Podenco Ibicenco
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Podenco Ibicenco in breve
Il Podenco Ibicenco, alle Baleari Ca Eivissec, è un cane primitivo spagnolo di taglia grande: 66-72 cm nei maschi e 60-67 nelle femmine, per 20-29 chili. Esiste in tre varietà di pelo (liscio, ruvido e lungo), nei colori bianco e rosso, bianco o rosso. Ha il tartufo color carne, gli occhi ambra che ricorda il caramello e orecchie sempre rigide e mobilissime. Nasce per cacciare conigli senza fucile, di giorno e di notte.
Che cane è il Podenco Ibicenco

È il cane da conigli delle Baleari: un cacciatore primitivo che lavora di naso e di orecchie più che di vista, in muta, senza fucile e spesso di notte. Lo standard glielo riconosce in una descrizione lunghissima e piena di dettagli.
Lo riconoscete dalle orecchie enormi e rigide, dal tartufo color carne, dagli occhi ambra e dallo sterno appuntito che sporge in avanti. E dal fatto che è molto più grande di quanto la gente si aspetti.
Cosa chiede: almeno due ore al giorno di movimento, un recinto alto (salta e scava), il guinzaglio fuori dagli spazi chiusi e un posto in casa, perché fuori non ci vive.
Cosa lo rende speciale: è un cane che decide da solo. Gli spagnoli hanno perfino un verbo, enconillarse, per il podenco che dopo migliaia di conigli si prende una pausa di sua iniziativa.
In Italia è raro: 44 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e un solo affisso, in Emilia Romagna. Chi lo vuole spesso lo importa dalla Spagna.
Storia ed origine del Podenco Ibicenco

Il cenno storico dello standard parte dalle Isole Baleari, dove la razza si chiama Ca Eivissec, ed elenca i nomi che ha sul continente: Mallorquí, Xarnelo, Charnegue. Sull’arrivo nelle isole dice che probabilmente questi cani vennero portati dai Fenici, dai Cartaginesi e infine anche dai Romani.
Poi arriva la frase più famosa e più discussa: raffigurazioni di questo cane sono state trovate nelle tombe dei faraoni… cosicché si può provare che la razza risale al 3400 a.C.. È scritta nel 1982, e nella pagina spieghiamo perché la genetica moderna non la conferma.
La parte più bella dello standard è però la descrizione della caccia: usa olfatto e udito più della vista, quando uno segnala la preda viene circondato dagli altri, abbaiano solo quando vedono o sentono il selvatico e scodinzolano velocemente. Le mute si formano quasi solo con femmine, perché i maschi litigano.
E c’è una parola spagnola che nasce da questo cane: enconillarse, che significa andare a riposare, e viene dai podencos che dopo migliaia di conigli decidono da soli di prendersi una pausa. In Italia la razza è rara: 44 cuccioli ENCI in dieci anni e un solo affisso.
Carattere e descrizione del Podenco Ibicenco

È un cane primitivo grande e asciutto: 66-72 cm nei maschi e 60-67 nelle femmine, per 20-29 chili, con la testa a cono troncato, del tutto scarna, lo sterno appuntito e molto prominente e un’andatura che lo standard chiama trotto sospeso.
Ha il tartufo color carne (le macchie nere sono difetto eliminatorio), gli occhi ambra chiaro, che ricorda il caramello e orecchie sempre rigide e mobilissime. Esiste in tre varietà di pelo – liscio, ruvido e lungo – nei colori bianco e rosso, bianco o rosso monocolore.
Sul carattere lo standard non ha una casella dedicata, ma dice una cosa insolita descrivendo gli occhi: l’espressione mostra intelligenza ma anche paura e diffidenza. È un cane indipendente, sensibile, silenzioso in casa e con una predatorietà totale. Nella pagina trovi anche quanto vive e perché non esistono test genetici di razza.
Addestramento ed educazione del Podenco Ibicenco

È intelligentissimo ma è un primitivo, selezionato per cacciare senza fucile, cioè per decidere da solo. Il metodo è il rinforzo positivo con sessioni cortissime: con le maniere forti un podenco si spegne e non torna. La pagina parte da qui e va dritta ai due punti non negoziabili.
Sono il recinto e il richiamo, e conviene leggerli prima di prendere il cane e non dopo. Il Podenco Ibicenco salta più di un metro e mezzo e scava sotto la rete: un giardino normale non lo contiene. E in campo aperto, davanti a qualcosa che si muove, non sente più niente. La pagina spiega come organizzare gli spazi e come lavorare sul richiamo sapendo che non sarà mai infallibile. C’è la socializzazione, prima priorità in questa razza, perché lo standard descrive un’espressione che mostra diffidenza. C’è quanto movimento serve: almeno due ore al giorno fra camminate e corsa libera in sicurezza. C’è la manutenzione, minima in tutte e tre le varietà di pelo: una spazzolata a settimana e poco altro. C’è il freddo, che con quel corpo asciutto va considerato. E ci sono gli errori tipici. Se ti piace questo cane delle Baleari, qui trovi cosa serve per tenerlo.
Allevamento del Podenco Ibicenco

In Italia il Podenco Ibicenco è raro: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 44 cuccioli, con anni da tredici e anni da zero, e l’affisso attivo è uno, in Emilia-Romagna. Un cucciolo con pedigree costa fra i 900 e i 1.500 euro. Con un solo allevamento, però, la domanda da fare è un’altra.
È quella sulla varietà di pelo, una domanda che in altre razze non esiste: il Podenco Ibicenco esiste in tre varietà, raso, duro e lungo, e non tutte si trovano allo stesso modo. La pagina spiega le differenze e cosa aspettarsi. Per questa razza non esistono test del DNA indicati dai club né schemi sanitari obbligatori, quindi le domande riguardano la storia della linea e il carattere dei genitori. C’è il capitolo dell’importazione dalla Spagna, patria della razza, con Baleari e Catalogna come riferimento, e il conto di viaggio e documenti. E c’è il capitolo delle adozioni, che in questa razza è importante: in Spagna moltissimi podenco vengono abbandonati a fine stagione di caccia, e diverse associazioni li fanno adottare in Italia. Ci sono i numeri ENCI anno per anno. C’è il mantenimento. Se ti piace questo cane, qui trovi tutte e tre le strade.


