Allevamento del Poitevin

Sedici cuccioli in dieci anni, otto nel solo 2024

In Italia il Poitevin è raro, ma i numeri raccontano qualcosa di nuovo: le API dell’ENCI, sul codice 24, registrano 16 cuccioli in dieci anni e zero affissi, ma otto di quei sedici sono nati nel solo 2024.

In questa pagina: dove si cerca, quanto costa, cosa chiedere e la domanda che con questa razza viene prima di tutte le altre.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Poitevin

Poitevin bianco e arancio di profilo su un ring

In Italia un listino non esiste, e non esiste nemmeno un allevamento: zero affissi registrati sulla razza. Il paese di riferimento è la Francia.

C’è però una cosa da capire prima di iniziare a cercare, e non riguarda i soldi. Questa razza vive quasi interamente dentro il mondo della vénerie, la caccia a cavallo con la muta: le cucciolate nascono negli equipaggi e vanno quasi tutte ad altri equipaggi.

Vuol dire che non si compra un Poitevin come si compra un Labrador. Si entra in contatto con quel mondo, si aspetta, e in genere si viene valutati tanto quanto si valuta.

I prezzi sono quelli di un cane da muta, non di un cane da esposizione, e sono generalmente contenuti. Il costo vero è il viaggio: fra trasporto e pratiche si sta fra i 250 e i 500 euro, e la Francia è nell’Unione Europea, quindi bastano passaporto europeo e antirabbica in regola.

Il primo anno costa fra gli 800 e i 1.100 euro fra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e poi il mantenimento di un cane da 30-35 chili che lavora si assesta sui 100-130 euro al mese.

La toelettatura non esiste: pelo corto e lucido, un guanto di gomma quando serve.

VoceQuantoNote
Cucciolo in ItaliaNon c’è un listinoSedici cuccioli in dieci anni, zero affissi
Cucciolo in FranciaPrezzi da cane da mutaSi compra dentro il mondo della vénerie
Il 2024Otto cuccioli in un anno soloLa razza sta arrivando adesso in Italia
AttesaMesiLe cucciolate sono rare e vanno quasi tutte a equipaggi
Viaggio e pratiche250-500 euroLa Francia è nella UE: bastano passaporto e antirabbica
Primo anno800-1.100 euroVaccinazioni, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese100-130 euroUn cane da 30-35 chili che lavora
ToelettaturaZero euroPelo corto: basta un guanto di gomma

La domanda che viene prima di tutte

Poitevin tricolore presentato in stand a una esposizione canina

Con quasi tutte le razze la prima domanda riguarda l’allevatore. Con il Poitevin riguarda voi: hai un gruppo in cui mettere questo cane e un lavoro da dargli?

Le fonti di razza sono concordi nel dire che il Poitevin non si adatta bene fuori dal contesto della muta, e questa non è una frase da prendere alla leggera. Un cane solo, in un giardino, con due passeggiate al giorno, è un cane infelice.

Se la risposta è sì – hai altri cani, spazio, tempo e la possibilità di dargli lavoro di naso vero – allora si passa alle domande normali.

La prima è il pedigree e la seconda sono i risultati di lavoro dei genitori: la razza è riconosciuta con prova di lavoro, e in Francia le prove esistono e contano.

La terza sono le lastre ufficiali di anche e gomiti. Non ci sono dati sanitari di razza, e in un cane da 30 chili che galoppa per ore i controlli individuali sono tutto quello che hai.

Sul cucciolo, il primo controllo è il collo: deve essere lungo e sottile e senza giogaia, che in questa razza è una squalifica.

Il secondo è il colore: tricolore con sella nera o a grandi macchie, oppure bianco e arancio. I soggetti bianchi e neri sono squalificati.

Il terzo è la coda, che deve essere fine e liscia, senza quei peli ruvidi a spiga verso la punta che lo standard vieta espressamente.

E il quarto sono gli occhi, che devono essere grandi, rotondi e ben cerchiati di nero.

Cosa aspettarsi in Italia

Profilo della testa di un Poitevin con le orecchie attaccate basse

Il dato del 2024 merita una riga a parte. In un anno solo sono nati otto cuccioli, più che nei nove anni precedenti messi insieme, e nel 2023 ne erano nati due.

Non basta a fare una razza diffusa, e non è detto che il trend continui: con numeri così piccoli, una sola cucciolata cambia la statistica.

Quello che dice, però, è che qualcuno in Italia ha cominciato a importare e a far riprodurre questa razza. Se cerchi un Poitevin, oggi è più facile di quanto fosse cinque anni fa.

Non essendoci affissi registrati, le cucciolate italiane nascono da privati o da persone legate alla caccia. Le domande da fare sono le stesse, con un’attenzione in più al pedigree: in una razza con questi numeri, un cucciolo senza documenti non ha nessuna garanzia di essere quello che dice di essere.

E se la strada italiana non funziona, resta quella francese, che è comunque la più naturale per una razza che vive dentro la vénerie.