Bullmastiff
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Bullmastiff in breve
Il Bullmastiff è un cane da guardia gigante di origine britannica: 64-69 centimetri nei maschi per 50-59 chili, mantello corto nei colori tigrato, fulvo o rosso, sempre con la maschera nera, che lo standard definisce essenziale. Nato per aiutare i guardiacaccia a fermare i bracconieri, lo standard lo descrive potente, resistente, attivo e affidabile. Brioso, vigile e fedele. Vive 7-9 anni, ed è la cosa da sapere prima.
Il cane costruito per bloccare, non per mordere

Cominciamo dal mestiere per cui questa razza esiste, perché spiega tutto il resto del suo carattere.
Lo standard lo dice in una riga: il Bullmastiff viene dall’Antico Mastiff Inglese e dal Bulldog, e fu usato come aiuto del guardiacaccia per la cattura dei bracconieri. Doveva raggiungere un uomo di notte nel bosco, atterrarlo e trattenerlo senza ferirlo fino all’arrivo del guardiacaccia.
Quel «senza ferirlo» è la chiave. Un cane che mordeva creava guai legali al proprietario, quindi per generazioni sono stati selezionati i soggetti capaci di bloccare invece di attaccare. È da lì che viene la frase più bella del suo standard: è del tutto affidabile, fisicamente e mentalmente, e può velocemente valutare una situazione.
Il Bullmastiff di oggi è quindi un cane calmo: non abbaia molto, non si agita, valuta prima di agire. In casa dorme, cerca il contatto ed è notoriamente paziente coi bambini di famiglia. Fra i giganti da guardia è uno dei più equilibrati.
Ma va detto con la stessa chiarezza che cinquantacinque chili selezionati per fermare un uomo sono una responsabilità quotidiana: la socializzazione da cucciolo non è opzionale, la gestione degli ospiti va decisa prima, e i rapporti fra maschi vanno curati.
C’è poi un dettaglio dello standard da conoscere quando si guarda un cucciolo: il cranio deve avere pieghe quando il cane è attento, ma nessuna piega quando è a riposo. Un Bullmastiff corrugato anche mentre dorme ha troppa pelle, ed è l’esagerazione che porta ai problemi alle palpebre.
E infine la parte scomoda, che va detta prima e non dopo: il Bullmastiff vive 7-9 anni, fra le vite più corte in assoluto, e la prima causa di morte sono i tumori. Chi sceglie questa razza lo fa sapendo che sarà una storia intensa e breve.
Storia ed origine del Bullmastiff

Lo standard è preciso: il Bullmastiff proviene dall’Antico Mastiff Inglese e dal Bulldog. Fu utilizzato dapprima come cane da guardia e, nei tempi antichi, come aiuto del guardiacaccia per la cattura dei bracconieri. È quello che gli inglesi chiamano il gamekeeper’s night dog, il cane notturno del guardiacaccia.
Il profilo richiesto era molto specifico: abbastanza grande da atterrare un uomo, abbastanza veloce da raggiungerlo di notte nel bosco, e soprattutto abbastanza controllato da trattenerlo senza ferirlo. Un cane che mordeva creava guai legali al proprietario, quindi per generazioni sono stati selezionati i soggetti che bloccavano invece di attaccare: è la chiave del carattere di oggi.
Anche il tigrato, che era il colore dei primi soggetti, aveva una ragione operativa: mimetizzava il cane nel sottobosco di notte. Il riconoscimento del Kennel Club arriva nel 1924. In Italia oggi la razza è in crollo: dai 512 cuccioli del 2016 ai 143 del 2024, il 61% in meno, con appena ventisette allevamenti con affisso.
Carattere e descrizione del Bullmastiff

È un cane gigante: 64-69 centimetri nei maschi per 50-59 chili, ma più compatto di altri molossi della stessa taglia, perché doveva scattare e non solo impressionare. Lo standard descrive il cranio con una riga memorabile: largo e quadrato, con giuste pieghe quando il cane è attento, ma senza pieghe quando è a riposo.
I colori sono tre gruppi, tigrato, fulvo o rosso, e il colore deve essere puro e netto. Ma la condizione che conta è un’altra ed è scritta con una parola forte: essenziale il nero al muso, che sfuma verso gli occhi circondati da macchie scure, il che contribuisce a conferire la tipica espressione.
Sul carattere lo standard dice potente, resistente, attivo e affidabile. Brioso, vigile e fedele, ma il ritratto vero è nella parte storica: intelligente ed ha spiccate doti di osservatore, è del tutto affidabile, fisicamente e mentalmente, e può velocemente valutare una situazione. Nella pagina trovi anche il capitolo scomodo: vive 7-9 anni.
Addestramento ed educazione del Bullmastiff

Vale la regola dei giganti: quello che non insegni a venti chili non lo correggi a cinquantacinque, e l’educazione si fa nei primi mesi. Lo standard lo dice intelligente e con spiccate doti di osservatore, ma è un cane che decide: serve coerenza più che severità, e i metodi duri su questa mole sono oltre che sbagliati poco intelligenti.
La socializzazione non è opzionale. La riservatezza verso gli estranei fa parte della razza e non va corretta, ma va incanalata esponendo il cucciolo al mondo: serve a fargli imparare a valutare invece di reagire. Attenzione particolare ai rapporti fra maschi, e alla gestione della soglia di casa quando arrivano ospiti.
Sulle attività è uno dei giganti più facili: energia bassa, passeggiate regolari a passo suo, niente sport intensi. Nel primo anno e mezzo niente salti né scale né corse su superfici dure, e mai sovralimentare per farlo crescere in fretta. D’estate si esce all’alba e alla sera.
Allevamento del Bullmastiff

In Italia il Bullmastiff è in crollo: dai 512 cuccioli del 2016 ai 143 del 2024, cioè il 61% in meno, per un totale di 2.850 cani in dieci anni. Gli allevamenti con affisso ENCI sono 27. Un cucciolo con pedigree e genitori controllati costa fra i 1.200 e i 2.000 euro.
La domanda principale riguarda le articolazioni e il cuore: radiografie ufficiali di anca e gomito di entrambi i genitori e una valutazione cardiologica, perché in un cane da cinquanta chili e passa sono i due capitoli che decidono la qualità della vita. La pagina spiega cosa chiedere e come leggere i referti. Ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno, che raccontano la fine di una moda. C’è il mantenimento, che su questa mole è una voce seria. Ci sono le domande sul carattere dei genitori, perché il Bullmastiff è nato come cane da guardia silenzioso e quella selezione va verificata di persona. C’è l’avvertimento sugli annunci senza pedigree. C’è la parte sul caldo e sulla respirazione, che con quel muso richiede attenzione. E c’è la vita media, breve, da mettere in conto prima. Se ti piace questo molossoide inglese, la pagina ti dice cosa chiedere e quanto costa tenerlo.


