Allevamento del Welsh Corgi Cardigan
Quanto costa un cucciolo, il test per la vista e i dodici allevamenti italiani
Il Welsh Corgi Cardigan in Italia si trova senza troppa fatica: 424 cuccioli iscritti all’ENCI fra il 2015 e il 2024, con una crescita netta, e dodici affissi attivi in sette regioni.
In questa pagina: quanto costa, il test genetico da chiedere, cosa guardare in una cucciolata e i numeri anno per anno.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Welsh Corgi Cardigan
Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 1.200 e i 2.000 euro, con differenze legate alla linea e ai titoli dei genitori.
Quel prezzo comprende prima vaccinazione, microchip, sverminazioni, iscrizione al libro genealogico, controlli sanitari dei riproduttori e due mesi di cuccioli cresciuti in casa.
Il mantenimento è quello di un cane fra gli undici e i diciassette chili: 60-90 euro al mese.
Sulla toelettatura si risparmia quasi tutto: il pelo è corto o medio, di dura tessitura e non richiede il toelettatore. Basta una spazzola.
Una spesa piccola da mettere in conto è la rampa per il divano o per il bagagliaio: quaranta o ottanta euro che risparmiano alla schiena del cane migliaia di salti in dodici anni.
Con dodici allevamenti attivi non c’è nessun motivo per rivolgersi a chi vende cuccioli senza pedigree: in una razza con un test genetico raccomandato e con la questione del merle da gestire, il documento è la prima garanzia.
Cosa chiedere all’allevatore

La domanda numero uno riguarda la vista: il Kennel Club raccomanda il test del DNA per la PRA-rcd3, una forma di atrofia progressiva della retina che porta alla cecità.
Come per tutte le malattie recessive, la regola è semplice: basta che uno dei due genitori sia esente perché nessun cucciolo si ammali. Chiedi lo stato di entrambi.
La seconda domanda riguarda lo schema ufficiale per gli occhi, cioè la visita periodica da uno specialista, con un referto recente.
La terza sono le anche: lo schema ufficiale è indicato fra le pratiche migliori, e su un cane con questa struttura la lastra dei riproduttori è un’informazione utile.
La quarta riguarda i colori dei genitori, ed è specifica di questa razza. Il blue merle è ammesso, ma come in tutte le razze merle due genitori merle non vanno accoppiati fra loro: il gene in doppia copia causa gravi problemi di vista e udito. Un allevatore serio lo sa e ve lo spiega senza che glielo chiediate.
La quinta è la diversità genetica, che il Kennel Club mette come buona pratica minima: in patria il Cardigan è una razza vulnerabile, e le linee vanno scelte con criterio.
E infine la domanda che vale sempre: dove sono cresciuti i cuccioli?
Cosa guardare in una cucciolata

La prima cosa è la coda. Nel Cardigan è simile a quella della volpe… moderatamente lunga: se ti propongono un corgi con la coda corta come Cardigan, o è un Pembroke o c’è qualcosa che non torna.
La seconda è il colore. Sono ammessi blue merle, tigrato, rosso, zibellino e tricolore; sono altamente indesiderati il fegato e i colori diluiti. Se qualcuno vi propone un Cardigan lilac o blu a prezzo maggiorato come rarità, sappiate che lo standard li esclude.
La terza è un dettaglio che sembra estetico e invece è nello standard: il contorno degli occhi non è mai bianco, e tartufo e bordi palpebrali devono essere neri.
La quarta riguarda gli occhi blu: sono ammessi solo nei blue merle. In un cucciolo rosso o tigrato non sono tipici.
La quinta è la struttura: le gambe sono corte, ma il tronco è nettamente distanziato dal suolo. Un cucciolo che sembra strisciare non è quello che lo standard chiede.
E infine il carattere della madre: lo standard vuole un cane saldo, non timido né aggressivo. Una femmina che si nasconde o che ringhia non è tipica.
Il Welsh Corgi Cardigan in Italia, anno per anno
I numeri raccontano una razza che in dieci anni è passata da rarità a presenza stabile. Nel 2015 l’ENCI registrava 3 cuccioli; nel 2016 15; nel 2017 già 47.
Da lì la razza non è più scesa sotto i trenta: 36, 43, 46, poi il picco di 76 nel 2021, e ancora 64, 48 e 46 nel 2024. Totale: 424 cuccioli.
Gli affissi attivi sono dodici: quattro in Lombardia (Pavia, Varese, Milano, Cremona), due in Liguria (Savona, Genova), due in Emilia Romagna (Modena, Ferrara), poi Umbria, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Sardegna. Per l’elenco aggiornato si guarda il sito dell’ENCI.
Conviene notare il contrasto: in Gran Bretagna il Cardigan è una razza autoctona vulnerabile, con meno di trecento iscrizioni l’anno, mentre in Italia cresce. È una buona notizia per la razza, ma vuol dire anche che le linee italiane arrivano spesso da una base ristretta: la domanda sulla diversità genetica conta.
Un’ultima considerazione per chi sta scegliendo fra i due corgi. Il Pembroke è più famoso, più piccolo e senza coda; il Cardigan è leggermente più grande, ha la coda e una tavolozza di colori più ampia. Sul carattere si assomigliano, ma il Cardigan viene descritto come il più saldo dei due.

