Carattere e descrizione dell’Epagneul Bleu de Picardie

Il cane da ferma francese dal mantello blu: misure, colore e un carattere da famiglia

L’Epagneul Bleu de Picardie è un cane da ferma francese con una particolarità che sta nel nome: il mantello bluastro, che nasce dalla mescolanza di peli neri e bianchi. Lo standard FCI dice una cosa che si legge di rado in un testo ufficiale: la sua singolarità ed eleganza derivano dal colore tipico del mantello.

In questa pagina: quanto è grande, com’è fatto quel colore e cosa lo squalifica, la testa e le orecchie con la loro misura precisa, il confronto con l’Epagneul Picard, il carattere – che lo standard descrive come adatto alla vita di famiglia – e la salute.

Sommario

L’Epagneul Bleu de Picardie in breve

L’Epagneul Bleu de Picardie è un cane da ferma continentale di tipo spaniel, gruppo 7 sezione 1.2, con prova di lavoro. Maschi 57-62 cm, femmine 55-60, circa 20 kg, con pelo piatto o leggermente ondulato e frange seriche. Lo standard lo descrive come flessibile e dolce, con temperamento equilibrato, ben adatto alla vita di famiglia, e lo dice particolarmente abile nella caccia alla beccaccia.

TagliaGrande: 57-62 cm i maschi, 55-60 cm le femmine
Altezza al garreseMaschi 57-62 cm, femmine 55-60 cm, tolleranza di 2 cm
PesoCirca 20 kg (lo standard FCI non lo indica)
Vita mediaCirca 13 anni secondo le fonti francesi
MantoPelo piatto o leggermente ondulato, con frange su arti e coda
ColoriGrigio argento e nero screziato, con effetto bluastro
Livello di energiaAlta fuori, placido in casa
Adatto aCacciatori e famiglie attive: lo standard lo dice adatto alla famiglia

Quanto è grande un Epagneul Bleu de Picardie

Epagneul Bleu de Picardie in stand di profilo sul prato, manto grigio bluastro e frange

Le misure sono 57-62 cm per i maschi e 55-60 cm per le femmine, con una tolleranza di due centimetri che lo standard definisce in un modo curioso: permessa ma indesiderabile.

Oltre quella tolleranza, però, non si scherza: la taglia fuori dai limiti è un difetto squalificante. Il peso, come in molti standard francesi, non è indicato: le fonti del paese d’origine parlano di circa 20 kg.

Le proporzioni raccontano un cane leggermente più lungo che alto: la lunghezza dalla punta della spalla all’ischio supera di circa un decimo l’altezza al garrese. La frase storica dello standard del 1938 è ancora nel testo di oggi: cane abbastanza vicino a terra, ben costruito per il lavoro.

Il torace scende al livello dei gomiti, il dorso è dritto e ben sostenuto sia in movimento sia in stazione, la groppa scende leggermente.

Lo standard è anche uno dei pochi che dà gli angoli articolari in gradi: la spalla forma un angolo di 50 gradi con l’orizzontale, il braccio circa 60, la coscia fra 65 e 70. È il livello di dettaglio che si trova nei testi scritti dai club di lavoro.

La coda non supera troppo la punta del garretto e di solito non ha uncino, con belle frange seriche. Non si taglia: in Italia il taglio della coda è vietato dalla legge 201/2010, e lo standard descrive la coda naturale.

Fra i difetti gravi c’è una voce da leggere per capire il tipo di cane: la mancanza di ossatura. Non è un cane fine, è un cane da lavoro.

CosaCosa dice lo standard FCI 106
MaschiDa 57 a 62 cm al garrese
FemmineDa 55 a 60 cm al garrese
TolleranzaDue centimetri in più o in meno: permessa ma indesiderabile
Fuori misuraOltre la tolleranza è difetto squalificante
PesoNon indicato dallo standard
ProporzioniIl corpo supera di circa un decimo l’altezza al garrese
Il musoLungo come il cranio, con labbra che lo rendono nettamente quadrato
Le orecchieTesi in lunghezza devono arrivare alla punta del muso

Il mantello blu: com’è fatto e cosa lo squalifica

Epagneul Bleu de Picardie di profilo con il manto grigio bluastro e le frange sugli arti

Il blu di questa razza non è un colore diverso dal nero: è un effetto ottico. Lo standard lo descrive come grigio argento fino a nero grigio screziato che forma una sfumatura bluastra.

Tecnicamente si tratta di una mescolanza fitta di peli neri e bianchi: da vicino si distinguono, da qualche metro l’occhio li fonde e vede grigio-blu. Nella classificazione tradizionale francese si parla di mescolanza di nero e bianco e screziatura che dà un insieme grigio argento nero.

Le macchie nere sono ammesse, con o senza: ci sono soggetti quasi uniformi e soggetti con placche nere evidenti, e sono tutti in standard.

Quello che squalifica è il mantello atipico: macchie bianche a chiazze grandi o macchie marroni. Il marrone, in particolare, è il colore dell’Epagneul Picard, la razza sorella: un cucciolo marrone e bianco in una cucciolata di Bleu non è un Bleu.

Anche il tartufo ha una regola secca: deve essere nero, e qualunque altro colore o una depigmentazione importante sono difetti gravi.

Il pelo è piatto o leggermente ondulato, con frange su arti, coda e orecchie. Non è un pelo lungo da setter e non è raso: è la classica veste dello spaniel continentale, che protegge nel folto e si asciuga in fretta.

VoceCosa dice lo standard
Il coloreDal grigio argento al nero grigio screziato, con sfumatura bluastra
Come si formaMescolanza di peli neri e bianchi: da lontano sembra blu
Le macchie nereAmmesse, con o senza
Il bianco a chiazzeMantello atipico: difetto squalificante
Il marroneMacchie marroni: difetto squalificante
Il tartufoNero. Qualunque altro colore è difetto grave
Gli occhiScuri, grandi, ben aperti. Occhio chiaro e piccolo: difetto grave
Il peloPiatto o leggermente ondulato, con frange seriche

La testa e le orecchie: una misura che si può verificare

Testa di Epagneul Bleu de Picardie di profilo con orecchie lunghe e pelo ondulato serico

La testa è quella di un epagneul francese: cranio ovale, relativamente largo, stop ben marcato e un muso che le labbra rendono nettamente quadrato.

La lunghezza del muso deve essere uguale a quella del cranio: è la proporzione che dà quel profilo equilibrato, senza il muso corto degli spaniel da compagnia.

Le orecchie hanno la descrizione più utile dello standard, perché è verificabile a mano: sono attaccate circa a livello dell’occhio, sono abbastanza spesse, incorniciano la testa, e il padiglione teso in lunghezza deve arrivare alla punta del muso.

Un orecchio troppo corto o triangolare è un difetto grave: questa razza vuole l’orecchio lungo, pesante e coperto di pelo ondulato serico.

Gli occhi sono scuri, grandi, ben aperti, con un’espressione calma. L’occhio chiaro e troppo piccolo è un difetto grave, e cambia completamente l’espressione del cane.

Sul collo lo standard concede una cosa che altrove sarebbe un difetto: una leggera giogaia è permessa. È un dettaglio che dice quanto questo standard sia scritto da gente pratica.

Bleu de Picardie e Epagneul Picard: la differenza è il colore

Epagneul Picard dal manto marrone e bianco in stand su un ring di esposizione

Le due razze picarde sono così vicine che lo standard stesso lo mette nero su bianco: la differenza principale fra il Bleu de Picardie e l’Epagneul Picard è il colore del mantello.

Nella foto: un Epagneul Picard, marrone e bianco. Non è un Bleu: è la razza sorella, ed è il colore la cosa che le separa.

Hanno lo stesso club dal 1907, la stessa regione, lo stesso mestiere e una struttura molto simile. Il Picard è la razza locale più antica; il Bleu nasce dagli incroci con i setter inglesi arrivati in Picardia a inizio Novecento, e la storia completa è nella pagina Storia ed origine.

Nella famiglia degli epagneul francesi ci sono anche l’Epagneul Français, l’Epagneul de Pont-Audemer – un’altra razza rarissima del nord – e il più famoso di tutti, l’Epagneul Breton, che però è un cane più piccolo e di tipo diverso.

Il paragone che aiuta chi non conosce le razze francesi è con lo Springer Spaniel Inglese: mestiere simile, cane da cerca e riporto, ma il Bleu è più alto, più asciutto e lavora con uno stile più continentale, con la ferma.

AspettoBleu de PicardieEpagneul Picard
Standard FCIN. 106N. 108
La differenzaIl colore del mantello: è la sola cosa che li separaMarrone e bianco
OriginePicardia, foce della SommePicardia
Altezza maschi57-62 cm55-62 cm
Il sangue ingleseIncroci con setter inglese a inizio NovecentoRazza locale più antica
Il clubFondato nel 1907, in comune fra le due razzeLo stesso club
Standard registrato1938Prima del Bleu
In Italia10 cuccioli in quattro anniRazza rarissima anche lei

Il carattere dell’Epagneul Bleu de Picardie

Epagneul Bleu de Picardie visto di fronte sul prato, manto grigio bluastro screziato

Qui lo standard fa una cosa che nessun altro standard FCI fa: parla di coccole. Testuale: troverà sempre il modo di farsi fare una coccola.

La descrizione ufficiale del carattere è questa: flessibile e dolce, con temperamento equilibrato, ben adatto alla vita di famiglia; deve risultare placido e mai aggressivo. Ed è un cane atletico, che ha bisogno di una passeggiata quotidiana per scaricare energia.

Tradotto nella pratica: fuori è un cane da caccia serio, dentro è un cane tranquillo che si sistema su un tappeto e aspetta. È la combinazione che rende gli epagneul francesi cani da famiglia migliori di quanto si aspetti chi li vede solo in campagna.

Con i bambini funziona bene, e il club francese lo descrive come un cane a cui piace giocare con loro. Con gli altri cani non ha problemi: è un cane da muta-non-muta, abituato a lavorare in compagnia.

Il rovescio è che è un cane che si lega: lasciato solo molte ore, tutti i giorni, si annoia e se ne accorge la casa. E come tutti i cani da ferma ha bisogno di usare il naso: senza quello, la passeggiata non basta.

Sul lavoro lo standard è preciso: è un cane da contatto per cacciate a portata di fucile, si adatta a tutta la piccola selvaggina ed è particolarmente abile nella caccia alla beccaccia. Il club francese aggiunge pianura, bosco, palude e riporto in acqua.

Quanto vive un Epagneul Bleu de Picardie e di cosa si ammala

Epagneul Bleu de Picardie in stand di profilo durante una esposizione canina

La buona notizia è che su questa razza non risultano malattie genetiche specifiche. La notizia da leggere con prudenza è che non esistono nemmeno studi: con questi numeri, nessuno ha mai pubblicato prevalenze.

Le fonti francesi indicano una vita media intorno ai 13 anni, che per un cane da lavoro di venti chili è un buon dato.

Il problema pratico più frequente è quello di tutti gli spaniel: le otiti. L’orecchio è lungo, pesante e aderente alla testa – lo standard vuole che tesa in lunghezza arrivi alla punta del muso – e chiude il condotto. Un cane che lavora in palude e nel folto va controllato ogni settimana e asciugato dopo l’acqua.

Poi ci sono le cose che riguardano qualunque cane da caccia di taglia grande: la displasia dell’anca, da chiedere radiografata ai genitori se l’allevatore lo fa; i forasacchi in stagione, che nelle orecchie e fra le dita di un cane con le frange si infilano senza farsi vedere; e le ferite da lavoro nel folto.

Un tema che in una razza così piccola conta più delle malattie è la consanguineità. In Francia nascono circa mille cuccioli l’anno, che è una base ragionevole; in Italia dieci in quattro anni. Chi prende un cucciolo qui, di fatto, sta prendendo un cane di linee francesi, e chiedere il pedigree completo è normale.

A chi è adatto l’Epagneul Bleu de Picardie

È adatto a chi caccia la piccola selvaggina, e in particolare a chi caccia la beccaccia: è la specialità che lo standard gli attribuisce esplicitamente.

È adatto a una famiglia attiva, e questo è raro da dire per un cane da ferma: lo standard lo definisce ben adatto alla vita di famiglia, placido e mai aggressivo. Chi cerca un cane da caccia che sia anche un buon cane di casa, qui lo trova.

È adatto a chi ha tempo ogni giorno: un’ora e mezza-due di attività, con una parte dedicata al naso.

È adatto a chi apprezza una razza rara e non ha fretta: in Italia sono nati dieci cuccioli in quattro anni e c’è un solo allevamento con affisso.

Non è adatto a chi vive in appartamento senza tempo: è un cane atletico di venti chili, e la noia con i cani da ferma si paga.

Non è adatto a chi non vuole occuparsi di orecchie e frange ogni settimana.

E non è adatto a chi lo vuole domani: si cerca in Francia, e si aspetta.