Allevamento della Yakutskaya Laika
Centoquarantotto cuccioli in sei anni in Italia, e una domanda sull’estate
In Italia la razza è arrivata con il riconoscimento FCI del 2019: da allora sono nati 148 cuccioli e gli affissi registrati sono tre.
In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, cosa chiedere e la domanda che su questa razza, in Italia, viene prima di tutte le altre.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Yakutskaya Laika
Un cucciolo con pedigree costa fra i 1.200 e i 2.000 euro. È la forbice tipica di una razza appena riconosciuta, dove il prezzo dipende più dalla disponibilità che dai titoli dei genitori.
I numeri italiani sono quelli di una razza partita in fretta: tre cuccioli nel 2019, trentuno nel 2020, quaranta nel 2021, trentasette nel 2022, dodici nel 2023 e venticinque nel 2024. In tutto 148 in sei anni.
Gli affissi sono tre: a Roma, a Napoli e in provincia di Bologna. Quest’ultimo alleva anche altre razze.
Chi non trova niente in Italia guarda alla Russia, dove sta la popolazione vera, oppure ai paesi dell’Europa dell’est e del nord, dove la razza è arrivata prima: se si resta nell’Unione europea la trafila burocratica per portare a casa un cucciolo è molto più semplice.
Il mantenimento è quello di un cane di venticinque chili: nessuna toelettatura, cibo in proporzione e spese veterinarie normali. La voce in più, in Italia, è quella che serve a farlo stare fresco d’estate.
La domanda che viene prima di tutte: dove vivi

Su questa razza la prima domanda seria non riguarda un test genetico, perché non ce ne sono di specifici. Riguarda voi, e in particolare il posto in cui vivi.
La Yakutskaya Laika viene dalla Jacuzia, la regione abitata più fredda del pianeta, dove si sono registrate temperature vicine ai settanta gradi sotto zero. Tutto quello che ha addosso serve a quello: doppio pelo con sottopelo molto sviluppato, criniera, frange, pelo fitto fra le dita.
Un’estate italiana, per un cane così, è una condizione estrema. Non impossibile, ma estrema. E ha senso notare che due dei tre affissi italiani stanno al centro-sud: vuol dire che si può fare, ma vuol anche dire che qualcuno ci ha dovuto pensare bene.
Cosa serve, in pratica: ombra vera e non un telo al sole, acqua sempre disponibile, uscite all’alba e dopo il tramonto da maggio a settembre, e nessuna attività sportiva nelle ore centrali.
E soprattutto: non si tosa. È l’errore più comune con i cani nordici. Il doppio pelo isola anche dal caldo, e toglierlo espone la pelle al sole e peggiora la situazione invece di migliorarla.
Se la risposta a tutto questo è sì, il resto viene facile. Se è no, ci sono cani più adatti al tuo clima, e sceglierli non è una rinuncia.
Cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata
Sui controlli sanitari la lista è breve, perché su questa razza gli studi non ci sono ancora e i test genetici specifici nemmeno.
Le richieste sensate sono quelle standard per un cane di questa taglia: radiografie ufficiali di anca e gomito dei riproduttori e una visita oculistica. Un allevatore che le fa, su una razza dove nessuno gliele impone, è un buon segno.
Chiedi anche se i cani lavorano. La razza è riconosciuta con prova di lavoro, e un allevamento che porta i suoi cani a trainare li conosce in un modo diverso.
Sulle cose da guardare con gli occhi, la prima è il colore. Il manto deve essere bianco oppure bianco con pezzature di qualsiasi colore, bicolore o tricolore. Un cucciolo di colore unito diverso dal bianco da adulto sarebbe squalificato.
Il pelo: deve essere di media lunghezza, ruvido, con un sottopelo abbondante. Il pelo corto e liscio è squalificante, e quello ondulato, morbido o con poco sottopelo è un difetto grave.
Il formato: lo standard mette fra i difetti gravi il cane a gambe corte e il corpo quadrato. Deve essere leggermente più lungo che alto, del dieci o quindici per cento.
Gli occhi: marroni, azzurri o impari, tutti in standard. Nessun colore è migliore di un altro, e chi ve li vende come una rarità di pregio sta facendo marketing.
Il carattere dei genitori: lo standard squalifica il cane aggressivo o eccessivamente timido e chiede un cane vicino all’uomo, amichevole e socievole. Su un nordico, un adulto che vi evita è un segnale.
E la domanda per te, che chiude tutto: hai due ore al giorno, un posto fresco e la voglia di farla tirare, per i prossimi dodici anni?

