Beauceron
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Beauceron in breve
Il Beauceron, il cui nome ufficiale è Cane da pastore di Beauce, è un cane da pastore francese grande, asciutto e serio, che in Italia conoscono in pochi. Misura 65-70 centimetri nei maschi per 30-45 chili, e lo standard lo riassume con una frase che contiene già il suo limite: solido, robusto, possente, senza essere pesante. Il carattere sta in quattro parole, affidabile, sicuro di sé, gentile e senza paura. Esiste in due varietà, il nero focato con le calze rosse e l’arlecchino grigio e nero, e ha una particolarità che quasi nessun’altra razza pretende: il doppio sperone obbligatorio. Vive 10-12 anni ed è raro in Italia, 110 cuccioli nel 2024 e quattro allevamenti con affisso.
Storia ed origine del Beauceron

Alla fine del XIX secolo in Francia circolavano tre nomi per lo stesso cane: cane di Beauce, Beauceron e bas-rouge. Erano antichi cani da pastore di pianura, con il pelo corto e le orecchie normalmente tagliate, allevati per una cosa sola: condurre e custodire le greggi.
Il terzo nome è quello che racconta di più. Bas-rouge vuol dire calze rosse, e viene dalle focature sulle zampe: furono gli allevatori dell’epoca a chiamarli così guardandoli camminare, e in Francia il soprannome è rimasto. Il sommario storico aggiunge che il mantello era normalmente nero focato ma che esistevano anche cani grigi, tutti neri o tutti fulvi: la base di partenza era più varia delle due varietà di oggi.
Nella pagina trovi anche una fotografia del 1915, dagli archivi francesi, che ritrae un Beauceron di nome Trompette mentre obbedisce a un soldato durante l’addestramento. È un documento, non una ricostruzione, e spiega da solo perché questa razza sia finita spesso fra le mani di militari e polizia, e perché la FCI la classifichi ancora oggi con prova di lavoro.
Carattere e descrizione del Beauceron

Misura 65-70 centimetri nei maschi e 61-68 nelle femmine, per 30-45 chili, ed è uno dei cani da pastore più alti che esistano. La descrizione ufficiale è precisa e contiene già una correzione: solido, robusto, possente, ben costruito e muscoloso, senza essere pesante. Non è un molosso, è un cane da conduzione con un trotto allungato che lo standard pretende.
I colori sono due varietà ufficiali: il nero focato, le calze rosse da cui viene il vecchio nome bas-rouge, e l’arlecchino, in parti uguali grigio e nero. Nella pagina trovi la tabella con le differenze e un dettaglio che spiazza: nell’arlecchino, e solo in lui, è ammesso l’occhio gazzuolo, che in un nero focato invece squalifica. C’è poi il capitolo sulle orecchie, che lo standard vuole semi-erette o ricadenti: i Beauceron con le orecchie a punta che vedi in rete sono cani tagliati, pratica vietata in Italia.
Sul carattere lo standard usa quattro parole che valgono un capitolo: affidabile, sicuro di sé, gentile e senza paura. È un cane serio, legato alla famiglia, riservato con gli estranei e con un istinto di guardia che si accende da solo, che matura tardi. Nella pagina c’è anche il capitolo salute costruito sulla dichiarazione ufficiale del club di razza, torsione dello stomaco in testa.
Il doppio sperone del Beauceron

È il dettaglio che rende questa razza riconoscibile fra tutte, e quasi nessuno lo sa. Sulle zampe posteriori il Beauceron deve avere due speroni per zampa, che lo standard descrive come pollici ben separati con unghie.
La parte importante non è che ci siano: è che siano obbligatori. Fra i difetti da squalifica lo standard elenca lo sperone semplice o l’assenza totale di speroni sui posteriori. Vuol dire che un Beauceron con un solo sperone per zampa, per quanto bello, è fuori dallo standard. Poche razze arrivano a tanto: il Pastore dei Pirenei e il Cane da montagna dei Pirenei sono gli altri nomi che vengono in mente.
Il perché sta scritto nel testo con una formula insolitamente affettuosa: per tradizione, i pastori sono molto legati alla conservazione del doppio sperone. Non c’è una spiegazione funzionale dimostrata, c’è la volontà dei pastori francesi di non perdere un tratto che i loro cani avevano da sempre, ed è stata messa nero su bianco in un documento ufficiale.
Sul piano pratico serve saperlo per due motivi. Il primo: quando guardi una cucciolata, controlla le zampe posteriori, è un modo immediato per capire se hai davanti un Beauceron tipico. Il secondo: gli speroni doppi vanno curati, perché non toccano terra, non si consumano e crescono. Le unghie vanno accorciate regolarmente, altrimenti si incarniscono, e vanno controllate dopo le uscite nel folto perché sono la parte che si impiglia.
Addestramento ed educazione del Beauceron

Impara in fretta e obbedisce volentieri, ma non è un cane per chi improvvisa. La regola numero uno è che la durezza non funziona: un Beauceron trattato male non diventa aggressivo, si chiude, e riconquistarne la fiducia costa molto più di quanto sia servito a perderla. Quello che funziona è la coerenza, con regole poche e uguali per tutti in casa.
Il secondo tema è la socializzazione: la guardia in questa razza non si insegna, c’è già, e il lavoro dei primi mesi è calibrarla facendo incontrare al cucciolo più mondo possibile. Il terzo è l’istinto da conduzione, che se non trova un gregge sceglie da solo cosa condurre, di solito i bambini che corrono o le biciclette.
Fra gli sport la lista è seria, perché è una razza con prova di lavoro: mondioring e discipline di utilità e difesa con un istruttore competente, e poi obedience, ricerca olfattiva, pista, canicross e dog trekking. Una regola sulla crescita: fino ai dodici o quattordici mesi il movimento va controllato, perché è un cucciolone di taglia grande.
Allevamento del Beauceron

In Italia è una razza di nicchia stabile: 110 cuccioli iscritti nel 2024, 1.271 in dieci anni, e appena quattro allevamenti con affisso ENCI, due in Piemonte, uno nel Lazio e uno nelle Marche. I conti non tornano per un motivo che spieghiamo nella pagina: molte cucciolate nascono da privati con una femmina con pedigree e senza affisso.
Un cucciolo con pedigree e genitori controllati costa fra i 1.000 e i 1.500 euro, e l’arlecchino non costa di più: è una delle due varietà ufficiali e nel 2024 è stato uno su quattro dei nati in Italia.
I controlli da pretendere sono quelli indicati dal club di razza americano: radiografia dell’anca dei genitori, visita oculistica da specialista e soprattutto la valutazione cardiaca con ecocardiogramma, raccomandata ogni due anni. Se l’allevatore ti risponde che il cuore lo ha sentito il veterinario con lo stetoscopio, non è la stessa cosa.


