Français Tricolore
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Français Tricolore in breve
Il Français Tricolore è un grande segugio francese da muta: 62-72 cm nei maschi, mantello tricolore con sella nera e focature ramate, pelo corto e pelle fine. Lo standard lo definisce grande cane da muta, elegante, con una destinazione precisa: cane da muta per la selvaggina grossa, e in particolare per il cervo. È la più giovane delle razze francesi, riconosciuta nel 1957, e la più diffusa delle tre françaises.
Che cane è il Français Tricolore

È un segugio di grande taglia, gruppo 6 sezione 1.1, con prova di lavoro: un cane da muta della vénerie francese, costruito per la caccia a corsa al cervo.
Lo riconoscete dal mantello tricolore con la sella nera e le focature ramate, dalla taglia grande e dalla struttura asciutta ed elegante.
Cosa chiede: una muta, un lavoro e chilometri. Fuori stagione, almeno due ore al giorno di attività con una parte olfattiva.
Cosa lo rende speciale: è una razza progettata. Negli anni Cinquanta i veneurs francesi volevano un cane da cervo con meno sangue inglese, e lo hanno costruito incrociando Poitevin, Billy e Anglo-Français Tricolore.
Un dettaglio che nessun altro standard ha: il testo FCI descrive questo cane per differenza dal Poitevin – stop più accentuato, labbra più consistenti, orecchie più larghe – perché il Poitevin è uno dei suoi progenitori.
Da sapere prima: in Italia non è mai nato un cucciolo di questa razza. Zero nascite e zero affissi nel libro genealogico dell’ENCI.
Storia ed origine del Français Tricolore

Il Français Tricolore è la più giovane delle razze da caccia francesi: riconosciuta nel 1957, con il primo standard definito nel 1965. E ha un’origine progettuale, non tradizionale: serviva un cane da cervo con meno sangue inglese.
Il contesto è l’Ottocento, quando la cinofilia venatoria francese si innamorò del Foxhound inglese e lo incrociò largamente con i cani di casa, dando vita agli Anglo-Français. Molti veneurs però ritenevano che quel sangue avesse peggiorato il lavoro sul cervo nei boschi francesi.
Da qui il progetto: incrociare Poitevin, Billy e Anglo-Français Tricolore – con probabilmente un apporto di Grand Bleu de Gascogne – per tornare a un cane più francese. È il contrario di quello che si fa di solito in cinofilia: qui si è incrociato per togliere.
Il risultato è il segugio da muta più usato di Francia, e il suo standard – rivisto il 1 agosto 2023 – conserva la traccia di quella storia: fra i difetti c’è qualunque traccia apparente di sangue di segugio inglese, specialmente nella testa. In Italia non è mai nato un cucciolo di questa razza.
Carattere e descrizione del Français Tricolore

Lo standard chiede un grande cane da muta, elegante, con ossatura e muscoli sufficienti: maschi 62-72 cm, femmine 60-68, con la coda portata alta e con eleganza, i piedi asciutti e la pelle fine. Il peso non è indicato.
Il colore è tricolore con sella nera più o meno estesa e focature preferibilmente vive o ramate. C’è anche una concessione insolita: il grigio brizzolato chiamato colore lupo è ammesso. Mentre le teste fumose sono un difetto, perché indicano incroci con il Français Blanc et Noir.
La particolarità di questo standard è che descrive il cane per differenza dal Poitevin: lo stop è più accentuato, le labbra più consistenti, le orecchie più larghe. Il Poitevin è uno dei cani da cui questa razza è nata, e il confronto serve a dire quanto il Tricolore debba essere più sostanzioso.
Sul carattere, invece, il testo tace: non c’è nessun capitolo, come nelle altre due razze françaises, e l’unico riferimento sono i difetti squalificanti – aggressivo o troppo timido. Nella pagina ci sono il lavoro sul cervo e sul cinghiale, la famiglia delle razze francesi e la salute, che in un cane da muta è fatta più di traumi che di genetica.
Addestramento ed educazione del Français Tricolore

Come in tutte le razze da muta, la maggior parte dell’educazione la fa il gruppo: il cucciolo cresce fra cani, impara le regole del canile e poi impara la caccia guardando gli adulti.
Le priorità dei primi mesi sono il gruppo, il rapporto con l’uomo – in una muta di quaranta cani un soggetto ingestibile è un problema per tutti – l’abitudine ai terreni, la condizione fisica costruita per gradi e i suoni: il corno e la voce del conduttore.
Sul richiamo serve onestà: un segugio lanciato su un cervo non torna a comando. Nella vénerie il problema si risolve con la muta e con i conduttori a cavallo; fuori da quel contesto servono recinzione e longa.
Il naso è la risorsa: mezz’ora di ricerca stanca più di un’ora di corsa. Servono almeno due ore al giorno di attività, con nose work, mantrailing, pista di sangue, dog trekking o canicross. Nella pagina ci sono anche gli errori tipici, dal recinto approssimativo alla crescita bruciata.
Allevamento del Français Tricolore

In Italia il Français Tricolore non esiste: le API dell’ENCI, sul codice di razza 219, danno zero nascite e zero affissi, esattamente come per le altre due razze françaises.
In Francia è la più diffusa delle tre, ma il canale non è quello dei cani di razza: i cuccioli nascono negli equipaggi di caccia e restano nel circuito della vénerie. Un cane da muta vale per come lavora con gli altri, e per questo si alleva in casa.
Chi vuole avvicinarsi passa dagli equipaggi e dai club francesi, e mette in conto che la prima domanda che gli faranno è cosa farà questo cane. La risposta giusta, per questa razza, è cacciare in muta.
Le cose da chiedere sono quelle di un cane da lavoro: le prove, perché la razza è riconosciuta con prova di lavoro; le linee e la parentela; le radiografie dell’anca se l’allevatore le fa. Nella pagina ci sono i costi indicativi e cosa guardare in una cucciolata, colore compreso: la sella nera, le focature ramate e nessuna testa fumosa.


