Golden Retriever
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Golden Retriever in breve
Il Golden Retriever è una delle razze più amate in Italia e nel mondo, ed è uno dei pochi casi in cui la fama è tutta meritata. Nato in Scozia a fine Ottocento per riportare la selvaggina, oggi è il cane di famiglia per eccellenza: grande, dorato, paziente e convinto che chiunque suoni alla porta sia venuto a trovare lui. In queste pagine c’è quello che serve per farsi un’idea vera. Intanto, ecco la carta d’identità in dieci secondi.
Storia ed origine del Golden Retriever

Il Golden Retriever sembra un cane venuto bene per caso, e invece è l’esatto contrario. È uno dei rari casi in cui una razza nasce da un progetto preciso, annotato quaderno alla mano da un lord scozzese. La storia comincia a metà Ottocento a Guisachan, tenuta delle Highlands di Dudley Marjoribanks, primo Lord Tweedmouth. Gli serviva un cane capace di riportare la selvaggina in acque gelide, resistente e con la bocca delicata. Nel 1868 accoppiò Nous, retriever giallo a pelo ondulato, con Belle, una Tweed Water Spaniel di razza oggi scomparsa. Da quella coppia nacquero quattro cucciole gialle da cui discendono tutti i Golden di oggi.
Nella pagina trovi anche la leggenda del circo russo, la versione romantica che per mezzo secolo è passata per storia ufficiale. I registri di Guisachan, resi pubblici nel 1952, l’hanno smontata pezzo per pezzo. Poi le date che contano: il riconoscimento del Kennel Club nel 1913 e il nome attuale arrivato nel 1920. Il boom da cane di famiglia è storia della seconda metà del Novecento, in Italia dagli anni Novanta. Oggi il Golden vive due vite parallele: le linee da lavoro sul campo, quelle da compagnia sui divani, e in mezzo i cani guida e la pet therapy. Tutta la storia, documenti alla mano, è nella pagina dedicata.
Carattere e descrizione del Golden Retriever

Il Golden Retriever è nato per riportare la selvaggina e quell’impronta si sente ancora tutta. Nella pagina trovi com’è fatto: un cane grande e armonioso, dai 51 ai 61 centimetri al garrese, costruito per galoppare e nuotare senza fatica. Il manto è doppio e respinge l’acqua, con i colori ammessi in tutte le tonalità dell’oro, dal crema al dorato carico. C’è anche la voce sul conto: il Golden perde pelo tutto l’anno, e nelle mute ne perde parecchio. Il cuore della pagina è la famosa will to please, la voglia di collaborare che lo rende tra i cani più semplici da educare. Attenzione però a non confondere semplice con automatico: un Golden giovane è un adolescente entusiasta con trenta chili di slancio.
Il riporto ce l’ha nel sangue: un Golden con la bocca vuota è un Golden a metà, e l’acqua per lui è tutta piscina. Matura tardi, con il corpo da adulto all’anno e la testa verso i due o tre. In famiglia gioca in casa: pazienza proverbiale coi bambini e amicizia facile con chiunque, ladro compreso. La fame leggendaria è il suo tallone d’Achille: usata bene è una manna, lasciata correre diventa sovrappeso. Il capitolo salute dice le cose come stanno: vita media di 10-12 anni, displasie da controllare e una predisposizione ai tumori più alta della media, che si combatte scegliendo bene l’allevamento. Rispondiamo anche a chi cerca il Golden Retriever nano: non esiste, e ti spieghiamo cosa c’è dietro quegli annunci. In chiusura, i nomi: a chi è adatto il Golden e a chi no.
Addestramento ed educazione del Golden Retriever

Educare un Golden è più facile che educare la maggior parte dei cani, ed è proprio qui che casca l’asino. Tanti se ne approfittano per non fare niente e si ritrovano trenta chili di entusiasmo senza regole. Nella pagina trovi il metodo giusto per un allievo così: sessioni brevi e frequenti, rinforzo positivo e costanza da tutta la famiglia. Le priorità del cucciolo sono tre: socializzazione, morso inibito e la calma, che per un Golden è la vera materia difficile. C’è anche l’abitudine a restare solo, da costruire subito a piccole dosi: è una razza che la solitudine la soffre. I due cantieri classici del Golden giovane hanno un capitolo ciascuno: il guinzaglio che tira e i saluti con salto addosso.
Per entrambi trovi la regola pratica che funziona, da applicare prima che l’abitudine si consolidi. Poi le esigenze di razza vere: bocca, naso e muscoli di un riportatore vanno usati. Il riporto strutturato è la sua attività regina, i giochi di fiuto lo stancano più di una corsa. Se hai accesso all’acqua, il nuoto è l’esercizio perfetto per lui. E per chi vuole fare sul serio ci sono obedience, rally e prove di lavoro per retriever. Chiudono la pagina gli errori tipici con questa razza, dal cibo senza criterio alla fretta sul richiamo.
Allevamento del Golden Retriever

Il Golden è una delle razze più vendute d’Italia, e nella pagina dedicata all’allevamento trovi il conto vero: un cucciolo con pedigree ENCI e genitori testati costa fra i 1.200 e i 2.500 euro, con le linee da esposizione che arrivano ai 3.000. C’è la tabella dei prezzi per orientarti fra allevamento serio, alta genealogia e annuncio da poche centinaia di euro. C’è anche una precisazione che in molti cercano: il colore non fa il prezzo, e il crema chiaro delle linee europee non vale un euro più dell’oro carico di quelle americane. Un capitolo è dedicato al mini Golden, che non esiste come taglia: quello che trovi negli annunci è un incrocio, oppure il cucciolo più piccolo della cucciolata venduto come rarità. Il pedigree, che qualcuno prova a farti passare per un extra, costa all’allevatore una trentina di euro ed è già dentro il prezzo. Le cifre sotto i mille euro, invece, quasi sempre vogliono dire una cosa sola: nessun controllo sui genitori.
Poi ci sono i numeri della razza in Italia: 79.821 cuccioli iscritti in dieci anni, il massimo nel 2021 e 300 allevamenti con affisso ENCI, quasi tutti al nord. La parte che conta è la lista dei test da pretendere sui genitori: lastre ufficiali di anca e gomito, visita oculistica, controllo cardiologico per la stenosi subaortica, DNA per le tre atrofie della retina e per l’ittiosi. Sui tumori, che nella razza sono la prima causa di morte in età avanzata, nessun test aiuta: aiuta invece chiedere quanto sono vissuti i nonni del cucciolo. Visto che gli allevamenti stanno quasi tutti al nord, per un cucciolo di questa razza il viaggio è la norma e non l’eccezione. Chiude il capitolo su come si riconosce un allevamento serio, dalla madre che devi poter vedere ai cuccioli cresciuti in casa, fino ai 60 giorni prima dei quali un cucciolo non si consegna. Se un allevatore ha sempre cuccioli disponibili subito, quella disponibilità è già una risposta.


