Carattere e descrizione del Tibetan Terrier

Aspetto, i colori e il temperamento del cane sacro del Tibet

Il Tibetan Terrier ha un nome sbagliato, e lo dice il suo stesso standard nella prima riga del cenno storico: a dispetto del nome, il Tibetan Terrier non è un terrier ma un cane da pastore.

In questa pagina: quanto è grande, i piedi da neve che sono la sua particolarità più bella, i colori (quasi tutti), il carattere e la lista di test sanitari che in questa razza è lunghissima.

Sommario

Il Tibetan Terrier in breve

Il Tibetan Terrier è un cane da compagnia originario del Tibet, nato come cane da pastore: 36-41 cm nei maschi, femmine leggermente più piccole, per un peso che lo standard non indica e che sta fra gli 8 e i 14 chili. Ha un mantello doppio con pelo di copertura lungo, diritto o ondulato ma non ricciuto, in tutti i colori tranne cioccolato, fegato e merle. Carattere, testuale: vivace, di buon carattere… estroverso, sveglio, intelligente e sportivo; mai violento o litigioso. Schivo verso gli estranei.

TagliaMedia piccola: costruito nel quadrato
Altezza al garreseMaschi 36-41 cm, femmine leggermente più piccole
PesoLo standard non lo indica: in genere fra 8 e 14 kg
Vita mediaOltre i 12 anni secondo il Kennel Club
MantoDoppio: sottopelo lanoso e pelo lungo, diritto o ondulato
ColoriTutti tranne cioccolato, fegato e merle
Livello di energiaMedio alto: e il più vivace dei cani tibetani
Adatto aChi ha tempo per la spazzola quotidiana e vuole un cane sportivo

Quanto è grande un Tibetan Terrier

Tibetan Terrier grigio e bianco fotografato di lato su un prato

È un cane di media taglia: 36-41 centimetri al garrese nei maschi, con le femmine leggermente più piccole. Il peso non compare nello standard e nella pratica sta fra gli 8 e i 14 chili.

L’aspetto generale sta in una riga: robusto, di media taglia, dal pelo lungo, generalmente costruito nel quadrato. E la proporzione viene data con precisione: la lunghezza dalla punta della spalla alla radice della coda è uguale all’altezza al garrese.

Quel robusto è importante: sotto tutto quel pelo c’è un cane ben muscoloso, compatto e potente, non un batuffolo.

La coda è di media lunghezza, inserita piuttosto alta e portata allegramente arrotolata sopra il dorso. E c’è un dettaglio che sorprende: nodo vicino alla punta spesso presente e permesso. In quasi tutte le razze un nodo nella coda è un difetto eliminatorio; qui è ammesso.

Le orecchie sono pendenti, portate non troppo aderenti alla testa, a forma di V… con abbondanti frange.

L’andatura è fluida e senza sforzo, con buona libertà di movimento; impulso potente.

CosaCosa dice lo standard
MaschiDa 36 a 41 cm al garrese
FemmineLeggermente più piccole
Il pesoNon è nello standard: in pratica fra 8 e 14 kg
La proporzioneLungo quanto alto: costruito nel quadrato
La testaIl muso e lungo quanto la distanza fra occhio e occipite
La chiusuraA forbice o a forbice rovesciata: entrambe ammesse
La codaArrotolata sul dorso, con il nodo vicino alla punta permesso
I piediLarghi e rotondi, con le dita non arcuate

I piedi da neve: la particolarità della razza

Tibetan Terrier grigio e bianco in piedi sulla neve

Se c’è un dettaglio che racconta da dove viene questo cane, sono i piedi. Lo standard li descrive così: larghi, rotondi, riccamente forniti di pelo tra le dita e i cuscinetti. Il cane poggia bene sui cuscinetti; le dita non sono arcuate.

In quasi tutte le razze si chiede il contrario: dita ben arcuate e piede compatto, da gatto. Qui no, e il motivo è tutto pratico.

Un piede largo e piatto, con le dita distese e il pelo che riempie gli spazi, funziona come una racchetta da neve: distribuisce il peso e impedisce di affondare. In un altopiano a quattromila metri, fatto di neve e di roccia, è esattamente quello che serve.

Il pelo fra i cuscinetti, poi, isola dal freddo del terreno.

Nella vita di tutti i giorni questo si traduce in due cose. La prima: fra quelle dita si accumula di tutto, dai sassolini ai forasacchi, e vanno controllate spesso. La seconda: in inverno la neve si impasta nel pelo fra i cuscinetti e forma palline di ghiaccio, quindi conviene tenere quel pelo accorciato.

È uno dei pochi standard al mondo che descrive un piede pensato per la neve, ed è il modo più diretto per capire che questo cane non è nato in un salotto.

DettaglioCosa dice lo standardA cosa serviva
La formaLarghi e rotondiDistribuire il peso sulla neve
Le ditaNon sono arcuateAumentare la superficie di appoggio
Il peloRiccamente fornito fra le dita e i cuscinettiIsolare dal freddo
L’appoggioIl cane poggia bene sui cuscinettiStabilita sui terreni difficili
Il risultatoUn piede che funziona come una racchetta da neveIl Tibet e fatto di neve e roccia
In casaFra le dita si accumula di tuttoVanno controllati spesso
In invernoLa neve si impasta nel pelo fra i cuscinettiMeglio accorciare quel pelo
CuriositàE uno dei pochi standard che descrive un piede da neveRacconta da dove viene il cane

Il mantello e i colori

Tibetan Terrier di colore scuro presentato in esposizione

Il mantello è doppio: sottopelo fine e lanoso sotto un pelo di copertura abbondante, fine ma non serico né lanoso; lungo; diritto o ondulato ma non ricciuto.

Quella precisazione, né serico né lanoso, distingue il Tibetan Terrier dai suoi parenti: il Lhasa Apso ha un pelo più duro e pesante, e altre razze da compagnia lo hanno setoso. Qui si vuole una via di mezzo, che regga il clima.

Sulla testa lo standard chiede una cosa precisa: il pelo cade in avanti ma non sopra gli occhi e non altera la facoltà del cane di vedere. La barba sulla mascella inferiore c’è, ma senza esagerazione.

Sui colori la regola è larghissima ma con tre eccezioni nette: bianco, dorato, crema, grigio o fumo, nero, pluricolore e tricolore; in pratica, tutti i colori sono permessi tranne il cioccolato, il fegato o il merle.

Il merle è escluso per una ragione sanitaria: il gene in doppia copia dà gravi problemi di vista e udito, e nelle razze in cui non è tradizionalmente presente la sua comparsa indica quasi sempre un incrocio.

Il cioccolato e il fegato, invece, sono esclusi perché portano con sé la depigmentazione del tartufo, che lo standard vuole nero.

DettaglioCosa dice lo standard
I coloriBianco, dorato, crema, grigio o fumo, nero
Le combinazioniPluricolore e tricolore sono ammessi
La regolaIn pratica tutti i colori sono permessi
Le eccezioniCioccolato, fegato e merle non sono ammessi
Il peloDoppio: sottopelo fine e lanoso
Il pelo di coperturaAbbondante, fine ma non serico ne lanoso, lungo
La formaDiritto o ondulato, ma non ricciuto
Sulla testaCade in avanti ma non sopra gli occhi

Il carattere del Tibetan Terrier

Tibetan Terrier sdraiato nell'erba alta

La riga sul comportamento è generosa e precisa: vivace, di buon carattere. Leale compagno dai modi accattivanti. Estroverso, sveglio, intelligente e sportivo; mai violento o litigioso. Schivo verso gli estranei.

Il cenno storico aggiunge la cosa più utile per capirlo: è considerato il più vivace delle razze tibetane del gruppo 9. Rispetto al Tibetan Spaniel e al Lhasa Apso, questo è il cane sportivo della famiglia.

E chiude con un’immagine che vale più di una descrizione: la sua energia e il suo entusiasmo si armonizzano con la sua abilità da cane da guardia in miniatura, come in un piccolo Old English Sheepdog.

Estroverso e sportivo significano che è un cane da fare, non da guardare: gioca, salta, impara, e in agility o in obedience se la cava benissimo.

Schivo verso gli estranei è l’altra faccia, e va rispettata: non corre incontro a chi non conosce, osserva e valuta. Non è timidezza, è la stessa riservatezza di tutti i cani tibetani.

Mai violento o litigioso chiude il ritratto: con gli altri cani non cerca guai.

Un tratto che tutti i proprietari confermano e che viene dal mestiere di guardia: avvisa. Il campanello, i passi sulle scale, la macchina che si ferma: tutto viene segnalato.

Quanto vive un Tibetan Terrier e di cosa si ammala

Tibetan Terrier adulto seduto su un prato

È una razza longeva (il Kennel Club indica oltre i dodici anni) ma è anche una di quelle con la lista di test genetici più lunga fra i cani da compagnia. E questo è un vantaggio, non uno spavento.

Come buona pratica minima il Kennel Club indica quattro test del DNA più lo schema per le anche. I quattro sono: NCL12, PLL, PRA rcd4 e DP-LXH3.

La NCL12 è la lipofuscinosi ceroide neuronale, una malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso. La PLL è la lussazione primaria del cristallino, in cui il cristallino si sposta dalla sua sede: è dolorosa e può portare al glaucoma.

La PRA rcd4 è una forma di atrofia progressiva della retina, che porta alla cecità in età adulta. Il DP-LXH3 riguarda il nanismo ipofisario, un difetto ormonale che blocca la crescita.

A questi, come pratica migliore, si aggiungono il test per una seconda forma di atrofia retinica (PRA3) e lo schema ufficiale per gli occhi.

Sembra una lista spaventosa, e invece è una buona notizia: sono tutte malattie per cui esiste un test del DNA, quindi tutte evitabili con accoppiamenti fatti bene. Un allevatore serio ha i referti pronti.

Fuori dai test, il resto è manutenzione: le anche con lo schema ufficiale, e l’attenzione quotidiana al mantello e ai piedi.

Nel Breed Watch britannico la razza non ha punti di attenzione specifici per i giudici.

TestCosa riguardaLivello
NCL12Lipofuscinosi ceroide neuronale, malattia neurodegenerativaBuona pratica minima
PLLLussazione primaria del cristallinoBuona pratica minima
PRA rcd4Atrofia progressiva della retinaBuona pratica minima
DP-LXH3Nanismo ipofisarioBuona pratica minima
AncheSchema ufficiale BVA/KC per la displasiaBuona pratica minima
PRA3Seconda forma di atrofia progressiva della retinaPratica migliore
OcchiSchema ufficiale con visita da specialistaPratica migliore
Vita mediaOltre i 12 anni secondo il Kennel ClubE una razza longeva

A chi è adatto il Tibetan Terrier

È adatto a chi vuole un cane sportivo in formato medio: è il più vivace dei cani tibetani, impara in fretta e si diverte a lavorare con te.

È adatto a chi ha tempo per la spazzola: il Kennel Club indica una toelettatura quotidiana, ed è l’impegno vero di questa razza.

È adatto alle famiglie: leale compagno dai modi accattivanti, dice lo standard, e con i bambini funziona.

Non è adatto a chi vuole un cane espansivo con tutti: è schivo verso gli estranei per standard.

Non è adatto a chi non sopporta un cane che avvisa, e non è adatto a chi pensa che un cane a pelo lungo si possa gestire spazzolandolo ogni tanto.

In Italia si trova: 379 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e tre affissi attivi, in Veneto, Emilia Romagna e Toscana.