Allevamento del Berger Picard

In Italia non si alleva: otto cani in dieci anni e dove cercarlo

Su questa razza la pagina più utile che possiamo scrivere è anche la più breve da riassumere: in Italia il Berger Picard non c’è. Otto cuccioli iscritti in dieci anni e zero allevamenti con affisso ENCI. Qui trovi i numeri veri, dove si cerca e cosa chiedere quando lo trovi.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Berger Picard

Berger Picard fulvo presentato in ring dal suo conduttore

La risposta è una sola: la Francia. È il paese della razza, il club Les Amis Du Berger Picard esiste dal 1955 ed è attivo, e lì il Picard è un cane vero, con allevatori veri e una popolazione sufficiente a scegliere. Un cucciolo costa fra i 1.000 e i 1.500 euro.

DovePrezzo indicativoCosa comprende
Francia1.000-1.500 euroIl paese della razza: club attivo, allevatori veri, controlli su anca e occhi
Belgio, Paesi Bassi, Germaniain lineaLe altre zone dove la razza esiste
Italianessun allevamento con affissoOtto cuccioli iscritti in dieci anni: qui questa razza semplicemente non si alleva

Le altre zone dove la razza esiste sono il Belgio, i Paesi Bassi e la Germania, con prezzi in linea. Mettere in conto viaggio, attesa e documenti fa parte del pacchetto: per una razza da otto cani in dieci anni in Italia, è semplicemente l’unico modo serio di procedere.

Il consiglio pratico è di partire dal club di razza francese invece che dagli annunci. Un club che segue una razza rara sa chi ha cucciolate in arrivo, sa quali linee hanno problemi di occhi e ti indirizza da persone che allevano da anni. È una strada più lenta e molto più sicura.

Il Berger Picard in Italia, i numeri veri

I dati ENCI di agosto 2026 sono di quelli che non lasciano spazio a interpretazioni. Dal 2015 al 2024 le iscrizioni sono state: 2, 0, 0, 0, 1, 2, 0, 0, 2, 1. Otto cani in dieci anni, con sei anni su dieci a zero.

Gli allevamenti con affisso ENCI che allevano questa razza sono zero. Non pochi: nessuno. Vuol dire che i pochissimi Picard nati qui sono cucciolate isolate di privati, spesso da soggetti importati, e che non esiste una popolazione italiana di questa razza.

Ci teniamo a scriverlo chiaramente perché è l’informazione che serve a chi si è innamorato di questo cane guardando una foto: non troverai un allevamento italiano di Berger Picard perché non esiste. Se qualcuno ti propone cuccioli disponibili subito, la prima cosa da chiedere è il pedigree, e la seconda è dove sono nati.

Cosa chiedere all’allevatore

La lista è corta, perché la razza è sana: la radiografia ufficiale dell’anca di entrambi i genitori, fatta dopo i ventiquattro mesi, e la visita oculistica da uno specialista, che nel Berger Picard conta più che in molte altre razze.

Sugli occhi conviene essere precisi, perché è il punto in cui si vede se hai davanti qualcuno che conosce la razza. Il Picard ha una forma ereditaria di atrofia progressiva della retina per cui, ad oggi, non esiste un test del DNA: il gene è ancora sotto studio. Un allevatore preparato te lo dirà da solo e ti parlerà delle sue linee e delle visite oculistiche annuali. Uno che ti agita un certificato generico sta vendendo sicurezza che non ha.

Poi le domande di sempre: vedere la madre con i cuccioli dove sono nati, capire che esperienze hanno fatto nelle prime otto settimane e chiedere cosa succede se fra due anni non puoi più tenerlo. Con una razza così rara, l’allevatore serio è anche la tua rete di sicurezza per i dieci anni successivi.