Basset Bleu de Gascogne
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Basset Bleu de Gascogne in breve
Il Basset Bleu de Gascogne è il bassetto più bello da guardare di tutta la famiglia francese, e la ragione sta nel mantello: un moschettato fittissimo di nero e bianco che a distanza dà un effetto blu ardesia che non somiglia a nessun altro cane. Misura 34-38 centimetri per 16-20 chili, e lo standard lo definisce corpulento ma tuttavia non troppo pesante. Sopra gli occhi ha due focature fulve che creano il curioso effetto quattr’occhi. Il carattere sta in una frase che nessun altro standard FCI usa: cane affettuoso e gaio, che sente il bisogno di divertirsi. Vive 12-14 anni, e in Italia è quasi introvabile: 25 cani iscritti in tutto e nessun allevamento con affisso.
Storia ed origine del Basset Bleu de Gascogne

Non è una razza nata, è una razza rinata: lo standard FCI usa quella parola precisa. L’aspetto generale comincia con una frase che è già una genealogia, bassetto molto tipico, che rivela la grande razza dalla quale è uscito, e quella grande razza è il Grand Bleu de Gascogne, il segugio da muta della Guascogna, alto fino a 72 centimetri e con lo stesso identico mantello moschettato.
I segugi blu di Guascogna sono una delle famiglie più antiche della cinofilia francese, e bleu de gascogne non è il nome di un cane ma di una famiglia con quattro membri: il Grand, il Petit, il Griffon e il Basset. Chi cerca su internet e trova foto contrastanti di cani grandi e cani bassi non sta impazzendo, sta guardando razze diverse.
Sulla nascita della versione bassa lo standard è brevissimo ma sceglie le parole: la razza rinacque, alla fine del diciannovesimo secolo, dietro l’impulso di alcuni cacciatori dell’Ovest. Rinacque, non nacque: il bassetto blu esisteva già, si era quasi perso, e un gruppo di appassionati lo ha rimesso insieme. Da allora, aggiunge il testo, l’evoluzione è stata costante su due fronti insieme, il miglioramento morfologico e il mantenimento delle qualità di cane detto del Mezzogiorno.
Carattere e descrizione del Basset Bleu de Gascogne

Misura 34-38 centimetri per circa 16-20 chili, con le proporzioni tipiche dei bassetti francesi, e lo standard lo definisce corpulento ma tuttavia non troppo pesante: è una precisazione che vale, perché tiene questa razza lontana dalle esagerazioni dei bassetti più celebri.
Il mantello è la sua firma: interamente moschettato di nero e bianco, tanto fitto che da lontano dà un effetto di blu ardesia che non somiglia a nessun altro cane. Sui lati della testa due macchie nere coprono le orecchie e circondano gli occhi senza incontrarsi sulla sommità del cranio, e in quell’intervallo bianco si trova spesso una piccola macchia nera ovale che lo standard definisce tipica della razza. Sopra gli occhi ci sono due focature fulve che creano il curioso effetto quattr’occhi.
Sul carattere lo standard scappa in una frase che nessun altro documento FCI usa. Dopo il fiuto molto fine, l’essere attivo, lesto e molto vivace e la bella voce da urlatore, chiude così: cane affettuoso e gaio, sente il bisogno di divertirsi. Nella pagina trovi tutto il resto, compresa la parte da mettere in conto seriamente, cioè quella voce.
I quattro Bleu de Gascogne: chi è chi

Questa è la confusione più frequente su questa razza, e non è colpa di chi la fa: bleu de gascogne non è il nome di un cane, è il nome di una famiglia di segugi francesi con lo stesso mantello moschettato e quattro taglie diverse. Chi cerca su internet e trova foto di cani enormi accanto a foto di cani bassi sta semplicemente guardando razze diverse.
Il capostipite è il Grand Bleu de Gascogne, il segugio da muta della nobiltà del sud-ovest, che arriva a 72 centimetri: in italiano lo si cerca spesso proprio con quel nome, ed è un cane completamente diverso da quello di questa pagina. Il Basset è la versione a gambe corte, pensata per una caccia più lenta e per il cacciatore che segue a piedi. Fra i due ci stanno il Petit, che di piccolo ha solo il nome visto che supera il mezzo metro, e il Griffon, che è come il Petit ma a pelo duro.
Addestramento ed educazione del Basset Bleu de Gascogne

Valgono le regole di ogni segugio, con due accenti suoi: è più vivace della media dei bassetti e ha una voce che non passa inosservata. Il fatto che, come dice lo standard, senta il bisogno di divertirsi è un vantaggio e un limite insieme: partecipa volentieri, ma se l’esercizio diventa noioso se ne va mentalmente prima ancora che fisicamente. Sessioni corte, premi buoni e niente durezza, che con un cane affettuoso e gaio produce solo un cane spento.
La voce da urlatore è la parte pratica più impegnativa. Non si toglie, si gestisce: non punire l’abbaio che parte ma premiare il silenzio che segue, un secondo alla volta, riducendo in parallelo le occasioni. Si ottengono risultati veri, ma non si ottiene un cane silenzioso, e in un appartamento con vicini sensibili questa razza resta una scelta difficile.
Fra le attività vengono prima quelle di naso, nose work, mantrailing e pista di sangue, che per un cane con un fiuto definito molto fine sono il suo mestiere. Fuori dal naso regge bene le camminate lunghe, mentre si evitano salti veri e cambi di direzione bruschi, perché la colonna resta lunga anche su un cane leggero.
Allevamento del Basset Bleu de Gascogne

Anche questa, come il Basset Artésien Normand, è una razza che in Italia praticamente non esiste: zero allevamenti con affisso ENCI e in tutto venticinque cani iscritti, con il 2020 e il 2022 chiusi a zero. Non c’è un prezzo di mercato italiano, perché non c’è un mercato. Il riferimento è la Francia, e in misura minore il Belgio.
Lì è ancora una razza da caccia, allevata da chi la usa, con cucciolate che restano quasi sempre in ambiente venatorio. La pagina spiega come muoversi in quel contesto e cosa mettere in conto fra viaggi e attese. Le domande da fare sono quelle dei bassetti francesi, e la prima riguarda i problemi vertebrali: in linea ci sono stati casi? Su un cane lungo e basso la schiena è il punto debole strutturale. Poi si chiede come gestiscono le orecchie, lunghissime e soggette a otiti. Ci sono i numeri italiani anno per anno, sette cuccioli nel 2017, sei nel 2018, nove nel 2019 e poi il vuoto. C’è la parte sul carattere, perché questo è un segugio con una voce importante e un naso che non si spegne. E c’è il confronto con l’altro bassetto blu, il Grand Bleu. Se ti piacciono i bassetti francesi, la pagina ti dice come arrivarci. Servono pazienza e un po’ di francese.


