Carattere del Golden Retriever

Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza

Il Golden Retriever è nato per riportare la selvaggina e quell’impronta si sente ancora tutta: ti segue, ti ascolta e ha quasi sempre qualcosa in bocca da consegnarti. In questa pagina trovi il ritratto completo della razza: com’è fatto, di che colore può essere quel manto famoso, come si comporta in famiglia e quali sono i punti deboli di cui nessuno ti parla al parchetto.

Alla fine avrai un’idea chiara se questo cane fa per te oppure no. Con un Golden la risposta è sì più spesso che con altre razze, ma non è mai un sì automatico.

Il Golden Retriever in breve

Prima dei dettagli, ecco la carta d’identità della razza in dieci secondi.

TagliaGrande
Altezza al garrese56-61 cm il maschio, 51-56 cm la femmina
Peso30-34 kg il maschio, 25-30 kg la femmina
Vita media10-12 anni
MantoDoppio, liscio o ondulato, con frange
ColoriTutte le tonalità dell’oro, dal crema al dorato intenso
Livello di energiaAlto
Adatto aFamiglie e persone attive, anche alla prima esperienza

Com’è fatto: taglia e corpo

Il Golden Retriever è un cane di taglia grande, solido e ben proporzionato. Il maschio sta tra i 56 e i 61 centimetri al garrese, la femmina tra i 51 e i 56, con un peso che di solito va dai 25 ai 34 chili a seconda del sesso e della linea di sangue. Il corpo è potente ma armonioso, costruito per galoppare a lungo e nuotare senza fatica. La testa è larga, con il muso ampio e il tartufo nero, e le orecchie di media grandezza cadono aderenti alle guance. Poi ci sono gli occhi, scuri e bordati di scuro, con quella famosa espressione dolce che ha fatto la fortuna della razza. Non è un’impressione: lo standard inglese la chiama proprio kindly expression, espressione gentile. La coda è portata allegra, mai arricciata sul dorso, e in un cane contento non sta ferma praticamente mai.

Il Golden Retriever nano non esiste

La gente lo cerca parecchio, quindi rispondiamo senza giri di parole: il Golden Retriever nano non esiste. Lo standard prevede una taglia sola, quella che hai appena letto: 56-61 centimetri il maschio, 51-56 la femmina. Niente mini, niente toy, niente versione da divano.

Quello che trovi negli annunci come mini Golden o Comfort Retriever è un incrocio nato negli Stati Uniti nel 2003, di solito tra un Golden e un Barboncino oppure un Cocker. Può anche essere un buon cane, ma non è un Golden più piccolo: è un altro cane, senza standard e senza nessuna garanzia di ereditare proprio l’indole che ti ha fatto innamorare della razza. Il carattere del Golden è il frutto di più di un secolo di selezione, e non si travasa in un incrocio nel giro di una generazione.

Poi c’è il caso peggiore: il cucciolo venduto come nano perché è molto più piccolo dei fratelli. Lì non stai comprando una rarità, stai comprando un problema di crescita presentato come pregio. Se il Golden ti piace ma trenta chili sono troppi per casa tua, la strada onesta non è cercarne uno in miniatura: è guardare razze più piccole con un’indole simile, a partire dai cugini spaniel.

Manto e colori del Golden Retriever

Il manto è doppio: sopra un pelo liscio o leggermente ondulato con belle frange su collo, arti e coda, sotto un sottopelo fitto che respinge l’acqua. Serviva per lavorare nelle acque fredde di Scozia e si vede ancora, perché un Golden asciutto è un evento raro se c’è una pozzanghera nel raggio di cento metri.

I colori ammessi sono tutte le tonalità dell’oro, dal crema chiaro al dorato carico. Il rosso acceso e il mogano non fanno parte della razza, così come le macchie bianche, a parte qualche pelo sul petto. Le linee europee tendono al chiaro, quasi color panna, quelle americane a un oro più caldo e intenso.

Capitolo spazzole: il Golden perde pelo tutto l’anno e nelle due mute stagionali ne perde parecchio. Una spazzolata frequente aiuta, ma se i peli sul divano ti rovinano la giornata è meglio saperlo adesso.

Nato per accontentarti

Se c’è una cosa che definisce il Golden è la voglia di collaborare. Gli allevatori la chiamano will to please e non è una leggenda: questo cane cerca il contatto, ti guarda in faccia e prova a capire cosa vuoi da lui prima ancora che tu apra bocca. È il motivo per cui è tra i cani più semplici da educare, e per cui lo trovi ovunque come cane guida, in pet therapy e nel soccorso in acqua.

Occhio però a non confondere semplice con automatico. Un Golden giovane è un adolescente entusiasta con trenta chili di slancio: senza un minimo di lavoro ti travolge di feste, colleziona calzini e ti rimorchia al guinzaglio. La materia prima è eccellente, ma la tua parte va fatta comunque.

Il riporto ce l’ha nel sangue

Generazioni di selezione per riportare la selvaggina hanno lasciato un istinto che non va via. Un Golden con la bocca vuota è un Golden a metà: ti accoglie con una ciabatta, un gioco, un cuscino, quello che trova. Non è un dispetto, è il suo modo di farti festa. Da lì arriva anche la famosa bocca morbida: doveva consegnare gli uccelli senza rovinarli, e ancora oggi molti Golden portano in giro le cose con una delicatezza che non ti aspetti da un cane di quella stazza.

L’altra eredità è l’acqua. Laghi, fiumi, mare, fontane e fango: per lui è tutto piscina. Mettilo in conto quando scegli il percorso della passeggiata, oppure fai pace con l’odore di cane bagnato come profumo di casa. Se vuoi capire da dove arriva tutto questo, la storia della razza racconta molto.

Cucciolone a lungo

Il Golden matura tardi. Il corpo è da adulto verso l’anno di età, la testa arriva con calma verso i due o tre. Significa che per un bel pezzo avrai un cane di trenta chili convinto di essere un cucciolo da grembo: entusiasmo alle stelle, autocontrollo così così. È una fase normale della razza e passa, ma va accompagnata con pazienza e attività regolare.

Un’ora abbondante al giorno tra passeggiate vere, riporto e qualcosa che gli impegni la testa è il minimo per un adulto, e da giovane gradisce di più. La buona notizia è che non è un iperattivo: fatto il suo, si spegne volentieri sul tappeto, possibilmente appoggiato a qualcuno.

In famiglia e con gli altri animali

Qui il Golden gioca in casa. Sta bene in mezzo alla gente, regge il caos domestico e con i bambini ha una pazienza proverbiale, sempre con la supervisione che ci vuole con qualsiasi cane. Con gli estranei fa amicizia in fretta, a volte troppo: se cerchi un cane da guardia hai sbagliato pagina, perché il Golden medio accoglie chiunque scodinzolando, ladro compreso.

Con gli altri cani e con i gatti di casa convive senza drammi nella stragrande maggioranza dei casi. Il rovescio della medaglia è che tutta questa socialità ha un costo: la solitudine la soffre. Se a casa non c’è mai nessuno, il problema non lo risolve un giardino più grande.

La fame è una cosa seria

Ogni razza ha il suo tallone d’Achille e quello del Golden passa dallo stomaco. La sua fame è leggendaria: finisce la razione, poi guarda la tua, poi ispeziona il pavimento, poi torna a fissarti con l’espressione di chi non vede cibo da giorni. Usata bene è una manna, perché un cane così motivato dal boccone impara qualsiasi cosa in fretta.

Lasciata correre diventa sovrappeso, e il sovrappeso su una razza già delicata di anche e gomiti fa danni seri. Dosare le razioni, contare i premietti e resistere a quegli occhi fa parte del contratto. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile.

Salute e vita media

La vita media del Golden è tra i 10 e i 12 anni. Le attenzioni principali riguardano le displasie di anca e gomito, comuni a molte razze grandi, e alcune malattie ereditarie degli occhi. C’è poi un tema che chi ama la razza conosce bene: il Golden ha una predisposizione ai tumori più alta della media, ed è la prima causa di morte nei soggetti anziani. Non è un motivo per rinunciare alla razza, è un motivo per scegliere benissimo da dove arriva il cucciolo.

Un allevatore serio fa i test su anche, gomiti, occhi e cuore dei riproduttori e ti mostra i risultati senza farsi pregare. Le orecchie pendenti chiedono controlli regolari, soprattutto se il cane nuota spesso. E sul peso vale quanto detto sopra: un Golden in forma è un Golden che vive meglio e più a lungo.

A chi è adatto (e a chi no)

Facciamo i nomi. Il Golden Retriever è perfetto per famiglie con bambini, persone attive, chi vuole un cane da portare ovunque e chi è alla prima esperienza ma ha tempo vero da dedicargli. È una delle razze più concilianti che esistano, ed è esattamente per questo che la vedi ovunque.

Non è adatto a chi passa dieci ore fuori casa, a chi cerca un guardiano, a chi non sopporta peli e fango e a chi lo prende perché tanto i Golden sono buoni, convinto che si cresca da solo. La bontà c’è tutta, ma dentro trenta chili di cane giovane che senza guida combina disastri con lo stesso entusiasmo che mette in ogni altra cosa. Se il tempo ce l’hai, è difficile trovare un compagno più facile da amare.