Allevamento del Tibetan Terrier
Quanto costa un cucciolo, i sei test genetici e i tre allevamenti italiani
Il Tibetan Terrier in Italia si trova: 379 cuccioli iscritti all’ENCI fra il 2015 e il 2024 e tre affissi attivi, in Veneto, Emilia Romagna e Toscana.
Con questi numeri la domanda non è dove trovarlo, ma cosa chiedere. E in questa razza la risposta è lunga: sono sei i test genetici disponibili.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Tibetan Terrier
Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 1.000 e i 1.800 euro, con differenze legate alla linea e ai titoli dei genitori.
Nel prezzo di un allevatore serio ci sono la prima vaccinazione, il microchip, le sverminazioni, l’iscrizione al libro genealogico, i test genetici dei riproduttori e due mesi di cucciolata cresciuta in casa.
Il mantenimento è contenuto: 50-80 euro al mese per un cane fra gli otto e i quattordici chili.
La voce che pesa non si misura in euro: è il tempo. Il Kennel Club indica una toelettatura quotidiana, e con un mantello doppio e lungo significa dieci o quindici minuti al giorno, fatti bene.
Chi non ha quel tempo può scegliere di tenere il cane accorciato dal toelettatore, con una spesa di 50-90 euro ogni sei o otto settimane. È una scelta legittima: si perde l’aspetto da esposizione e si guadagna una vita più semplice, per te e per il cane.
Un avvertimento sui cuccioli senza pedigree: in una razza con sei test del DNA disponibili, comprare al buio è una scelta che non ha nessuna giustificazione.
I sei test da chiedere all’allevatore
Il Tibetan Terrier ha una delle liste di controlli più lunghe fra i cani da compagnia. Sembra allarmante, e invece è il contrario: sono tutte condizioni per cui esiste un test del DNA, quindi tutte evitabili.
Come buona pratica minima il Kennel Club chiede quattro test del DNA più lo schema per le anche.
Il primo è la NCL12, la lipofuscinosi ceroide neuronale: una malattia neurodegenerativa in cui si accumula materiale di scarto nelle cellule nervose. È grave, e il test la esclude del tutto.
Il secondo è la PLL, la lussazione primaria del cristallino: il cristallino si sposta dalla sua sede, l’occhio si infiamma e può insorgere il glaucoma. È dolorosa e spesso richiede la chirurgia.
Il terzo è la PRA rcd4, una forma di atrofia progressiva della retina a insorgenza tardiva, che porta alla cecità in età adulta.
Il quarto è il DP-LXH3, il nanismo ipofisario: un difetto ormonale per cui il cucciolo smette di crescere e va incontro a problemi seri.
A questi si aggiunge lo schema ufficiale per le anche, con la lastra dei riproduttori.
Come pratica migliore il Kennel Club aggiunge il test per una seconda forma di atrofia retinica, la PRA3, e lo schema ufficiale per gli occhi, cioè la visita periodica da uno specialista.
Come per tutte le malattie recessive, la regola pratica è semplice: basta che uno dei due genitori sia esente perché nessun cucciolo si ammali. Il test non serve a scartare cani, serve a incrociarli con la testa.
Cosa guardare in una cucciolata

Oltre ai referti, ci sono cose che si vedono solo andando a trovare i cuccioli. La prima è la madre: in una razza descritta schiva verso gli estranei, il suo comportamento con te dice molto.
Una femmina che ti guarda da lontano e poi si avvicina è normale. Una che si nasconde o che ringhia no: lo standard vuole un cane vivace, di buon carattere e mai violento o litigioso.
La seconda è dove sono cresciuti i cuccioli: con un cane riservato le prime otto settimane in mezzo ai rumori di casa valgono per tutta la vita.
La terza riguarda il pelo dei genitori. Lo standard lo vuole abbondante, fine ma non serico né lanoso; lungo; diritto o ondulato ma non ricciuto. Un mantello riccio o lanoso non è tipico.
La quarta sono i piedi: larghi, rotondi, con le dita non arcuate. È una caratteristica che si vede già nei cuccioli e che distingue questa razza da tutte le altre.
E infine il colore: sono ammessi quasi tutti, ma cioccolato, fegato e merle no. Se ti propongono un Tibetan Terrier merle come rarità di pregio, sappiate che lo standard lo esclude, e non per estetica.
Il Tibetan Terrier in Italia, anno per anno
I numeri raccontano una razza stabile. Si parte da 49 cuccioli nel 2015, 46 nel 2016 e 48 nel 2017; poi due anni sui trenta, un ritorno a 48 nel 2020 e di nuovo trenta abbondanti fino al 2022.
Il 2023 segna il minimo del decennio con 19 cuccioli, ma il 2024 risale a 35. In totale 379.
Gli affissi attivi sono tre: uno in Veneto (provincia di Venezia), uno in Emilia Romagna (Rimini) e uno in Toscana (Lucca). L’elenco aggiornato sta sul sito dell’ENCI.
Se non trovi posto, l’alternativa naturale sono i paesi del nord Europa e il Regno Unito, dove la razza è molto diffusa. In quel caso il pedigree straniero si fa trascrivere all’ENCI presentando il documento originale.
Un’ultima considerazione, che vale per tutte e tre le razze tibetane raccontate su questo sito. Il Tibetan Spaniel è il più piccolo e tranquillo, il Lhasa Apso il più indipendente, il Tibetan Terrier il più sportivo. Se cerchi un cane tibetano con cui fare qualcosa, è questo.

