Poitevin
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Poitevin in breve
Il Poitevin è un segugio francese da grande caccia a cavallo: 62-72 cm i maschi e 60-70 le femmine, asciutto, con il collo lungo e senza giogaia, il piede di lupo e un mantello tricolore o bianco e arancio. È nato nel 1692 per la caccia al lupo e nel 1842 un’epidemia di rabbia lo ha quasi cancellato. In Italia sono nati 16 cuccioli in dieci anni, otto dei quali nel solo 2024.
Che cane è il Poitevin

È un segugio del gruppo 6, sezione 1.1, riconosciuto con prova di lavoro. Lo standard lo definisce con tre parole: forza, eleganza e leggerezza.
Lo riconoscete da tre cose: il collo lungo e sottile senza giogaia, il torace molto profondo e gli occhi grandi e cerchiati di nero.
Quanto è grande: 62-72 cm i maschi e 60-70 le femmine, per un peso che sta attorno ai 30-35 chili. Il peso, nello standard, non c’è.
Cosa chiede: due o tre ore al giorno di corsa vera e lavoro di naso, e – questa è la parte da leggere due volte – altri cani. Il Poitevin è un cane da muta.
Cosa lo rende speciale: la storia. Creato nel 1692 per la caccia al lupo, quasi cancellato dalla rabbia nel 1842 e ricostruito con i Foxhound inglesi in tre generazioni.
Da sapere prima: lo standard è del 1978, è cortissimo e non ha il capitolo sul carattere; le fonti di razza lo descrivono riservato e poco adatto a vivere fuori dal branco; e la voce è quella di un segugio da grande caccia.
In compenso è probabilmente uno dei segugi più eleganti d’Europa, e in Italia sta cominciando ad arrivare proprio adesso.
Storia ed origine del Poitevin

Il Poitevin ha una data di nascita precisa. Nel 1692 dodici staghound inglesi vengono regalati al delfino di Francia, e alcuni dei loro discendenti finiscono a François de Larrye, marchese dell’Alto Poitou, che li incrocia con i segugi locali. Lo scopo era uno solo: un cane con naso, fondo e ostinazione per la caccia al lupo.
Accanto alla muta di Larrye esistevano altre due mute, Montemboeuf e Céris, bicolori arancio e bianco e considerate inferiori. Quel bicolore, curiosamente, è sopravvissuto fino allo standard di oggi, che ammette il bianco e arancio accanto al tricolore.
Nel 1842 arriva il disastro: un’epidemia di rabbia nei canili della famiglia de la Besage distrugge quasi del tutto la muta. La razza viene salvata importando Foxhound inglesi con un programma di incroci calcolato, e il risultato è sorprendente: entro tre generazioni l’influenza del Foxhound era appena percettibile.
Fino al 1957 la razza si chiamava Chien du Haut-Poitou. Oggi le mute francesi non cacciano più il lupo ma cinghiale e cervo nella Grande Vénerie, ed è il motivo per cui questo cane vive quasi solo dove quel mondo esiste ancora.
Carattere e descrizione del Poitevin

Lo standard descrive il Poitevin con una frase da leggere: un segugio molto distinto che presenta, a un alto grado di perfezione, forza, eleganza e leggerezza, con una gamma dei colori più affascinanti.
È un cane grande e asciutto: 62-72 cm i maschi e 60-70 le femmine, con il collo lungo e sottile e la giogaia che è addirittura un difetto squalificante. Il torace è molto profondo, i piedi sono il piede di lupo allungato, e la coda non deve mai avere i peli ruvidi a spiga verso la punta.
I colori ammessi sono il tricolore con sella nera, il tricolore a grandi macchie e il bianco e arancio; il pelo color lupo, dice lo standard, è abbastanza frequente. Il bianco e nero, invece, è una squalifica.
Sul carattere va fatta una precisazione onesta: questo standard, che è del 1978, non ha il capitolo sul comportamento. Le fonti di razza lo descrivono veloce, resistente e con un naso eccellente, ma anche più riservato della media dei segugi e poco adatto a vivere fuori dal contesto della muta. Nella pagina spieghiamo cosa significa in pratica.
Addestramento ed educazione del Poitevin

La cosa più utile da capire su questa razza non è come si insegna il seduto: è che il Poitevin è stato costruito per vivere e lavorare in gruppo. Le fonti sono concordi: non si adatta bene fuori dal contesto della muta.
Ha due conseguenze opposte. Con gli altri cani è di una facilità disarmante, perché il branco è la sua normalità. Da solo, in una casa, è un cane riservato e fuori contesto: se lo prendi, la prima regola è non tenerlo solo.
Il richiamo si costruisce ma davanti a una pista fresca perde, e con la distanza che questo cane copre servono longhina e GPS. La voce è parte del mestiere e nessun addestramento la elimina: chi vive dove non può permettersela deve scegliere un’altra razza.
Sul movimento: due o tre ore al giorno, e restano un minimo. Le attività che rendono di più sono la pista di sangue, il mantrailing e la nose work. Nella pagina trovi anche i sei errori più comuni.
Allevamento del Poitevin

In Italia il Poitevin è raro ma sta arrivando adesso: le API dell’ENCI, sul codice 24, registrano 16 cuccioli in dieci anni e zero affissi. Il dato interessante è la distribuzione: otto di quei sedici sono nati nel solo 2024, più che in tutti i nove anni precedenti messi insieme.
Il paese di riferimento è la Francia, e c’è una cosa da capire prima di cercare: questa razza si compra dentro il mondo della vénerie, cioè della caccia a cavallo con la muta. Le cucciolate nascono negli equipaggi e vanno quasi tutte ad altri equipaggi.
La Francia è nell’Unione Europea, quindi al viaggio bastano il passaporto europeo e l’antirabbica in regola, e le spese di trasporto e pratiche stanno fra i 250 e i 500 euro.
La domanda più importante da fare, prima ancora di quelle sanitarie, riguarda voi: hai un gruppo in cui mettere questo cane e un lavoro da dargli? Se la risposta è no, è la razza sbagliata, per quanto sia bella. Nella pagina ci sono i costi reali e cosa guardare in una cucciolata.


