L’Italia è l’unico paese al mondo con centinaia di cani bagnino operativi sulle spiagge: unità cinofile che affiancano i soccorritori in acqua e hanno salvato decine di vite. Dietro c’è una scuola, un brevetto e una storia che comincia con un Terranova di nome Mas. Ecco come funziona il salvataggio nautico coi cani e come si entra.
Sommario:
Cos’è il salvataggio in acqua con i cani
Tutto nasce alla fine degli anni Ottanta, quando Ferruccio Pilenga fonda la SICS, Scuola Italiana Cani Salvataggio, ispirato dal suo Terranova Mas. Da allora la SICS è diventata la più grande organizzazione al mondo dedicata al salvataggio nautico coi cani, con circa 300 unità cinofile che d’estate pattugliano le spiagge italiane in convenzione con comuni e stabilimenti, collaborando con Capitanerie di Porto e Guardia Costiera.
Il cane da salvataggio non sostituisce il bagnino umano: lo moltiplica. Un cane di 40 chili con l’imbragatura da traino può riportare a riva più persone aggrappate, in condizioni in cui un soccorritore da solo farebbe fatica.
Come funziona un intervento
L’unità cinofila lavora in coppia: il conduttore valuta la situazione, entra in acqua col cane e dirige l’intervento; il cane fa da motore e da galleggiante, trainando il pericolante (o il pattino di soccorso) verso riva. Le unità si addestrano anche al lancio dalle motovedette e, nelle squadre più avanzate, all’elisoccorso: cane e conduttore calati in acqua dall’elicottero, una specialità sperimentata proprio dalla SICS.
L’addestramento dura in media un paio d’anni: obbedienza in acqua, resistenza al nuoto, abitudine a onde, moto ondoso e mezzi nautici, fino al brevetto operativo che abilita il binomio al servizio in spiaggia.
Dove si svolge l’attività
Non è uno sport con gare e classifiche: è volontariato operativo. Le unità brevettate prestano servizio nei weekend estivi sulle spiagge e sui laghi di tutta Italia, nelle postazioni concordate con le amministrazioni. Le scuole del settore (la SICS con le sue sezioni regionali e le altre associazioni di salvataggio nautico) si allenano tutto l’anno: piscina e lago d’inverno, mare aperto d’estate.
Quali cani sono idonei
Il requisito di base è la taglia: servono almeno 25-30 chili per trainare una persona, e un fisico da nuotatore. Le razze regine sono il Terranova, nato per questo lavoro, il Labrador e il Golden Retriever, ma lavorano anche Landseer, Leonberger e meticci di taglia con la passione dell’acqua.
Oltre al fisico serve la testa: un cane equilibrato, socievole e instancabile in acqua, che resti calmo in mezzo a bagnanti, schiuma e urla. L’attitudine si valuta nei corsi propedeutici, e non tutti i cani, anche delle razze giuste, sono tagliati per il servizio.
Come iniziare
Il percorso passa dalle scuole di salvataggio nautico: si comincia con la valutazione del cane, si prosegue con l’addestramento in acqua insieme agli istruttori e si arriva al brevetto. I costi vivi sono quelli del tesseramento e dell’attrezzatura, perché si tratta di volontariato.
Il mondo del soccorso cinofilo non finisce in acqua: c’è chi cerca i dispersi nei boschi e sotto le macerie, come raccontiamo nell’articolo sulle unità cinofile da soccorso. Per il lato sportivo dell’acqua, invece, c’è il dock diving.
Domande frequenti
Quali cani fanno i bagnini?
Servono almeno 25-30 chili per trainare una persona e un fisico da nuotatore. Le razze regine sono il Terranova, nato per questo lavoro, il Labrador e il Golden Retriever, ma lavorano anche Landseer, Leonberger e meticci di taglia con la passione dell’acqua.
Come si diventa unità cinofila da salvataggio?
Attraverso le scuole di salvataggio nautico: valutazione del cane, addestramento in acqua con gli istruttori e brevetto operativo, per un percorso di circa due anni. La scuola storica è la SICS, fondata da Ferruccio Pilenga alla fine degli anni Ottanta.
Quante unità cinofile ci sono sulle spiagge italiane?
Circa 300. È volontariato: i costi vivi sono tesseramento e attrezzatura, mentre l’impegno sono gli allenamenti tutto l’anno più il servizio estivo in spiaggia.
Prima di cominciare, due persone da sentire
Prima di iscriverti a uno sport cinofilo porta il cane a una visita veterinaria di idoneità: salti e carichi non si chiedono a un cane ancora in crescita o con un problema articolare che nessuno ha ancora visto. Poi cerca un istruttore cinofilo qualificato della disciplina e comincia sotto i suoi occhi, anche se di esercizi in rete ne trovi a decine: una tecnica sbagliata fa male al cane prima ancora che al risultato.
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