Carattere e descrizione del Black and Tan Coonhound
Taglia, il nero focato con i colpi di matita, le orecchie maestose e il temperamento
Il Black and Tan Coonhound è il segugio americano da procione, e il suo mestiere è insolito: non solo seguire la traccia, ma obbligare la preda a rifugiarsi su un albero e poi restare lì sotto a dare voce finché non arriva il cacciatore.
In questa pagina: quanto è grande, l’unico standard che misura la testa in centimetri, le orecchie che superano il tartufo, il nero focato con i colpi di matita, il carattere, quanto vive e a chi è adatto.
Sommario
Il Black and Tan Coonhound in breve
Il Black and Tan Coonhound è un segugio statunitense di grande taglia: 63-68 cm i maschi e 58-63 le femmine, per un peso che lo standard non indica e che sta fra i 23 e i 34 chili. Ha il pelo corto ma abbastanza fitto per resistere alle intemperie e un solo colore possibile: nero carbone con focature vivaci. Il carattere, testuale: di carattere equilibrato, socievole e pacifico. Come segugio, deve essere adatto a lavorare con gli altri cani.
Quanto è grande un Black and Tan Coonhound

I maschi vanno dai 63 ai 68 centimetri al garrese, le femmine dai 58 ai 63. E poi c’è una riga che va nella direzione opposta a quasi tutti gli standard europei: i soggetti che superano il limite massimo non vanno penalizzati se il loro aspetto generale è equilibrato e se il loro stato di salute è buono.
Il contrario invece è un difetto: la taglia insufficiente è elencata fra le cose da penalizzare. È una scelta molto americana, e molto pratica: un cane più grande, se funziona, va bene lo stesso.
Il peso non c’è, come in tutti gli standard di questa scuola: nella pratica siamo fra i 23 e i 34 chili.
C’è invece una misura che non si trova quasi in nessun altro standard al mondo: la lunghezza della testa, espressa in centimetri. Dall’occipite al tartufo la testa misura da 23 a 25,5 cm nei maschi e da 20 a 23 cm nelle femmine.
Le proporzioni sono semplici: la lunghezza del corpo è uguale o leggermente superiore all’altezza al garrese, e il cane non deve apparire né alto né basso sugli arti.
Sulla sostanza lo standard è esplicito sul perché: poiché si tratta di un cane da lavoro, ogni soggetto dovrà avere un’ossatura moderatamente pesante e una muscolatura di buona tonicità. E aggiunge che i maschi devono averne più delle femmine.
L’andatura ha un dettaglio tecnico interessante: quando il trotto accelera, i piedi convergono verso la linea mediana e formano il single track, cioè un’unica linea di impronte. Lo standard lo considera segno di robustezza, di buon equilibrio e di forza.
Le orecchie maestose e la testa

Le orecchie hanno una delle descrizioni più belle di tutta la nomenclatura: inserisci basse e ben indietro. Ricadono in pieghe graziose, dando al cane un’apparenza maestosa. In lunghezza si estendono naturalmente fin oltre la punta del tartufo.
È una misura che si può verificare con le mani: tirando l’orecchio in avanti, deve superare il naso. Un orecchio che non ci arriva, o attaccato troppo in alto, è elencato fra i difetti.
Quelle orecchie non sono decorative. In un cane che lavora a naso basso, di notte, in un bosco americano, le orecchie larghe e pendenti convogliano gli odori verso il tartufo e li trattengono.
La testa è nettamente modellata, con il cranio di forma ovale e le linee del cranio e del muso praticamente parallele viste di lato. Lo stop è medio, a metà strada fra tartufo e occipite.
Un dettaglio che distingue questa razza dai suoi antenati: la pelle non ha pieghe, e l’eccessiva presenza di pieghe è un difetto. È il punto in cui il Coonhound si è allontanato dal Cane di Sant’Uberto da cui discende in parte.
Gli occhi vanno dal nocciola al bruno scuro, sono quasi rotondi e non infossati. Gli occhi gialli o chiari sono un difetto.
L’espressione che chiede lo standard è una delle più simpatiche che si leggano: sveglia, amichevole e appassionata.
Il nero focato e i colpi di matita sulle dita

Il colore è uno solo, e il nome della razza lo dice: come dice il nome, il colore è nero carbone con focature vivaci sugli occhi, ai lati del muso, petto, arti e culottes.
E poi c’è il dettaglio più bello e più preciso dello standard, quello che quasi nessuno cita: ci sono piccoli colpi di matita sulle dita dei piedi. Sono i segni scuri sulle dita, come tratti di matita sopra il fulvo. Vederli su un cucciolo è una piccola conferma di tipo.
Le focature devono essere intense: sia le focature deboli sia quelle esageratamente estese sono difetti, come lo è il colore nero eccessivo. La proporzione fra nero e fuoco conta.
Sul bianco lo standard è severissimo. Il bianco al petto e in altre parti del corpo è decisamente indesiderabile, e c’è un limite numerico che diventa un difetto eliminatorio: una macchia bianca non discontinua che superi una lunghezza di 2,5 cm in qualsivoglia direzione.
Due centimetri e mezzo, misurati. È il modo di dire che la purezza del nero focato non si negozia, e serve a tenere separate le razze da procione fra loro.
Il pelo è corto ma abbastanza fitto per resistere alle intemperie. Non c’è altro da sapere: questo cane vive fuori, con qualsiasi tempo, e il mantello è dimensionato per quello.
Il tartufo è di color nero con narici ben aperte, e le labbra sono ben sviluppate e tipiche degli hound: pendenti, come in tutti i segugi di questa famiglia.
Il mestiere: mandare la preda sull’albero

Per capire questo cane bisogna capire una parola che in italiano non esiste: treeing, cioè mandare la preda su un albero. Lo standard lo dice nella prima riga: è un segugio che obbliga la sua preda a rifugiarsi su di un albero.
La caccia al procione americana si fa di notte. I cani vengono sciolti, trovano la traccia, la seguono unicamente col fiuto e inseguono il procione fino a quando l’animale, che è un ottimo arrampicatore, si mette in salvo su un albero.
A quel punto comincia la seconda metà del lavoro, ed è quella che rende famosi questi cani: il coonhound resta sotto l’albero e abbaia, con quella voce profonda e modulata che si sente a chilometri, finché il cacciatore non arriva seguendo il suono.
Da qui vengono due caratteristiche che chi lo prende come cane di casa deve conoscere. La prima è la voce: potente, profonda, usata come strumento di comunicazione e non per nervosismo.
La seconda è l’autonomia. Un cane che lavora di notte, lontano dal conduttore, per ore, è un cane che decide da solo. Il richiamo, con un coonhound su una traccia, è una speranza più che una certezza.
Lo standard aggiunge che le doti e il coraggio di questa razza lo rendono adatto alla caccia al capriolo, all’orso, al leone di montagna e ad altra grossa selvaggina. Non è una vanteria: negli Stati Uniti i coonhound si usano così.
E c’è una frase che dice molto sul rapporto fra questa razza e le esposizioni: i Club che tutelano la razza chiedono ai giudici di tener gran conto di queste attitudini quando valutano le qualità di un cane. Prima il lavoro, poi la forma.
Il carattere del Black and Tan Coonhound

Lo standard è breve e chiarissimo: di carattere equilibrato, socievole e pacifico. Come segugio, deve essere adatto a lavorare con gli altri cani. Taluni soggetti sono a volte riservati, ma non sono mai paurosi o cattivi.
Quella riga sul lavoro con gli altri cani non è un dettaglio caratteriale: è un requisito. Questi cani cacciano in coppia o in piccoli gruppi, di notte, e un soggetto litigioso è inutilizzabile. Lo standard chiude infatti dicendo che i soggetti aggressivi verso l’uomo o verso gli altri cani sono decisamente indesiderabili.
In casa il Black and Tan è una sorpresa per chi si aspetta un cane da caccia iperattivo: è calmo, tranquillo e poco ingombrante, dorme molto e non chiede attenzioni continue. Il suo interruttore si accende fuori.
Con la famiglia è affettuoso e gentile, e con i bambini se la cava bene. Con gli estranei può essere riservato, senza mai essere ostile.
Il tratto che complica la convivenza è la testardaggine. Non è un cane che discute: è un cane che, quando ha deciso che quella traccia è più interessante di te, smette semplicemente di ascoltare.
L’altra cosa da mettere in conto è la voce. Un coonhound che ha trovato qualcosa in giardino lo comunica al quartiere. Non si corregge del tutto, si gestisce.
E poi c’è il naso, che in questa razza è tutto. Un cane che esce dal cancello aperto e prende una traccia può percorrere chilometri prima di rendersi conto di dove è finito. Recinzione, microchip e medaglietta non sono precauzioni: sono equipaggiamento standard.
Black and Tan Coonhound e le altre razze da procione
Negli Stati Uniti le razze da procione sono sei o sette, a seconda di chi le conta, e il Black and Tan è quella che ha avuto il riconoscimento ufficiale per prima: nel 1945 è stato il primo coonhound ammesso dall’American Kennel Club.
Le altre più conosciute sono il Bluetick Coonhound, screziato di blu, il Redbone Coonhound, tutto rosso, il Treeing Walker, il Plott Hound e l’English Coonhound. La FCI però ne riconosce una sola: questa.
Il motivo per cui i colori sono così diversi e così netti è pratico: di notte, con una torcia, il cacciatore deve riconoscere i propri cani a colpo d’occhio. Ed è anche il motivo per cui lo standard è così severo sul bianco.
Sul piano genealogico il Black and Tan discende, come tutti i coonhound, dai segugi portati in America dai coloni: soprattutto dal Cane di Sant’Uberto, che ha dato naso e voce, e dal Black and Tan Virginia Foxhound, che ha dato il colore e la velocità.
Rispetto al Foxhound Americano e all’Foxhound Inglese la differenza è tutta nel mestiere: i foxhound inseguono in muta su lunghe distanze in campo aperto, i coonhound lavorano di notte nel bosco e finiscono il lavoro sotto un albero.
Il confronto con il Sant’Uberto è il più utile per capire la razza: stessa base olfattiva, ma il Coonhound è più leggero, più veloce e senza pieghe sulla pelle, perché deve muoversi nel sottobosco per ore.
Quanto vive un Black and Tan Coonhound e di cosa si ammala

La vita media è dai 10 ai 12 anni, normale per un cane di questa taglia. Il club di razza americano ha un programma sanitario serio, attivo dal 1 gennaio 2008, che chiede tre esami.
Il primo sono le anche, con valutazione OFA o PennHIP. Il secondo sono gli occhi, con certificazione oculistica. Il terzo è il cuore, con valutazione cardiaca ufficiale. Facoltativi, ma consigliati, gomiti e tiroide.
C’è una regola del programma da conoscere, perché è più avanzata di quanto si usi in Europa: chi partecipa deve accettare che tutti i risultati siano pubblicati, anche quelli sfavorevoli. È il modo migliore per rendere utile un database sanitario.
Fuori dai test ufficiali, il problema quotidiano numero uno sono le orecchie. Sono enormi, pendenti e appoggiate alla testa: in pratica una camera calda e umida. Le otiti in questa razza sono la norma se non si controllano ogni settimana.
Il secondo tema sono le palpebre: nella razza è segnalato l’ectropion, cioè la palpebra rovesciata verso l’esterno, che espone l’occhio a polvere e irritazioni.
Il terzo è il peso. Un coonhound che non lavora ingrassa in fretta, e su un cane di sessantacinque centimetri i chili di troppo si scaricano sulle articolazioni.
Poi ci sono i rischi del mestiere, che con questa razza sono concreti: un cane che segue una traccia di notte in un bosco può ferirsi, cadere o incontrare animali che reagiscono.
A chi è adatto il Black and Tan Coonhound
È adatto a chi ha spazio e una recinzione seria: questo è un cane che, presa una traccia, cammina per chilometri senza voltarsi.
È adatto a chi ha già altri cani: lo standard chiede espressamente un cane adatto a lavorare con gli altri cani, ed è il suo modo naturale di vivere.
È adatto a chi vuole un cane tranquillo in casa: fra le mura è uno dei segugi più riposanti che esistano.
È adatto a chi fa attività di naso: mantrailing, ricerca, tracce. È il modo migliore per farlo stare bene lontano dai boschi americani.
Non è adatto a chi ha vicini vicini: la voce di un coonhound è uno strumento di lavoro progettato per farsi sentire a distanza.
Non è adatto a chi vuole obbedienza immediata: è un cane indipendente, che di notte e da solo ha sempre deciso in proprio.
Non è adatto a chi vive in appartamento in città senza sfoghi quotidiani: un naso così, senza niente da cercare, diventa un problema per tutti.

