Setter Inglese
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Setter Inglese in breve
Il Setter Inglese è un cane da ferma britannico di taglia grande: 65-68 centimetri nei maschi, pelo lungo e serico con molte frange, e colori che portano nomi unici, i belton. Lo standard lo descrive in due righe: molto attivo, con acuto senso della caccia. Molto amichevole e di buon temperamento. È la razza più numerosa d’Italia, con oltre 131.000 iscrizioni in dieci anni. Vive 11-13 anni.
Il cane più numeroso d’Italia, e perché

Cominciamo da un dato che sorprende quasi tutti: il Setter Inglese è la razza più numerosa d’Italia, con 131.427 cuccioli iscritti negli ultimi dieci anni e 434 allevamenti con affisso, il numero più alto di qualsiasi razza.
La ragione è una sola: è il cane da caccia italiano per eccellenza, e la stragrande maggioranza di quei cuccioli nasce in ambiente venatorio.
Questo spiega anche il paradosso della razza. Sul piano del carattere il Setter è uno dei cani più facili che esistano: lo standard lo definisce molto amichevole e di buon temperamento, ed è vero al punto che è eccezionale coi bambini, socievole con tutti e in casa dolcissimo e silenzioso.
Ma la prima riga dello stesso standard dice molto attivo, con acuto senso della caccia, e quella è la parte che decide tutto. Questo cane è stato selezionato per galoppare a testa alta cercando l’usta per ore: servono almeno due ore al giorno di movimento vero, con una buona parte di corsa libera. Due passeggiate al guinzaglio non sono attività fisica per un Setter.
C’è poi il capitolo del richiamo, che è l’unico vero problema della razza: un cane selezionato per allontanarsi e lavorare in autonomia, quando entra in modalità cerca, smette di sentire. Si lavora e migliora molto, ma negli spazi aperti la prudenza resta.
E poi c’è la parte bella, che merita di essere raccontata: i colori di questa razza si chiamano belton, e il nome viene dal villaggio del Northumberland dove viveva Edward Lavarack, l’allevatore che ha costruito il Setter moderno. Lo standard FCI lo scrive nero su bianco: è una firma d’autore rimasta dentro un documento internazionale.
Un’ultima cosa, scomoda ma onesta: con questi numeri il Setter è anche fra le razze più presenti nei rifugi italiani, spesso adulti e a fine stagione venatoria. Sono cani sani e dolcissimi. Prima di cercare un cucciolo, conviene andare a vedere.
Storia ed origine del Setter Inglese

Il nome viene dal verbo inglese to set, mettersi giù: nella caccia con la rete, praticata in Inghilterra fino al Settecento, il cane doveva localizzare le pernici e poi accucciarsi, in modo che i cacciatori potessero far scorrere la rete sopra di lui. Con le armi da fuoco quel gesto è diventato la ferma in piedi che conosciamo.
La razza moderna nasce nell’Ottocento e ha due nomi. Il primo è Edward Lavarack, che selezionò per il tipo e l’eleganza e a cui si deve il termine belton: lo standard FCI lo cita per nome e spiega che Belton è il villaggio del Northumberland dove viveva. Il secondo è Llewellin, che prese quei cani e li selezionò sul lavoro. La distinzione fra linee da bellezza e linee da lavoro esiste ancora.
In Italia il Setter Inglese è la razza più numerosa in assoluto: 131.427 cuccioli iscritti in dieci anni e 434 allevamenti con affisso, il numero più alto di qualsiasi razza. La ragione è una sola: è il cane da caccia italiano per eccellenza, e la maggior parte di quei cuccioli nasce in ambiente venatorio.
Carattere e descrizione del Setter Inglese

È un cane grande: 65-68 centimetri nei maschi e 61-65 nelle femmine, per 25-32 chili. Lo standard lo descrive puro nelle linee, elegante nell’aspetto e nel movimento, ed è la struttura di un atleta di fondo costruito per galoppare per ore.
I colori hanno nomi che non si usano per nessun’altra razza: blue belton, orange belton, lemon belton e liver belton, più il tricolore. Belton indica la moschettatura, che lo standard preferisce distribuita su tutto il corpo, ed è il nome del villaggio inglese dove viveva Lavarack, l’allevatore che ha fatto la razza. Il pelo è lungo e serico, leggermente ondulato ma non arricciato.
Sul carattere lo standard sta in due righe: molto attivo, con acuto senso della caccia. Molto amichevole e di buon temperamento. La seconda parte è vera al punto che è uno dei cani più dolci che esistano. La prima è quella che decide tutto, ed è il capitolo che nella pagina trattiamo per esteso: questo cane ha bisogno di correre.
Addestramento ed educazione del Setter Inglese

Sul piano caratteriale è facilissimo: non è testardo, non è dominante, vuole stare con te. Ma è molto sensibile, e un Setter trattato bruscamente non diventa aggressivo, si spegne. Serve rinforzo positivo, calma e pazienza, mettendo in conto un’adolescenza lunga fino ai due anni.
Il capitolo difficile è il richiamo: questo cane è stato selezionato per allontanarsi e cercare in autonomia, e quando entra in modalità cerca il mondo esterno smette di esistere. Si lavora da cucciolo con premi altissimi, ma negli spazi aperti il guinzaglio lungo resta la scelta prudente, e il microchip aggiornato non è una formalità.
Sull’attività non si può barare: servono almeno due ore al giorno di movimento vero, con una buona parte di corsa libera. Canicross, bikejoring, dog trekking e soprattutto nose work, che per un cane con questo naso vale più di mezz’ora di corsa. Chi non può garantirle dovrebbe scegliere un’altra razza.
Allevamento del Setter Inglese

Il Setter Inglese è la razza più numerosa d’Italia: 131.427 cuccioli iscritti in dieci anni e 434 allevamenti con affisso ENCI, il numero più alto in assoluto. Si viaggia fra gli undici e i quattordicimila cuccioli all’anno, quasi tutti destinati all’ambiente venatorio.
Con il pedigree un cucciolo va dai 600 ai 1.500 euro, e le linee con genitori qualificati in prove di lavoro costano di più: se caccerai, sono quelle che contano. Se invece cerchi un compagno di sport, le stesse linee vanno benissimo purché tu sappia che motore stai portando a casa.
I controlli da chiedere sono le radiografie di anca e gomito di entrambi i genitori e il test BAER dell’udito, perché in una razza a fondo bianco la sordità congenita esiste. E c’è una strada che su questa razza va detta prima delle altre: con questi numeri, i Setter adulti in cerca di casa nei rifugi italiani sono moltissimi, e sono cani sani e dolci.


