Addestramento ed educazione del Setter Inglese
Un cane dolcissimo con un motore enorme: il richiamo e i chilometri
Il Setter Inglese è uno dei cani più facili sul piano del carattere e uno dei più impegnativi sul piano dell’energia. Qui trovi come si imposta l’educazione, perché il richiamo è il capitolo difficile e quanta attività serve.
Sommario
Come si educa un Setter Inglese

Partiamo dalla buona notizia: sul piano caratteriale è facilissimo. Lo standard lo definisce molto amichevole e di buon temperamento, ed è esattamente così: non è testardo, non è dominante, non ha conflitti da gestire.
È però un cane molto sensibile, e questa è la cosa da tenere a mente più di ogni altra. Un Setter trattato bruscamente non diventa aggressivo: si spegne. Chiude, smette di provare, e recuperare quella fiducia richiede molto più tempo di quanto sia servito a perderla.
Il metodo giusto è quindi il rinforzo positivo con molta calma e molta pazienza. Funziona benissimo, perché è un cane che vuole stare con te.
Va messo in conto il calendario: il Setter matura tardi e resta un adolescente lungo, entusiasta e un po’ scomposto fino ai due anni. È normale, e passa.
Le priorità pratiche sono due. La condotta al guinzaglio, perché trenta chili di cane che tira verso ogni cespuglio interessante rendono impossibile una passeggiata tranquilla. E il richiamo, che merita il capitolo suo.
Un’ultima cosa che riguarda i cuccioli in famiglia: il Setter è un cane orale e molto giocherellone, e da giovane mastica tutto quello che trova. Non è distruttività, è un cucciolo da caccia con la bocca da riporto: servono alternative giuste e pazienza.
Il richiamo, che è il capitolo difficile
Qui c’è l’unico vero problema di questa razza, ed è meglio saperlo prima. Il Setter Inglese è stato selezionato per allontanarsi dal conduttore, cercare a testa alta su un terreno ampio e lavorare in autonomia finché non trova. Non è disobbedienza: è il mestiere.
Quando un Setter entra in modalità cerca il mondo esterno smette di esistere. Il richiamo, in quel momento, compete con un istinto costruito da un secolo e mezzo di selezione, e spesso perde.
Il lavoro va quindi fatto presto, molto e bene: richiamo costruito da cucciolo con premi altissimi, sessioni in ambienti via via più stimolanti, e mai richiamare per fare una cosa che al cane non piace. Con un buon lavoro moltissimi Setter diventano affidabili.
Ma la regola pratica resta, e i cacciatori la conoscono benissimo: negli spazi non recintati conviene usare un guinzaglio lungo finché il richiamo non è solidissimo, e in zone di campagna con strade vicine la prudenza non è mai troppa. Un Setter che parte in cerca può ritrovarsi a chilometri di distanza in pochi minuti.
Una nota di sicurezza da aggiungere: proprio perché sono cani che si allontanano, il microchip registrato e aggiornato e una medaglietta col numero di telefono non sono formalità. Il Setter è fra le razze più ritrovate vaganti in Italia.
Quanta attività serve
Questo è il punto su cui non si può barare, ed è la ragione per cui tanti Setter finiscono in cerca di una nuova casa. Due passeggiate al guinzaglio non sono attività fisica per questo cane: sono una pausa per i bisogni.

Serve corsa libera, in spazi sicuri, tutti i giorni. Un Setter ha bisogno di galoppare, non di camminare, e la differenza fra le due cose è tutta.
Le attività che funzionano meglio sono quelle di fondo: il canicross, il bikejoring, la corsa accanto al proprietario e il dog trekking. Un Setter cammina in montagna tutto il giorno senza battere ciglio.
La nose work merita di essere messa in cima alle raccomandazioni per chi non caccia: è un cane con un naso straordinario, selezionato proprio per quello, e il lavoro olfattivo lo appaga in un modo che la corsa da sola non riesce a fare. Dieci minuti di ricerca valgono mezz’ora di movimento.
L’agility è possibile e alcuni Setter ci vanno benissimo, anche se la precisione millimetrica non è esattamente il loro forte. E poi c’è l’attività per cui è nato: le prove di lavoro su selvatico, che si possono fare anche senza cacciare e che sono il modo più completo di dare a questo cane quello che chiede.
Sulla quantità: servono almeno due ore di movimento vero al giorno, di cui una buona parte di corsa libera. Chi non può garantirle dovrebbe scegliere un’altra razza, e non è un giudizio: è aritmetica.

