Carattere e descrizione del Bullmastiff
La maschera nera, le pieghe che compaiono solo quando è attento e la vita breve
Il Bullmastiff è un cane da guardia inglese nato per un lavoro molto particolare, e quel lavoro spiega tutto il suo carattere. Qui trovi le misure vere, i colori con la maschera obbligatoria, il dettaglio delle pieghe che lo standard descrive in modo unico e il capitolo sulla vita media, che va letto prima.
Sommario
Il Bullmastiff in breve
È un cane gigante: 64-69 centimetri nei maschi per 50-59 chili. Viene dalla Gran Bretagna ed è nato per aiutare i guardiacaccia a catturare i bracconieri. Lo standard descrive il carattere in due righe: potente, resistente, attivo e affidabile. Brioso, vigile e fedele. I colori sono tigrato, fulvo o rosso, sempre con la maschera nera. Vive 7-9 anni, ed è la cosa da sapere prima di innamorarsene.
Quanto è grande un Bullmastiff

I maschi misurano 64-69 centimetri al garrese per 50-59 chili, le femmine 61-66 per 41-50. È un cane gigante, ma con una particolarità: è molto più compatto di altri molossi della stessa taglia.
Lo standard lo descrive potentemente costruito, armonioso; mostra grande potenza, e quella compattezza non è casuale: il Bullmastiff doveva muoversi in silenzio nel bosco di notte e coprire in fretta una distanza breve. Non è un cane costruito per l’imponenza statica, è un cane costruito per scattare.
Il muso è corto, e lo standard dà la proporzione esatta: la distanza dalla punta del tartufo allo stop è circa un terzo della lunghezza totale dalla punta del tartufo all’occipite.
E poi c’è un dettaglio che rende questo standard memorabile, ed è la descrizione del cranio: largo e quadrato, con giuste pieghe quando il cane è attento, ma senza pieghe quando è a riposo.
È una riga da tenere a mente quando si guarda un cucciolo o un riproduttore: un Bullmastiff con la fronte corrugata anche mentre dorme non è più «tipico», è un cane con troppa pelle, ed è esattamente il tipo di esagerazione che porta ai problemi alle palpebre di cui parliamo nel capitolo sulla salute.
Il pelo è corto e raso: nessuna toelettatura, una passata di panno ogni tanto e basta.
I colori del Bullmastiff e la maschera nera
I colori ammessi sono tre gruppi: qualsiasi sfumatura di tigrato, fulvo o rosso. E lo standard aggiunge una condizione sulla qualità del colore: deve essere puro e netto.

Sul bianco la tolleranza è minima: è permessa una leggera macchia bianca sul petto, e altre macchie bianche sono indesiderabili.
Ma la parte che conta è quella sulla maschera, ed è scritta con una parola forte: essenziale il nero al muso. Non «preferibile», non «desiderabile»: essenziale.
E lo standard descrive anche come dev’essere fatta: il nero va sfumando verso gli occhi, che sono circondati da macchie scure, il che contribuisce a conferire la tipica espressione.
È esattamente quello che rende riconoscibile un Bullmastiff a colpo d’occhio: il contrasto fra il corpo chiaro, il muso nero e quel contorno scuro attorno agli occhi che gli dà lo sguardo serio e attento della razza.
Come sempre, l’avvertenza per chi legge annunci: i colori sono questi tre, e non esistono Bullmastiff blu, neri, isabella o merle a standard. Se qualcuno te li propone come rari, sta vendendo cani fuori standard, quando non meticci.
Il carattere del Bullmastiff

La voce carattere dello standard è breve, potente, resistente, attivo e affidabile. Brioso, vigile e fedele, ma il ritratto vero sta nel sommario storico, ed è uno dei più belli che si leggano.
Ecco il testo: il Bullmastiff è intelligente ed ha spiccate doti di osservatore, è del tutto affidabile, fisicamente e mentalmente, e può velocemente valutare una situazione. La sua audacia, il suo coraggio e la capacità di difesa contro gli intrusi è leggendaria.
Quel può velocemente valutare una situazione è la frase chiave, e viene direttamente dal mestiere per cui questo cane è stato costruito. Il Bullmastiff è nato per aiutare il guardiacaccia a fermare i bracconieri: doveva raggiungerli in silenzio, atterrarli e trattenerli senza morderli fino all’arrivo dell’uomo.
È un mestiere che richiede due cose insieme e apparentemente opposte: enorme coraggio e enorme controllo. Un cane che mordeva era un problema legale per il proprietario, quindi la selezione ha premiato per generazioni i soggetti che bloccavano invece di attaccare.
Da lì viene il carattere del Bullmastiff moderno: un cane calmo, che non abbaia molto, che non si agita, e che valuta prima di agire. In casa è tranquillo, dorme molto e cerca il contatto con la sua gente.
Con la famiglia è affettuoso e notoriamente paziente con i bambini di casa, con la solita avvertenza sui cinquantacinque chili che si girano. Con gli estranei è riservato per selezione, e non va corretto: va gestito.
L’attenzione vera riguarda i rapporti con gli altri cani, soprattutto fra maschi, e la gestione degli ospiti: un cane da guardia da cinquantacinque chili che decide da solo chi può entrare è un problema serio, e la socializzazione da cucciolo non è opzionale.
Sul piano dell’energia è invece uno dei giganti più facili: non è un cane sportivo, si accontenta di passeggiate regolari e di un giardino da sorvegliare.
Quanto vive un Bullmastiff e di cosa si ammala
Questo è il capitolo scomodo, e va letto prima di scegliere: il Bullmastiff ha una delle vite più corte fra tutte le razze. La media si colloca fra i 7 e i 9 anni.

La prima causa di morte, come in quasi tutti i molossi grandi, sono i tumori, con il linfoma fra i più frequenti. È una realtà della razza, e la domanda da fare all’allevatore è semplice e diretta: quanti anni sono vissuti i suoi cani, e di cosa sono morti?
Poi ci sono le voci ortopediche: displasia dell’anca e del gomito, che sono due esami diversi e su un cane da cinquantacinque chili non sono negoziabili.
La torsione dello stomaco è l’emergenza classica dei molossi col torace profondo: pancia gonfia e tesa, tentativi di vomito improduttivi, agitazione. Non esiste test, si conoscono i segni e si corre.
Gli occhi meritano attenzione perché dipendono dalla morfologia: la pelle abbondante della testa può portare a entropion ed ectropion, cioè la palpebra rivoltata verso l’interno o verso l’esterno. È il motivo per cui quella riga dello standard sulle pieghe solo quando il cane è attento non è estetica ma salute.
E infine il caldo, che in Italia è quotidiano: muso corto più cinquantacinque chili è la combinazione peggiore per dissipare calore. D’estate si esce all’alba e alla sera, punto.
A chi è adatto il Bullmastiff
È il cane giusto per chi cerca un guardiano tranquillo: una presenza fisica importante, un cane che non abbaia molto, che valuta prima di agire e che in casa dorme sul tappeto. Fra i cani da guardia giganti è uno dei più equilibrati.
È adatto a chi ha spazio e a chi ama i cani tranquilli: non chiede sport, non chiede corse, si accontenta di passeggiate regolari. Con i bambini di casa è notoriamente paziente.
Non è il cane giusto come primo cane. Cinquantacinque chili selezionati per fermare un uomo richiedono esperienza, socializzazione seria da cucciolo e la consapevolezza che la gestione degli ospiti e degli altri cani è una responsabilità quotidiana.
Non lo è per chi vive in un piccolo appartamento, per chi non può permettersi le spese veterinarie di un gigante, e non lo è per chi non è pronto alla parte più dura: sette-nove anni sono pochi. Chi sceglie un Bullmastiff deve saperlo prima.

