Carattere e descrizione della Yakutskaya Laika
Aspetto, il manto pezzato e il temperamento: il ritratto completo della razza
La Yakutskaya Laika è il cane da slitta della Jacuzia, la regione abitata più fredda del pianeta. È entrata nella FCI nel 2019, ed è uno dei pochissimi cani da slitta che lo standard definisce anche cane da caccia.
In questa pagina trovate com’è fatta, la regola sul colore, gli occhi azzurri, il carattere, quello che si sa della salute e a chi è adatta, con una domanda sull’estate italiana che va fatta prima.
Sommario
La Yakutskaya Laika in breve
Cane da slitta artico di taglia media, 55-59 cm nei maschi e 53-57 nelle femmine, compatto e muscoloso, con un doppio pelo dal sottopelo molto sviluppato e la coda arrotolata sul dorso. Il manto è bianco o bianco pezzato: il colore unito diverso dal bianco è squalificante. Gli occhi possono essere azzurri, anche impari. Lo standard la descrive coraggiosa, vivace, vicina all’uomo, amichevole, socievole ed energica.
Com’è fatta una Yakutskaya Laika

Lo standard la descrive come un cane di taglia media, forte, compatto, ben muscoloso, con arti moderatamente lunghi e pelle spessa senza segni di lassità. E aggiunge una frase che sui cani da lavoro conta: il dimorfismo sessuale è chiaramente pronunciato.
Le misure sono 55-59 cm nei maschi e 53-57 nelle femmine. Il peso lo standard non lo dà: nella pratica si sta fra i ventitré e i trenta chili.
Come tanti standard russi, questo ragiona in percentuali. La lunghezza del corpo supera l’altezza al garrese del 10-15%, la testa è lunga poco meno del 40% dell’altezza, il muso è il 38-40% della testa e il gomito sta al 52-54% dell’altezza al garrese.
Le orecchie sono triangolari, spesse, attaccate alte e possono essere erette o semierette. Lo standard aggiunge un dettaglio da chi ha visto questi cani lavorare: in movimento le orecchie vengono portate all’indietro.
I piedi raccontano il clima meglio di qualsiasi descrizione: cuscinetti durissimi e pelo fitto fra le dita. Quel pelo è protezione dal ghiaccio, ed è la ragione per cui un cane come questo può correre dove un cane a piedi nudi si taglierebbe.
C’è poi una tolleranza sui denti che si trova solo nelle razze da lavoro artiche: la chiusura leggermente prognata, purché senza spazio, è accettata nei cani sopra i tre anni. In un posto dove i cani mangiavano pesce e ossa congelate, i denti si consumano.
L’andatura, dice lo standard, è veloce ed elastica, con il trotto sostenuto e il galoppo come andature caratteristiche.
Il mantello e i colori della Yakutskaya Laika
Il pelo è fitto, lucido, dritto e ruvido, di media lunghezza, con un sottopelo molto sviluppato. Sul collo forma una criniera, più marcata nei maschi, e dietro gli arti ci sono frange spesse. È il mantello di un cane che deve lavorare a quaranta gradi sotto zero.
Sul colore lo standard se la cava con una riga sola: bianco e qualsiasi pezzatura, bicolore o tricolore. Detta così sembra permissiva, ma poi arriva la squalifica che chiude il discorso: qualsiasi colore unito che non sia il bianco.
Tradotto: un cane tutto bianco va benissimo, un cane bianco con macchie di qualunque colore va benissimo, un cane tutto nero o tutto fulvo no. È una razza definita dalla pezzatura, esattamente come il Tornjak o il Thai Bangkaew, ma con il bianco pieno ammesso.
La manutenzione del pelo è quella di tutti i nordici: nessuna toelettatura, spazzola regolare e due mute stagionali che in casa si vedono e si sentono.
Gli occhi azzurri della Yakutskaya Laika

Gli occhi, su questa razza, sono un capitolo a parte. Lo standard li vuole a mandorla e ammette il marrone scuro oppure l’azzurro, e poi va oltre.
Sono ammessi anche gli occhi impari, cioè uno marrone e uno azzurro, e perfino i settori azzurri dentro un’iride marrone. Nessuna di queste combinazioni è un difetto, e nessuna vale più delle altre.
È la stessa libertà che si trova nel Siberian Husky, e in tutti e due i casi viene dalla stessa cosa: sono cani selezionati per lavorare, e nessuno in Siberia ha mai scartato un buon cane da traino per il colore dei suoi occhi.
Conviene dirlo perché su questa razza, come sull’Husky, capita di sentire l’occhio azzurro venduto come una rarità di pregio. Non lo è: è una delle possibilità previste dallo standard, esattamente come il marrone.
Il carattere della Yakutskaya Laika

Il capitolo del temperamento sta in una riga: la Yakutian Laika è un cane coraggioso, vivace, vicino all’uomo, amichevole, socievole ed energico. Sei parole in fila, e la terza è quella che conta.
Vicina all’uomo è la traduzione letterale di close to man, ed è una cosa che negli standard dei cani artici non si legge quasi mai. Racconta una convivenza particolare: nei villaggi jakuti questi cani non stavano in un recinto, stavano con la famiglia, e in una casa dove fuori ci sono quaranta gradi sotto zero questo significa dentro.
Amichevole e socievole vanno letti insieme. È un cane da muta: ha lavorato per secoli attaccato ad altri cani, e con i propri simili se la cava molto meglio della media. Con le persone, anche quelle che non conosce, non ha problemi: non è un cane da guardia e non va chiesto che lo diventi.
Energica è la parola che decide se questa razza fa per te. È un cane da slitta riconosciuto con prova di lavoro: la benzina c’è e va bruciata tutti i giorni, non solo il fine settimana.
C’è poi il secondo mestiere, che è quello che la distingue dagli altri cani da slitta: lo standard la definisce anche cane da caccia. In Jacuzia lavorava sulla renna e sul selvatico, e quell’istinto predatorio è ancora lì.
Nella pratica significa due cose: un richiamo da costruire con pazienza e da non dare mai per acquisito, e attenzione con gatti e piccoli animali.
Quello che non è, invece, è un cane difficile con le persone. Chi ci vive descrive un cane allegro, presente e sorprendentemente affettuoso per un nordico.
Quanto vive una Yakutskaya Laika e di cosa si ammala
Su questa razza non esiste nessuno studio, e c’è una ragione semplice: la FCI la riconosce dal 2019, e fuori dalla Russia i numeri sono ancora piccolissimi. Le fonti danno 10-12 anni.
Quello che si può dire con onestà è che si tratta di un cane rustico: costruzione senza esagerazioni, muso normale, pelle spessa e tesa, piedi durissimi. Una razza selezionata per secoli dalla necessità di lavorare a quaranta gradi sotto zero non ha avuto molto spazio per i soggetti fragili.
I controlli sensati sono quelli standard per un cane di questa taglia: radiografie dell’anca e del gomito dei riproduttori e una visita oculistica. Non esistono test genetici specifici di razza, perché non esistono studi che ne abbiano identificati.
C’è però un capitolo che su questa razza vale più di tutta la genetica messa insieme, ed è il caldo.
Questo è un cane costruito per l’Artico: doppio pelo con sottopelo molto sviluppato, criniera, frange, pelo fra le dita. Un’estate italiana, per lui, è una condizione estrema esattamente come l’inverno jakuto lo sarebbe per un cane a pelo raso.
Non è un motivo per non prenderlo, ma è un motivo per organizzarsi: ombra vera, acqua sempre disponibile, uscite all’alba e dopo il tramonto, e nessuna attività sportiva nelle ore centrali da maggio a settembre. E non si tosa: il pelo doppio dei nordici isola anche dal caldo, e tosarlo peggiora le cose invece di migliorarle.
A chi è adatta la Yakutskaya Laika

È un cane bellissimo e molto meno difficile di quanto la sua origine faccia pensare, a patto di essere onesti su due cose: quanto si muove e dove vivi.
Sta bene con chi fa sport di traino: sleddog, bikejoring, dog scootering, canicross. È il suo mestiere, ed è la cosa che la rende felice più di qualsiasi altra.
Sta bene con chi vive in montagna o comunque in un posto fresco, e con chi cammina molto.
Sta bene in famiglia: lo standard la descrive vicina all’uomo, amichevole e socievole, e con i bambini è un cane facile. Con gli altri cani se la cava meglio della media, perché viene da una vita in muta.
Va bene anche a chi non ha un’esperienza enorme, purché sappia che un cane da slitta annoiato trova sempre qualcosa da fare, e che quel qualcosa di solito riguarda scavare o uscire dal recinto.
Non è adatta a chi vive in una zona molto calda senza volersi organizzare, e non è adatta a chi la vuole in appartamento senza due ore di movimento al giorno.
E non è adatta a chi pensa di lasciarla libera in campagna: è anche un cane da caccia, e quando parte va lontano.




