Yakutskaya Laika
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
La Yakutskaya Laika in breve
La Yakutskaya Laika è il cane da slitta della Jacuzia, la regione abitata più fredda del pianeta, ed è entrata nella FCI nel 2019. Misura 55-59 cm nei maschi e 53-57 nelle femmine, ha un doppio pelo con il sottopelo molto sviluppato e un manto bianco o bianco pezzato. Gli occhi possono essere azzurri. Lo standard la descrive coraggiosa, vivace, vicina all’uomo, amichevole, socievole ed energica, e le assegna due mestieri: cane da slitta e da caccia.
Che cane è la Yakutskaya Laika

È un cane nordico del gruppo 5, sezione 1, quella dei cani da slitta, riconosciuto con prova di lavoro. E ha una particolarità: è uno dei pochissimi cani di quella sezione che lo standard definisce anche cane da caccia.
La riconoscete dal manto bianco pezzato, dalla criniera sul collo, dalla coda arrotolata a semicerchio e, spesso, dagli occhi azzurri.
Quanto è grande: 55-59 cm e fra i ventitré e i trenta chili. Il peso lo standard non lo dà.
Cosa chiede: almeno due ore al giorno, e possibilmente un lavoro in cui tirare. È un cane da slitta, e il traino gli serve più di qualsiasi altra cosa.
Cosa la rende speciale: il suo cenno storico cita quattro libri con anno e città e riporta un censimento del 1856 con 15.157 cani. Per una razza riconosciuta nel 2019 è un caso più unico che raro.
Un dettaglio che racconta il clima: i piedi hanno pelo fitto fra le dita, che serve a proteggere dal ghiaccio.
Da sapere prima: il caldo. È un cane costruito per l’Artico, e un’estate italiana per lui è una condizione estrema. Si può gestire, ma va organizzato.
Da sapere anche: in Italia è arrivata nel 2019 e in sei anni sono nati 148 cuccioli, con tre affissi registrati.
E una nota per chi guarda alle esposizioni: la FCI la riconosce su base provvisoria, quindi in esposizione concorre al miglior soggetto di razza ma non al CACIB.
Storia ed origine della Yakutskaya Laika

Il cenno storico di questo standard è il più documentato che troverai su questo sito: cita quattro libri con anno e città, e riporta perfino un censimento.
Si parte dall’archeologia: alcune scoperte confermano che le popolazioni locali usavano cani per il traino e per la caccia già ottomila anni fa. Che fossero questa razza nel senso moderno è un’altra cosa, ma su un cane artico la continuità che conta è quella dell’ambiente e del mestiere, e la Jacuzia è la regione abitata più fredda del pianeta.
Poi arrivano le fonti scritte. 1633: i primi riferimenti ai cani della regione. 1692: esce ad Amsterdam il libro di Nicolaas Witsen con il capitolo Come viaggiano d’inverno gli jakuti. 1843: la Geografia dell’Impero russo la definisce un cane di una razza particolare. E poi il numero: nel 1856 le Tavole statistiche dell’Impero russo contano 15.157 cani usati per il traino nella regione jakuta.
Lo standard riassume i mestieri in una riga: per molti secoli ha accompagnato l’uomo del nord nella vita quotidiana, aiutandolo a cacciare, a sorvegliare la casa, a condurre le renne e a trasportare le merci.
La parte moderna ha tre date: 1958, primo standard con il nome di cane da slitta del nord-est; 2005, standard della Yakutskaya Laika pubblicato dalla federazione russa; 4 settembre 2019, standard FCI numero 365, con un riconoscimento che per ora è su base provvisoria.
In Italia la razza è arrivata proprio con il riconoscimento: 148 cuccioli in sei anni, e prima del 2019 niente. Nella pagina trovate tutta la storia.
Carattere e descrizione della Yakutskaya Laika

Il capitolo del temperamento sta in una riga: la Yakutian Laika è un cane coraggioso, vivace, vicino all’uomo, amichevole, socievole ed energico. Quel close to man negli standard dei cani artici non si legge quasi mai, e racconta una convivenza particolare: nei villaggi jakuti questi cani stavano con la famiglia, dentro casa.
È un cane da slitta di taglia media, 55-59 cm nei maschi e 53-57 nelle femmine, compatto e muscoloso, con un sottopelo molto sviluppato, la criniera sul collo e la coda arrotolata a semicerchio.
I piedi raccontano il clima meglio di ogni descrizione: cuscinetti durissimi e pelo fitto fra le dita, che protegge dal ghiaccio.
Sul colore la regola è una: bianco e qualsiasi pezzatura, e fra le squalifiche c’è qualsiasi colore unito che non sia il bianco. Gli occhi, invece, possono essere marroni o azzurri, anche impari, e sono ammessi perfino i settori azzurri su iride marrone.
C’è poi il secondo mestiere, quello che la distingue dagli altri cani da slitta: lo standard la definisce anche cane da caccia. Significa un istinto predatorio vero e un richiamo da costruire con pazienza.
Sulla salute non ci sono studi, perché la razza è riconosciuta dal 2019. Il capitolo che conta, in Italia, è un altro: il caldo.
Addestramento ed educazione della Yakutskaya Laika

Con un cane da slitta il lavoro non è la sottomissione: è dargli il lavoro per cui è fatto. La Yakutskaya Laika, in più, è anche un cane da caccia, e questo raddoppia il capitolo del richiamo.
Servono almeno due ore al giorno, e il movimento che le serve è quello in cui tira: canicross, bikejoring, dog scootering e, dove si può, la slitta.
I tre capitoli pratici sono il richiamo, che su un cane che è anche cacciatore non si dà mai per acquisito; la recinzione, perché i nordici scavano e si arrampicano; e la buona notizia di essere un cane da muta, che con gli altri cani parte da una base favorevole.
E poi c’è il caldo, che in Italia è il vero limite: da maggio a settembre si esce all’alba e dopo il tramonto, si porta acqua e non si fa sport nelle ore centrali. E non si tosa mai, perché il pelo doppio isola anche dal caldo. Nella pagina trovate come si imposta un cucciolo e tutte le attività adatte.
Allevamento della Yakutskaya Laika

In Italia la razza è arrivata con il riconoscimento FCI del 2019, e in sei anni sono nati 148 cuccioli: tre nel 2019, poi trentuno, quaranta nel 2021, trentasette, dodici e venticinque nel 2024. Gli affissi registrati sono tre, a Roma, Napoli e in provincia di Bologna.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree sta fra 1.200 e 2.000 euro. Chi non trova niente in Italia guarda alla Russia, dove sta la popolazione vera, e ai paesi dell’est e del nord Europa dove la razza è arrivata prima.
Le domande da fare sono quelle standard per un cane di questa taglia, perché test genetici specifici di razza non ne esistono: radiografie di anca e gomito dei riproduttori e una visita oculistica.
Quello che va chiesto, però, riguarda voi e non il cane, ed è la stessa che ripetiamo in tutta questa pagina: dove vivi e cosa farai d’estate. Due dei tre affissi italiani stanno al centro-sud, il che dice che si può fare, ma va organizzato. Nella pagina trovate tutto.
Yakutskaya Laika, Siberian Husky e Groenlandese

I cani da slitta si somigliano perché fanno lo stesso lavoro, ma non sono intercambiabili. Conviene sapere cosa distingue questa dalle due che si conoscono di più.
Il Siberian Husky è il velocista: più leggero, costruito per correre a lungo con carichi contenuti, ed è il cane da slitta più diffuso in assoluto. Con lui la Yakutskaya Laika condivide la libertà sul colore degli occhi, azzurri compresi.
Il Groenlandese è il carico pesante: più grosso, più lento e più duro, fatto per trainare molto su lunghe distanze.
La Yakutskaya Laika sta in mezzo, ma con una differenza che nessuno dei due ha: lo standard le assegna anche il mestiere di cane da caccia, e la descrive vicina all’uomo. Nei villaggi jakuti era un cane di casa, non un cane di recinto.
Se cerchi lo sport puro, l’Husky resta il riferimento. Se cerchi un nordico polivalente e più legato alla famiglia, questa razza merita una guardata.


