Berger Picard
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Berger Picard in breve
Il Berger Picard, in italiano Cane da pastore di Piccardia, è un cane da pastore francese rustico e spettinato che in Italia quasi nessuno ha visto. Misura 60-65 centimetri nei maschi per 23-32 chili ed è tutto gambe: il gomito sta a metà dell’altezza al garrese. Ha le orecchie sempre naturalmente erette, le sopracciglia lunghe quattro centimetri che però non devono coprirgli gli occhi, e un pelo duro che secondo lo standard deve scricchiolare fra le dita. Il carattere sta in una parola, equilibrato, e lo standard lo definisce un eccellente cane per le famiglie con bambini. Vive 12-14 anni ed è quasi introvabile qui: otto cani iscritti in dieci anni e nessun allevamento con affisso.
Storia ed origine del Berger Picard

Il sommario storico parla di origini antichissime e poi frena subito, con una prudenza rara: non è certo che questo pastore provenga proprio dalla Piccardia, perché cani da pastore dal pelo duro erano tipici in tutta l’Europa nord-occidentale. La prima data verificabile è il 1863, quando i primi Pastori di Piccardia furono giudicati in esposizione nella stessa classe dei Pastori della Beauce e della Brie: tre razze che oggi nessuno confonderebbe.
Solo nel 1898 diventò evidente che era una razza a sé, nel 1922 Paul Megnin scrisse un primo standard e nel 1925 arrivò il riconoscimento ufficiale. Poi però la razza è rimasta ferma fino alla seconda guerra mondiale, e a rilanciarla furono degli amatori che andarono a cercare i soggetti più tipici direttamente nelle fattorie della Piccardia. Nel 1955 Robert Montenot fondò il club Les Amis Du Berger Picard, riconosciuto nel 1959.
Nella pagina trovi la tabella con tutte le tappe e un capitolo sul 2005, l’anno in cui il film Because of Winn-Dixie ha fatto conoscere la razza negli Stati Uniti. Il cane del titolo era un Berger Picard, anzi tre: l’addestratore ne aveva cinque e ne usò tre. Per una volta la moda non ha fatto danni, perché la razza era troppo rara perché l’ondata la raggiungesse.
Carattere e descrizione del Berger Picard

Misura 60-65 centimetri nei maschi e 55-60 nelle femmine, per 23-32 chili, ed è tutto gambe: la distanza dal gomito al suolo è uguale alla metà dell’altezza al garrese. Lo standard mette insieme due cose che di solito si escludono, solido, robusto, molto muscoloso, senza mai essere pesante e insieme molto elegante, e attribuisce l’espressione vivace e attenta al suo aspetto rustico.
Il pelo ha la descrizione più bella che abbiamo letto in uno standard: duro, semi-lungo, e deve scricchiolare fra le dita. Lungo cinque o sei centimetri su tutto il corpo, non chiede toelettatura, e sulla testa diventa il tratto di razza con le sopracciglia di quattro centimetri che però non devono coprire gli occhi, più barba e baffi. Le orecchie sono sempre naturalmente erette. I colori ammessi sono quattro, tutte varianti del fulvo più il grigio, e nero, bianco e pezzato squalificano.
Sul carattere lo standard usa una parola sola, equilibrato, e poi aggiunge una frase che si legge di rado: è un eccellente cane per la famiglia che ama vivere a stretto contatto con i bambini. Nella pagina trovi anche il capitolo salute, dove spieghiamo perché per l’atrofia progressiva della retina di questa razza un test del DNA, ad oggi, non esiste ancora, contrariamente a quello che scrivono diverse schede in rete.
Berger Picard, Beauceron e Briard: come si distinguono

Nel 1863, alle prime esposizioni francesi, questi tre cani venivano giudicati nella stessa classe. Oggi sembra incredibile, ma è il punto di partenza giusto per capire di cosa parliamo: sono tre cani da pastore francesi nati nello stesso ambiente, che la selezione ha poi portato in tre direzioni diverse.
Il Beauceron, il pastore della Beauce, è il più grande dei tre, con 65-70 centimetri nei maschi, e ha il pelo corto di tre o quattro centimetri, in due sole varietà di colore, nero focato e arlecchino. È il cane liscio del gruppo, ed è anche l’unico dei tre a pretendere il doppio sperone sulle zampe posteriori.
Il Briard, il pastore della Brie, è quello dal pelo lungo, che gli cade davanti agli occhi e che chiede una manutenzione seria. Ha le orecchie che possono essere portate cadenti ed è, dei tre, quello dall’aspetto più imponente.
Il Berger Picard sta in mezzo e non somiglia a nessuno dei due: pelo duro e semi-lungo di cinque o sei centimetri, che deve scricchiolare fra le dita, orecchie sempre erette, sopracciglia, barba e baffi che gli danno quell’aria da griffone spettinato. È più piccolo del Beauceron e infinitamente più semplice da mantenere del Briard.
In pratica, se vedi un cane da pastore francese con le orecchie dritte e il pelo che sembra non essere mai stato pettinato, stai guardando un Picard. Se ha il pelo corto e le calze rosse, è un Beauceron. Se ha una frangia che gli copre gli occhi, è un Briard.
Addestramento ed educazione del Berger Picard

Non è difficile da educare, è difficile da forzare, il che è una cosa diversa. Il Picard è sensibile: alza la voce e si defila, e le maniere forti con lui non ottengono niente. Funziona il rinforzo positivo con sessioni corte e con un senso, perché questo cane vuole capire perché gli stai chiedendo una cosa.
Va messo in conto anche il suo tempo di risposta: capisce subito e poi si prende un attimo per decidere. Chi viene da razze fulminee lo scambia per disobbedienza, e non lo è. Sul fronte istinto, è un cane da pastore con prova di lavoro, quindi la conduzione c’è: in una casa senza gregge il candidato sono i bambini che corrono, e si reindirizza facilmente se si interviene presto.
Fra le attività la prima è la più semplice, il dog trekking, perché è costruito per camminare e ha un mantello a cui il tempo non fa né caldo né freddo. Poi agility, nose work e obedience variando gli esercizi, e se hai la possibilità il lavoro su gregge, che spiega la razza meglio di qualsiasi articolo.
Allevamento del Berger Picard

Qui il riassunto è breve: in Italia il Berger Picard non c’è. Le iscrizioni ENCI dal 2015 al 2024 sono state otto cani in dieci anni, con sei anni su dieci a zero, e gli allevamenti con affisso sono zero. Non pochi: nessuno.
Chi cerca questa razza deve guardare alla Francia, dove il club Les Amis Du Berger Picard esiste dal 1955 ed è attivo, e in seconda battuta a Belgio, Paesi Bassi e Germania. Un cucciolo costa fra i 1.000 e i 1.500 euro, e la strada più sicura è partire dal club di razza invece che dagli annunci.
I controlli da chiedere sono due: la radiografia dell’anca dei genitori dopo i ventiquattro mesi e la visita oculistica da specialista, che in questa razza conta più che in altre. E qui c’è il punto che distingue chi conosce il Picard da chi no: per la sua atrofia progressiva della retina non esiste ancora un test del DNA, e un allevatore preparato te lo dice da solo.


