Black and Tan Coonhound
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Black and Tan Coonhound in breve
Il Black and Tan Coonhound è il segugio americano da procione: 63-68 cm i maschi e 58-63 le femmine, per 23-34 kg. Ha il pelo corto ma abbastanza fitto per resistere alle intemperie, le orecchie che superano il tartufo e un solo colore: nero carbone con focature vivaci. Il carattere, testuale: di carattere equilibrato, socievole e pacifico; come segugio, deve essere adatto a lavorare con gli altri cani.
Che cane è il Black and Tan Coonhound

È un segugio da procione, e il suo mestiere ha una particolarità che in Europa non esiste: non insegue soltanto, manda la preda sull’albero e poi resta lì sotto ad abbaiare finché non arriva il cacciatore.
Lo riconoscete dal nero focato senza bianco, dalle orecchie lunghe in pieghe graziose che superano il tartufo e dalla pelle senza rughe, che lo distingue dal Cane di Sant’Uberto da cui in parte discende. Nella foto qui accanto, per confronto, un Bluetick Coonhound, una delle razze da procione cugine.
Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso, una recinzione seria, possibilmente altri cani e vicini tolleranti verso una voce importante.
Cosa lo rende speciale: nel 1945 è stato il primo coonhound riconosciuto dall’American Kennel Club, e il suo standard chiede ai giudici di valutare i cani pensando al lavoro che devono fare di notte nel bosco.
In Italia sta crescendo: da due cuccioli nel 2015 a oltre venti all’anno negli ultimi anni, con due allevamenti attivi.
Storia ed origine del Black and Tan Coonhound

L’antenato più lontano di questa razza è il Talbot Hound, il segugio documentato in Inghilterra dopo l’XI secolo. In America la ricetta si completa con due ingredienti: il Cane di Sant’Uberto, che porta il naso e la voce, e il Black and Tan Virginia Foxhound, che porta il colore e la velocità.
Il risultato è un cane con una specializzazione che in Europa non esiste: cacciare il procione di notte, seguirlo unicamente col fiuto e chiudere il lavoro sotto l’albero su cui la preda si è rifugiata, dando voce finché il cacciatore non arriva.
Nel 1945 il Black and Tan diventa il primo coonhound riconosciuto dall’American Kennel Club, con decenni di anticipo sulle altre razze da procione. Lo standard americano in vigore è del 1991 e contiene una frase che dice tutto: i club chiedono ai giudici di tener gran conto delle attitudini venatorie quando valutano un cane. La FCI pubblica il suo nel 2002.
In Italia la razza sta crescendo in controtendenza: da 2 cuccioli iscritti nel 2015 a oltre venti all’anno dal 2020, per un totale di 122 in nove anni, con due affissi attivi.
Carattere e descrizione del Black and Tan Coonhound

È un segugio statunitense di grande taglia: 63-68 cm i maschi e 58-63 le femmine, per 23-34 chili che lo standard non indica. Curiosamente, lo standard misura invece la testa: dall’occipite al tartufo, da 23 a 25,5 cm nei maschi e da 20 a 23 nelle femmine. E chiarisce che un cane più alto del massimo non va penalizzato, mentre la taglia insufficiente è un difetto.
Le orecchie hanno la descrizione più bella dello standard: ricadono in pieghe graziose, dando al cane un’apparenza maestosa, e superano la punta del tartufo. Il colore è uno solo, nero carbone con focature vivaci, con un dettaglio che quasi nessuno cita: i piccoli colpi di matita sulle dita dei piedi. Una macchia bianca continua oltre 2,5 cm è un difetto eliminatorio.
Il carattere sta in tre righe: di carattere equilibrato, socievole e pacifico. Come segugio, deve essere adatto a lavorare con gli altri cani. In casa è tranquillo e silenzioso; fuori è un cane che decide da solo, con una voce che si sente a chilometri. Nella pagina trovi anche cosa vuol dire mandare la preda sull’albero, il confronto con le altre razze da procione e quanto vive.
Addestramento ed educazione del Black and Tan Coonhound

È stato selezionato per decidere da solo, di notte, lontano dal cacciatore: non è un cane che aspetta istruzioni, e con un coonhound su una traccia il richiamo perfetto non esiste. Il lavoro si fa comunque tutti i giorni, sapendo che il risultato sarà un cane che torna quasi sempre.
Le priorità dei primi mesi sono quattro: la socializzazione, perché lo standard ammette che alcuni soggetti sono riservati; il guinzaglio, prima che il cane pesi trenta chili; la gestione della voce, che si indirizza e non si cancella; e la crescita, perché è un cane grande e le articolazioni si chiudono tardi.
Il naso è insieme il problema e la soluzione: mezz’ora di ricerca stanca più di dieci chilometri. Le attività giuste sono il mantrailing, il nose work, il dog trekking e la pista di sangue, che in Italia è anche utile.
Servono circa due ore al giorno fra movimento e ricerca. La manutenzione è quasi tutta nelle orecchie: lunghe oltre il tartufo, pesanti e appoggiate alla testa, vanno guardate ogni settimana e asciugate sempre dopo la pioggia.
Allevamento del Black and Tan Coonhound

In Italia il Black and Tan Coonhound è una delle poche razze da caccia in crescita: da 2 cuccioli iscritti nel 2015 a oltre venti all’anno dal 2020, per un totale di 122 in nove anni. Gli affissi attivi sono due, in Emilia-Romagna e in Friuli-Venezia Giulia.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree si aggira sui 1.000-1.500 euro, ma con due allevamenti e una ventina di cuccioli l’anno la variabile vera è l’attesa. La buona notizia è che non serve importarlo.
I controlli da chiedere sono quelli del programma sanitario del club americano, attivo dal 2008: anche, occhi e cuore, con gomiti e tiroide facoltativi. Nel programma i risultati vanno pubblicati anche quando sono sfavorevoli, ed è una garanzia in più.
Nella pagina trovi anche cosa guardare in una cucciolata, dai colpi di matita sulle dita al limite di 2,5 cm oltre il quale una macchia bianca diventa difetto eliminatorio, e le due cose da mettere in conto prima del cane: la recinzione e i vicini.


