Boston Terrier
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Boston Terrier in breve
Il Boston Terrier è un cane piccolo nato negli Stati Uniti, e il suo standard non indica un’altezza ma tre classi di peso, fino a un massimo di 11,35 chili. Nonostante il nome non è un terrier: è un molossoide di piccola taglia. I colori sono tigrato, foca o nero, sempre con le macchie bianche richieste. Lo standard lo descrive amichevole e vivace, con eccellente temperamento e alto grado di intelligenza, tanto da chiamarlo un compagno insostituibile. Vive 11-13 anni.
Prima di scegliere un Boston Terrier, guarda come respira

Cominciamo dalla cosa che decide la qualità della vita di questo cane, e che nelle foto non si vede: il muso corto.
Il Boston Terrier è un brachicefalo: la sua testa quadrata e il muso corto sono il tratto che lo standard definisce unico, ed è anche quello che comprime le strutture del naso e della gola in meno spazio. Nei casi più marcati si arriva alla sindrome ostruttiva delle vie aeree, con respiro rumoroso, affanno dopo poco movimento e pessima tolleranza del caldo.
Va detto con equilibrio: il Boston non è fra i brachicefali più estremi e moltissimi soggetti respirano benissimo. Ma la differenza fra un cane che sta bene e uno che passa la vita ad ansimare la fa chi lo ha selezionato, e questo la rende la domanda più importante da fare a un allevatore. La regola pratica è una sola: guarda come respirano il cucciolo e i genitori.
Dallo stesso muso vengono altre due attenzioni: gli occhi, grandi e poco protetti, esposti alle ulcere corneali, e il caldo, che d’estate va gestito uscendo all’alba e alla sera.
Però il resto della razza è quasi tutto in positivo. Lo standard lo descrive amichevole e vivace, con un eccellente temperamento e un alto grado di intelligenza, e arriva a chiamarlo un compagno insostituibile: è una definizione insolita in un documento tecnico, e riassume bene la reputazione di questo cane.
È vivace a scatti, gioca dieci minuti e poi dorme sul divano, non chiede ore di attività, non perde quasi pelo e non ha bisogno di toelettatura. Per chi vive in appartamento è uno dei cani da compagnia meglio riusciti che esistano.
Un’ultima cosa utile a chi legge annunci: i «Boston blu», «lilla», «rossi» o merle venduti come rarissimi non sono varianti pregiate. Lo standard ammette solo tigrato, foca e nero, e squalifica i colori grigio e fegato e gli occhi azzurri.
Storia ed origine del Boston Terrier

L’origine è gli Stati Uniti, e più precisamente la città di Boston, nella seconda metà dell’Ottocento. Nasce dall’incrocio fra un Bulldog dell’epoca e un terrier inglese, nel contesto dei combattimenti clandestini, ma il suo percorso si separa molto presto da quello dei cugini di tipo bull.
Nel giro di poche generazioni gli allevatori di Boston selezionarono cani più piccoli e più gentili, con la testa quadrata e le vistose macchie bianche. Il riconoscimento dell’American Kennel Club arriva nel 1893, e ne fa una delle prime razze di creazione americana. Lo standard FCI lo chiama ancora oggi un modello americano originale.
In Italia la curva è quella classica di una moda: crescita fino al picco di 697 cuccioli nel 2021 e poi un crollo del 44% in tre anni, fino ai 390 del 2024, per un totale di 5.136 cani in dieci anni. Gli allevamenti con affisso sono 61, con la Lombardia nettamente in testa.
Carattere e descrizione del Boston Terrier

Lo standard di questa razza è insolito: non indica nessuna altezza, ma divide i cani in tre classi di peso (sotto i 6,8 kg, da 6,8 a 9, da 9 a un massimo di 11,35) e assegna perfino una scala dei punti. E nonostante il nome, il Boston non è un terrier: sta fra i molossoidi di piccola taglia.
I colori sono tigrato, foca o nero, e il foca lo spiega lo standard: appare nero ma con un riflesso rosso solo visibile al sole. La cosa che rende questa razza unica sono però le macchie richieste: striscia bianca attorno al muso, striscia bianca fra gli occhi e petto bianco. Un cane a tinta unita senza quelle macchie viene squalificato, così come gli occhi blu e i colori grigio o fegato.
Sul carattere lo standard è generoso: amichevole e vivace, con eccellente temperamento e alto grado di intelligenza, tanto da definirlo un compagno insostituibile. Nella pagina trovi anche il capitolo che decide la qualità della vita di questo cane: il muso corto, con tutto quello che comporta su respiro, occhi e caldo.
Addestramento ed educazione del Boston Terrier

È uno dei cani più semplici da educare che ci siano: intelligente, orientato alle persone e voglioso di capire. Funziona col rinforzo positivo e va gestito con dolcezza, perché i toni duri lo spengono. Va messa in conto una piccola dose di testardaggine, che si risolve con sessioni corte e variate.
Due capitoli meritano attenzione. La solitudine, perché è un cane da compagnia nel senso letterale e non ha altri mestieri: le assenze si lavorano dal primo giorno. E la cosiddetta sindrome del cane piccolo: prenderlo in braccio a ogni spavento e lasciar correre quello che non tollereremmo in un cane grande produce un cane maleducato e insicuro.
Sull’attività fisica c’è una regola d’oro che vale per tutti i musi corti: questo cane non sa dire di no, quindi il limite lo metti tu. Attività brevi e intense con pause frequenti, mai corse lunghe né bicicletta, e d’estate si esce all’alba e alla sera.
Allevamento del Boston Terrier

In Italia il Boston Terrier è in forte rientro: dal picco di 697 cuccioli nel 2021 ai 390 del 2024, cioè il 44% in meno in tre anni, per un totale di 5.136 cani in dieci anni. Gli allevamenti con affisso sono 61. Un cucciolo con pedigree e genitori controllati costa fra i 1.200 e i 2.000 euro.
Su questa razza il controllo più importante non è un esame di laboratorio ma un’osservazione: come respirano i genitori. Chiedi di vederli svegli, in movimento e dopo qualche minuto di attività, perché il muso corto è il tema centrale della razza. Ci sono poi due test da chiedere: l’HSF4 per la cataratta ereditaria e il BAER per l’udito. Nella pagina ci sono le iscrizioni anno per anno, con la parabola completa del boom e del rientro. C’è il capitolo sugli annunci con colori rari, che nello standard non esistono e quasi sempre nascondono incroci. C’è il mantenimento, basso sulla carta ma con un’avvertenza: il pelo non costa nulla, le vie aeree e gli occhi possono costare parecchio. Ci sono le domande sul parto, che in questa razza è quasi sempre cesareo e dice molto su come lavora l’allevamento. E c’è la parte sull’estate e sul caldo. Se ti piace il Boston, questa pagina ti dice come sceglierne uno che respiri bene.


