Carattere e descrizione del Podenco Ibicenco
Aspetto, le tre varietà di pelo e il temperamento del cane da conigli delle Baleari
Il Podenco Ibicenco, alle Baleari Ca Eivissenc, è un cane primitivo costruito per una cosa sola: cacciare conigli senza fucile, di giorno e di notte. È lo standard stesso a dirlo, in una delle descrizioni più lunghe e affascinanti di tutta la cinofilia.
In questa pagina: quanto è grande, le tre varietà di pelo, il colore degli occhi che lo standard paragona al caramello, il carattere e cosa aspettarsi da un cane che è rimasto primitivo.
Sommario
Il Podenco Ibicenco in breve
Il Podenco Ibicenco è un cane primitivo spagnolo delle Isole Baleari: 66-72 cm nei maschi e 60-67 nelle femmine, per un peso che lo standard non indica e che sta fra i 20 e i 29 chili. Esiste in tre varietà di pelo: liscio, ruvido e lungo. I colori preferiti sono il bianco e rosso, il bianco e il rosso monocolore. Ha il tartufo color carne, gli occhi ambra chiaro, che ricorda il caramello e orecchie sempre rigide e mobilissime.
Quanto è grande un Podenco Ibicenco

È un cane grande, e sorprende sempre chi lo vede dal vivo per la prima volta: i maschi vanno da 66 a 72 centimetri al garrese, le femmine da 60 a 67.
Lo standard aggiunge una nota di buon senso che si legge raramente: senza eccessiva severità, i cani vicini alle misure richieste possono essere accettati, purché siano ben proporzionati e armoniosi.
Il peso non compare nel documento. Nella pratica un adulto sta fra i 20 e i 29 chili, che su settanta centimetri di altezza vuol dire un cane asciuttissimo.
Il torace ha una descrizione precisa e insolita: profondo, stretto e lungo, ma non arriva ai gomiti. Lo sterno è appuntito e molto prominente. Costole piatte. Quel petto a punta che sporge in avanti è uno dei tratti che si riconoscono a colpo d’occhio.
La coda è inserita bassa e lunga: quando è tirata fra le gambe, dovrebbe raggiungere la spina. In movimento è portata a falce.
L’andatura, infine, ha un nome bellissimo: il movimento preferito è un trotto sospeso, e il galoppo è molto veloce e dà l’impressione di grande agilità.
La testa, gli occhi caramello e le orecchie

La testa è descritta con un’immagine geometrica: lunga e fine, ha l’aspetto di un cono troncato vicino alla base; del tutto scarna e piuttosto piccola in confronto al corpo.
Il cranio è lungo e piatto, tecnicamente dolicocefalo, con lo stop appena definito e la canna nasale leggermente arcuata.
Il tartufo è color carne, e non è una tolleranza: pigmento marrone o macchie nere sul tartufo sono un difetto eliminatorio. Anche labbra e palpebre sono color carne.
Gli occhi hanno la descrizione più poetica dello standard: obliqui, piccoli, ambra chiaro (ricorda il caramello), con un’intensità che varia in base al colore del mantello. L’occhio scuro, in questa razza, è addirittura un difetto eliminatorio, perché indica incroci con i levrieri.
E poi c’è una riga che sorprende sempre: pur senza sembrare molto fiera, l’espressione mostra intelligenza ma anche paura e diffidenza. È uno dei pochi standard al mondo che mette la diffidenza fra le caratteristiche corrette della razza.
Le orecchie sono sempre rigide e mobilissime: puntate in avanti, o di lato orizzontalmente, o tenute girate all’indietro. Eretti quando il cane è animato. La forma è quella di un romboide allungato troncato, e sono fini, senza pelo all’interno.
Le tre varietà di pelo e i colori

Questa è una delle poche razze che esiste in tre versioni diverse dello stesso cane: pelo liscio, pelo ruvido e pelo lungo. Cambia il mantello, non il cane.
Il liscio non dovrebbe essere serico, ma forte e brillante: è la versione più conosciuta fuori dalla Spagna.
Il ruvido dovrebbe essere duro e molto fitto, un po’ più corto sulla testa e nelle orecchie, e più lungo nella parte posteriore delle cosce. E c’è una frase che i suoi appassionati citano sempre: la barba è molto apprezzata.
Il lungo è più morbido e deve avere almeno 5 centimetri di lunghezza ed essere abbondante sulla testa. È la varietà più rara delle tre.
In Italia il rapporto è netto: dei 44 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni, 37 sono a pelo duro e 7 a pelo corto. Del pelo lungo non ci sono nascite registrate.
Sui colori lo standard è breve: preferiti sono il bianco e rosso, il monocolore bianco, il monocolore rosso. Il fulvo si ammette in un soggetto eccezionale, ma nei cani a pelo liscio non è accettato.
Un dettaglio che completa il quadro: le unghie sono molto forti e normalmente bianche, e fra le dita c’è molto pelo, che su un terreno di pietra come quello delle Baleari serve eccome.
Il carattere del Podenco Ibicenco

Lo standard non ha una casella comportamento: il carattere di questo cane sta tutto nella lunghissima descrizione dell’utilizzazione, e va letto lì. Il ritratto che ne esce è quello di un cane intelligente, indipendente e diffidente.
Il primo tratto è l’indipendenza. Questo cane cacciava senza fucile: trovava, inseguiva, catturava e riportava, senza che nessuno gli dicesse cosa fare. Non è selezionato per obbedire: è selezionato per decidere.
Il secondo è la diffidenza, che come abbiamo visto lo standard mette nero su bianco nella descrizione degli occhi. Con gli estranei è riservato, a volte timido: la socializzazione precoce, in questa razza, non è un optional.
Il terzo è la sensibilità. È un cane che si spaventa dei modi bruschi e che con la durezza si chiude completamente.
Con la famiglia, però, il quadro cambia: è affettuoso, silenzioso in casa, pulito e capace di dormire per ore. Molti proprietari lo descrivono come un cane che in appartamento non si sente, salvo poi diventare un motore appena esce.
C’è poi una cosa che lo standard racconta e che spiega il rapporto fra questi cani: salvo rare eccezioni, solo le femmine vengono usate per formare una muta, perché i maschi non si adattano a lavorare assieme e litigano fra loro. Con due maschi adulti in casa, in questa razza, conviene pensarci due volte.
E infine la predatorietà, che è totale: è un cane costruito per prendere conigli. Gatti, criceti e animali piccoli sono un problema serio, e in campo aperto il richiamo sparisce.
Quanto vive un Podenco Ibicenco e di cosa si ammala

È un cane rustico: nessun club di razza indica test genetici obbligatori, e la vita media si colloca fra i 12 e i 14 anni. È il vantaggio di una razza rimasta funzionale.
Però ci sono attenzioni pratiche che chi vive con un cane così magro impara subito. La prima riguarda l’anestesia: con pochissimo grasso corporeo, i protocolli vanno adattati. Non è una malattia di razza, è una cosa da dire al veterinario prima di un intervento.
La seconda è il freddo, e riguarda soprattutto la varietà a pelo liscio: senza sottopelo e senza grasso, l’inverno italiano si affronta con il cappottino. Questo cane non vive fuori.
La terza è la pelle, sottile e facile da tagliare fra rovi e pietre: dopo una corsa in campagna conviene controllarlo, soprattutto sulle zampe.
La quarta è il peso. Un Podenco deve restare asciutto: lo sterno prominente e le ultime costole si devono vedere. Un podenco che sembra in forma per gli standard di un labrador è un podenco in sovrappeso.
Una precisazione di metodo, perché con le razze rare succede sempre: su internet si trovano elenchi di malattie attribuite a questa razza senza nessuna fonte. Non li riportiamo, perché i club e gli schemi sanitari ufficiali non li confermano.
A chi è adatto il Podenco Ibicenco
È adatto a chi ha uno spazio recintato alto e a chi accetta che, fuori da lì, questo cane stia al guinzaglio. Salta, insegue e non torna: sono tre fatti, non tre difetti.
È adatto a chi vuole un cane silenzioso e pulito in casa: lo standard dice che questi cani abbaiano solo quando vedono o sentono il selvatico, e in appartamento si vede.
È adatto a chi cammina e corre: è un cane costruito per lavorare intere giornate su terreni difficili.
Non è adatto a chi cerca obbedienza: è un primitivo indipendente, e lo standard stesso descrive la sua espressione come intelligente ma anche di paura e diffidenza.
Non è adatto a chi ha piccoli animali domestici, e non è adatto a chi vuole tenere il cane fuori, soprattutto nella varietà a pelo liscio.
In Italia è una razza rara: 44 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e un solo affisso attivo, in Emilia Romagna.

