Allevamento del Podenco Ibicenco
Un solo affisso in Italia, come si importa dalla Spagna e cosa chiedere
Il Podenco Ibicenco in Italia è una razza da cercare: 44 cuccioli iscritti all’ENCI fra il 2015 e il 2024 e un solo affisso attivo, in Emilia Romagna.
In questa pagina: quanto costa, quale varietà di pelo si trova, cosa chiedere a un allevatore, come si importa dalla Spagna e due parole sulle adozioni di podencos.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Podenco Ibicenco
Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 900 e i 1.500 euro. Con un solo allevamento attivo, però, la domanda da fare non è il prezzo: è la disponibilità.
Se il cucciolo arriva dalla Spagna, dove la razza è comune, al prezzo dell’allevatore vanno sommati il viaggio e le pratiche di trascrizione del pedigree.
Il mantenimento è quello di un cane fra i venti e i trenta chili: 70-110 euro al mese fra cibo e ordinaria amministrazione. Sulla toelettatura non si spende nulla, in nessuna delle tre varietà.
Due spese, invece, vanno messe in conto e non sono facoltative. La prima è il recinto: alto almeno un metro e ottanta, senza appoggi vicino alla rete e controllato anche sotto. La seconda è il cappottino invernale, soprattutto per la varietà a pelo liscio.
Un avvertimento sui cuccioli senza pedigree: i podencos iberici si somigliano molto fra loro (Ibicenco, Andaluso, Canario, Portoghese) e senza documento non c’è modo di sapere cosa state comprando.
Quale varietà di pelo si trova in Italia

Questa è una domanda che in altre razze non esiste, e qui invece è la prima da fare: il Podenco Ibicenco esiste in tre varietà di pelo, e in Italia non nascono nelle stesse proporzioni.
I numeri dell’ENCI sono chiari: dei 44 cuccioli iscritti in dieci anni, 37 sono a pelo duro e 7 a pelo corto. Del pelo lungo, la varietà più rara, non risultano nascite.
Se cerchi il classico podenco a pelo liscio, quello che la maggior parte delle persone ha in mente, in Italia ne nasce meno di uno all’anno. È la ragione principale per cui molti finiscono per importare dalla Spagna.
Conviene sapere che la varietà cambia anche una regola sul colore: il fulvo è ammesso in un soggetto eccezionale, ma nei cani a pelo liscio non è accettato.
Per il resto le tre varietà sono lo stesso cane: stessa struttura, stesso carattere, stesse esigenze. Il pelo ruvido ha in più la barba, che lo standard definisce molto apprezzata, e una protezione leggermente migliore contro freddo e rovi.
Ultima nota pratica: nessuna delle tre varietà va tosata o sagomata. Il pelo ruvido si spazzola e basta.
Cosa chiedere all’allevatore

Per questa razza non esistono test del DNA di razza indicati dai club, e nessuno schema sanitario obbligatorio. Le domande giuste, quindi, sono altre, e riguardano soprattutto il carattere e le linee.
La prima: come sono i genitori con gli estranei? Lo standard descrive un’espressione che mostra intelligenza ma anche paura e diffidenza. Una certa riservatezza è tipica, la paura vera no, e si eredita.
La seconda: dove sono cresciuti i cuccioli e cosa hanno visto? Con un cane primitivo e sensibile le prime otto settimane valgono per tutta la vita. Un cucciolo cresciuto in box, senza rumori e senza persone, parte con un handicap che spesso non si recupera.
La terza riguarda la diversità genetica: con numeri così piccoli in Italia, chiedere da che linee vengono i genitori e quanto sono imparentati è la cosa più utile che possiate fare per la salute del tuo cane.
La quarta è pratica: i tuoi cani vivono in casa? Un podenco tenuto sempre in box, con questa pelle e questo carattere, è un cane gestito male.
E una domanda che vale come cartina di tornasole: chiedi all’allevatore quanto salta il suo recinto. Chi conosce la razza vi risponderà con un numero preciso, e capirete subito di che tipo di cane stiamo parlando.
Importare dalla Spagna, e il capitolo adozioni
La Spagna è la patria della razza, ed è la strada più battuta da chi in Italia non trova posto. Alle Baleari e in Catalogna il Ca Eivissec è ancora un cane da caccia vero, oltre che un cane da esposizione.
La pratica è quella standard fra paesi dell’Unione Europea: microchip, passaporto europeo e vaccinazione antirabbica in regola, con i tempi di attesa previsti. Il cucciolo non viaggia prima delle otto settimane.
Una volta arrivato, il pedigree spagnolo si fa trascrivere presentando all’ENCI il documento originale rilasciato dal kennel club di origine.
C’è poi un capitolo diverso, che con questa razza si incrocia spesso: le adozioni. In Spagna esistono molte associazioni che si occupano di podencos abbandonati, e diversi di questi cani arrivano in Italia tramite canali di adozione.
Va detto con precisione: la maggior parte di quei cani non sono Ibicenchi con pedigree, sono podencos di tipo, spesso meticci, e non è la stessa cosa dal punto di vista della prevedibilità. Ma le esigenze pratiche sono quelle descritte in queste pagine: recinto alto, guinzaglio, pazienza e casa calda.
Se il tipo di cane vi piace e non hai bisogno di un pedigree, è una strada da considerare, a patto di appoggiarsi a un’associazione seria che vi racconti il carattere reale del cane invece di venderlo come un cucciolo facile.

