipaggi di caccia, e molti allevatori danno la precedenza a chi userà il cane per il suo mestiere.

Trattandosi di Francia, la pratica è semplice: passaporto europeo, microchip e antirabbica in regola.

Il resto delle spese è quello di un cane di taglia media molto attivo: 500-800 euro il primo anno fra vaccini, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 80-120 euro al mese di mantenimento. Sulla toelettatura, praticamente nulla.

E se cerchi un segugio francese ma non questa razza in particolare, in Italia sono già presenti l’Ariégeois, il Porcelaine, il Billy e l’Anglo-Français de Petite Vénerie.

VoceQuantoNote
Cucciolo in ItaliaNon esisteNessuna nascita registrata, zero affissi
Cucciolo in Francia700-1.100 euroLà la razza esiste, ma in numeri piccolissimi
Dove si cercaPiccardia, Somme e nord della FranciaIl club di razza francese
Quanti ne nasconoPoche decine l’annoÈ una delle razze francesi più rare
Viaggio e documentiDa mettere in contoDentro l’Unione la pratica è semplice
Primo anno500-800 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese80-120 euroCane di taglia media molto attivo
L’alternativaAriégeois, Beagle-Harrier, PorcelaineSegugi francesi più reperibili

Cosa chiedere all’allevatore

La prima domanda, in questa razza, riguarda il coefficiente di consanguineità. Una popolazione ricostruita negli anni Settanta da pochissimi soggetti porta con sé una base genetica stretta, e un allevatore serio questo dato lo conosce.

La seconda riguarda il lavoro: i genitori cacciano? In una razza classificata con prova di lavoro è la garanzia migliore che le attitudini descritte nello standard ci siano ancora.

La terza sono le lastre di anche e gomiti: su un cane da lavoro di trenta chili restano il controllo di base.

La quarta riguarda gli occhi: lo standard dichiara l’occhio molto chiaro un difetto da squalifica, e in generale un referto oculistico recente dei genitori è una richiesta ragionevole.

La quinta è la socializzazione: dove sono cresciuti i cuccioli, se hanno vissuto in canile o in casa. Un cane da muta cresciuto solo fra cani, se dovrà vivere in famiglia, parte svantaggiato.

E poi c’è la domanda che dovrebbero fare loro a te: cacciate? Hai altri cani? Che vita farà il cucciolo? In una razza da lavoro come questa, è il segnale che l’allevatore sa cosa sta facendo.

Cosa guardare in una cucciolata

Basset Artesien Normand tricolore presentato in esposizione

Il primo controllo è il colore: il mantello dev’essere tricolore fulvo scuro, con gualdrappa o grandi pezzature, e la testa abitualmente fulva.

Nella foto: un Basset Artésien Normand, il parente a zampe corte nato dagli stessi ceppi, che condivide con l’Artois il mantello tricolore.

Fra i difetti di colore lo standard elenca le moschettature, cioè i puntini colorati sul bianco: il tricolore di questa razza dev’essere netto.

Il secondo sono gli occhi: rotondi, a fior di testa, di colore bruno-scuro. L’occhio molto chiaro è un difetto da squalifica, e l’occhio leggermente chiaro un difetto semplice.

Il terzo sono le orecchie: attaccate all’altezza della linea dell’occhio e abbastanza lunghe da arrivare all’estremità del tartufo. Orecchie corte o attaccate sotto la linea dell’occhio sono difetti.

Il quarto è il muso: il labbro superiore deve essere abbastanza sviluppato da dare al muso, visto di profilo, una forma quadrata. Un muso troppo appuntito è un difetto.

Il quinto sono gli arti: lo standard dichiara gli arti fragili un difetto da squalifica. Su un cane che deve entrare nella macchia dietro a un cinghiale, l’ossatura conta.

Il sesto è la tipicità, ed è il difetto eliminatorio più insolito di questo standard: mancanza di tipicità, cioè il soggetto, nel suo insieme, non rassomiglia sufficientemente a quelli della stessa razza. In una razza ricostruita, è una clausola che pesa.

E il settimo è il comportamento: il soggetto timoroso è un difetto elencato. Cuccioli che si avvicinano, esplorano e reggono un rumore improvviso.