Carattere e descrizione dell’Epagneul Bleu de Picardie
Il cane da ferma francese dal mantello blu: misure, colore e un carattere da famiglia
L’Epagneul Bleu de Picardie è un cane da ferma francese con una particolarità che sta nel nome: il mantello bluastro, che nasce dalla mescolanza di peli neri e bianchi. Lo standard FCI dice una cosa che si legge di rado in un testo ufficiale: la sua singolarità ed eleganza derivano dal colore tipico del mantello.
In questa pagina: quanto è grande, com’è fatto quel colore e cosa lo squalifica, la testa e le orecchie con la loro misura precisa, il confronto con l’Epagneul Picard, il carattere – che lo standard descrive come adatto alla vita di famiglia – e la salute.
Sommario
L’Epagneul Bleu de Picardie in breve
L’Epagneul Bleu de Picardie è un cane da ferma continentale di tipo spaniel, gruppo 7 sezione 1.2, con prova di lavoro. Maschi 57-62 cm, femmine 55-60, circa 20 kg, con pelo piatto o leggermente ondulato e frange seriche. Lo standard lo descrive come flessibile e dolce, con temperamento equilibrato, ben adatto alla vita di famiglia, e lo dice particolarmente abile nella caccia alla beccaccia.
Quanto è grande un Epagneul Bleu de Picardie

Le misure sono 57-62 cm per i maschi e 55-60 cm per le femmine, con una tolleranza di due centimetri che lo standard definisce in un modo curioso: permessa ma indesiderabile.
Oltre quella tolleranza, però, non si scherza: la taglia fuori dai limiti è un difetto squalificante. Il peso, come in molti standard francesi, non è indicato: le fonti del paese d’origine parlano di circa 20 kg.
Le proporzioni raccontano un cane leggermente più lungo che alto: la lunghezza dalla punta della spalla all’ischio supera di circa un decimo l’altezza al garrese. La frase storica dello standard del 1938 è ancora nel testo di oggi: cane abbastanza vicino a terra, ben costruito per il lavoro.
Il torace scende al livello dei gomiti, il dorso è dritto e ben sostenuto sia in movimento sia in stazione, la groppa scende leggermente.
Lo standard è anche uno dei pochi che dà gli angoli articolari in gradi: la spalla forma un angolo di 50 gradi con l’orizzontale, il braccio circa 60, la coscia fra 65 e 70. È il livello di dettaglio che si trova nei testi scritti dai club di lavoro.
La coda non supera troppo la punta del garretto e di solito non ha uncino, con belle frange seriche. Non si taglia: in Italia il taglio della coda è vietato dalla legge 201/2010, e lo standard descrive la coda naturale.
Fra i difetti gravi c’è una voce da leggere per capire il tipo di cane: la mancanza di ossatura. Non è un cane fine, è un cane da lavoro.
Il mantello blu: com’è fatto e cosa lo squalifica

Il blu di questa razza non è un colore diverso dal nero: è un effetto ottico. Lo standard lo descrive come grigio argento fino a nero grigio screziato che forma una sfumatura bluastra.
Tecnicamente si tratta di una mescolanza fitta di peli neri e bianchi: da vicino si distinguono, da qualche metro l’occhio li fonde e vede grigio-blu. Nella classificazione tradizionale francese si parla di mescolanza di nero e bianco e screziatura che dà un insieme grigio argento nero.
Le macchie nere sono ammesse, con o senza: ci sono soggetti quasi uniformi e soggetti con placche nere evidenti, e sono tutti in standard.
Quello che squalifica è il mantello atipico: macchie bianche a chiazze grandi o macchie marroni. Il marrone, in particolare, è il colore dell’Epagneul Picard, la razza sorella: un cucciolo marrone e bianco in una cucciolata di Bleu non è un Bleu.
Anche il tartufo ha una regola secca: deve essere nero, e qualunque altro colore o una depigmentazione importante sono difetti gravi.
Il pelo è piatto o leggermente ondulato, con frange su arti, coda e orecchie. Non è un pelo lungo da setter e non è raso: è la classica veste dello spaniel continentale, che protegge nel folto e si asciuga in fretta.
La testa e le orecchie: una misura che si può verificare

La testa è quella di un epagneul francese: cranio ovale, relativamente largo, stop ben marcato e un muso che le labbra rendono nettamente quadrato.
La lunghezza del muso deve essere uguale a quella del cranio: è la proporzione che dà quel profilo equilibrato, senza il muso corto degli spaniel da compagnia.
Le orecchie hanno la descrizione più utile dello standard, perché è verificabile a mano: sono attaccate circa a livello dell’occhio, sono abbastanza spesse, incorniciano la testa, e il padiglione teso in lunghezza deve arrivare alla punta del muso.
Un orecchio troppo corto o triangolare è un difetto grave: questa razza vuole l’orecchio lungo, pesante e coperto di pelo ondulato serico.
Gli occhi sono scuri, grandi, ben aperti, con un’espressione calma. L’occhio chiaro e troppo piccolo è un difetto grave, e cambia completamente l’espressione del cane.
Sul collo lo standard concede una cosa che altrove sarebbe un difetto: una leggera giogaia è permessa. È un dettaglio che dice quanto questo standard sia scritto da gente pratica.
Bleu de Picardie e Epagneul Picard: la differenza è il colore

Le due razze picarde sono così vicine che lo standard stesso lo mette nero su bianco: la differenza principale fra il Bleu de Picardie e l’Epagneul Picard è il colore del mantello.
Nella foto: un Epagneul Picard, marrone e bianco. Non è un Bleu: è la razza sorella, ed è il colore la cosa che le separa.
Hanno lo stesso club dal 1907, la stessa regione, lo stesso mestiere e una struttura molto simile. Il Picard è la razza locale più antica; il Bleu nasce dagli incroci con i setter inglesi arrivati in Picardia a inizio Novecento, e la storia completa è nella pagina Storia ed origine.
Nella famiglia degli epagneul francesi ci sono anche l’Epagneul Français, l’Epagneul de Pont-Audemer – un’altra razza rarissima del nord – e il più famoso di tutti, l’Epagneul Breton, che però è un cane più piccolo e di tipo diverso.
Il paragone che aiuta chi non conosce le razze francesi è con lo Springer Spaniel Inglese: mestiere simile, cane da cerca e riporto, ma il Bleu è più alto, più asciutto e lavora con uno stile più continentale, con la ferma.
Il carattere dell’Epagneul Bleu de Picardie

Qui lo standard fa una cosa che nessun altro standard FCI fa: parla di coccole. Testuale: troverà sempre il modo di farsi fare una coccola.
La descrizione ufficiale del carattere è questa: flessibile e dolce, con temperamento equilibrato, ben adatto alla vita di famiglia; deve risultare placido e mai aggressivo. Ed è un cane atletico, che ha bisogno di una passeggiata quotidiana per scaricare energia.
Tradotto nella pratica: fuori è un cane da caccia serio, dentro è un cane tranquillo che si sistema su un tappeto e aspetta. È la combinazione che rende gli epagneul francesi cani da famiglia migliori di quanto si aspetti chi li vede solo in campagna.
Con i bambini funziona bene, e il club francese lo descrive come un cane a cui piace giocare con loro. Con gli altri cani non ha problemi: è un cane da muta-non-muta, abituato a lavorare in compagnia.
Il rovescio è che è un cane che si lega: lasciato solo molte ore, tutti i giorni, si annoia e se ne accorge la casa. E come tutti i cani da ferma ha bisogno di usare il naso: senza quello, la passeggiata non basta.
Sul lavoro lo standard è preciso: è un cane da contatto per cacciate a portata di fucile, si adatta a tutta la piccola selvaggina ed è particolarmente abile nella caccia alla beccaccia. Il club francese aggiunge pianura, bosco, palude e riporto in acqua.
Quanto vive un Epagneul Bleu de Picardie e di cosa si ammala

La buona notizia è che su questa razza non risultano malattie genetiche specifiche. La notizia da leggere con prudenza è che non esistono nemmeno studi: con questi numeri, nessuno ha mai pubblicato prevalenze.
Le fonti francesi indicano una vita media intorno ai 13 anni, che per un cane da lavoro di venti chili è un buon dato.
Il problema pratico più frequente è quello di tutti gli spaniel: le otiti. L’orecchio è lungo, pesante e aderente alla testa – lo standard vuole che tesa in lunghezza arrivi alla punta del muso – e chiude il condotto. Un cane che lavora in palude e nel folto va controllato ogni settimana e asciugato dopo l’acqua.
Poi ci sono le cose che riguardano qualunque cane da caccia di taglia grande: la displasia dell’anca, da chiedere radiografata ai genitori se l’allevatore lo fa; i forasacchi in stagione, che nelle orecchie e fra le dita di un cane con le frange si infilano senza farsi vedere; e le ferite da lavoro nel folto.
Un tema che in una razza così piccola conta più delle malattie è la consanguineità. In Francia nascono circa mille cuccioli l’anno, che è una base ragionevole; in Italia dieci in quattro anni. Chi prende un cucciolo qui, di fatto, sta prendendo un cane di linee francesi, e chiedere il pedigree completo è normale.
A chi è adatto l’Epagneul Bleu de Picardie
È adatto a chi caccia la piccola selvaggina, e in particolare a chi caccia la beccaccia: è la specialità che lo standard gli attribuisce esplicitamente.
È adatto a una famiglia attiva, e questo è raro da dire per un cane da ferma: lo standard lo definisce ben adatto alla vita di famiglia, placido e mai aggressivo. Chi cerca un cane da caccia che sia anche un buon cane di casa, qui lo trova.
È adatto a chi ha tempo ogni giorno: un’ora e mezza-due di attività, con una parte dedicata al naso.
È adatto a chi apprezza una razza rara e non ha fretta: in Italia sono nati dieci cuccioli in quattro anni e c’è un solo allevamento con affisso.
Non è adatto a chi vive in appartamento senza tempo: è un cane atletico di venti chili, e la noia con i cani da ferma si paga.
Non è adatto a chi non vuole occuparsi di orecchie e frange ogni settimana.
E non è adatto a chi lo vuole domani: si cerca in Francia, e si aspetta.

