Terrier Boemo
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Terrier Boemo in breve
Il Terrier Boemo, o Cesky Terrier, è il terrier che un uomo ha costruito apposta per essere più stretto, più calmo e più facile degli altri. Nasce nel 1949 vicino a Praga dall’incrocio fra uno Scottish Terrier e un Sealyham Terrier. Sta fra i 25 e i 32 cm e fra i 6 e i 10 chili, ha il pelo lungo e serico che si tosa e viene in due colori, grigio-blu e marrone caffellatte. Lo standard lo descrive equilibrato, non aggressivo, facile da addestrare, di carattere calmo e gentile.
Che cane è il Terrier Boemo

È un terrier del gruppo 3, sezione 2, quella dei terrier di piccola taglia a gamba corta, riconosciuto senza prova di lavoro. La sua utilizzazione, dice lo standard con una sincerità che si apprezza, era la caccia a volpi e tassi, mentre oggi è più un cane da casa e da compagnia.
Lo riconoscete dal formato basso e lungo, dalla testa a cuneo con le sopracciglia e la barba lasciate lunghe, e dal corpo tosato corto che fa da contrasto con le frange.
Quanto è grande: fra 25 e 32 cm, con 29 e 27 come misure ideali, e fra 6 e 10 chili. Sopra o sotto quel peso lo standard squalifica.
Cosa chiede: un’ora abbondante al giorno di uscite varie, e una toelettatura ogni sei o otto settimane. La seconda pesa più della prima.
Cosa lo rende speciale: è il terrier disegnato per non comportarsi da terrier. Lo standard scrive non aggressivo e calmo e gentile, e non è una gentilezza del traduttore.
Un dettaglio che spiega il progetto: fra i difetti squalificanti c’è una circonferenza toracica sopra i 50 cm. È la misura che dice se il cane entra in una tana.
Da sapere prima: i cuccioli grigio-blu nascono neri e schiariscono negli anni. Il colore che vedi a due mesi non è quello che avrai.
Da sapere anche: in Italia sono nati 45 cuccioli in dieci anni, e l’affisso registrato è uno solo.
Storia ed origine del Terrier Boemo

È una razza con un autore, un indirizzo e una data. L’autore è Frantisek Horak, che non era un genetista di formazione ma per anni ha lavorato come assistente di ricerca all’Accademia cecoslovacca delle scienze, e che nel 1940 si era trasferito a Klanovice, alle porte di Praga.
Cacciava con i terrier e aveva un problema pratico: lo Scottish e il Sealyham, nelle tane strette dei boschi boemi, erano troppo larghi, e in muta litigavano. Quello che voleva lo scrive ancora oggi lo standard FCI: un terrier leggero, dalle gambe corte, ben pigmentato, con pratiche orecchie pendenti, facile da accudire e da istruire.
Nel 1949 accoppia la sua femmina di Scottish Terrier, Donka Lovu Zdar, con il Sealyham Terrier di un amico. Nascono tre cuccioli e ne sopravvive uno, il maschio tigrato Adam Lovu Zdar. Tutta la razza passa da lì.
Fra il 1949 e il 1963 nascono trentacinque cucciolate. Nel 1959 i cani vanno in esposizione per la prima volta, nel 1963 arriva il riconoscimento della FCI. Horak muore nel 1997, e c’è un dettaglio che racconta gli anni in cui ha lavorato: la posta che riceveva dall’estero per i suoi cani finì per attirargli addosso l’attenzione della polizia segreta.
Fuori casa la razza è arrivata tardi e in punta di piedi: club americano nel 1988, Kennel Club britannico nel 1990, status di razza rara nel Regno Unito dal 2000, libro genealogico americano dal 2011. Nella pagina trovate tutta la storia e cosa ha preso da ciascuna delle due razze madri.
Carattere e descrizione del Terrier Boemo

Se leggi gli standard degli altri terrier trovate parole come audace e combattivo. Qui c’è scritto equilibrato, non aggressivo, compagno piacevole e allegro, facile da addestrare, un po’ riservato con gli estranei, di carattere calmo e gentile. Non è una traduzione addolcita: era il progetto.
È un terrier a gambe corte costruito nel rettangolo, fra i 25 e i 32 cm e fra i 6 e i 10 chili, con la testa a cuneo, le orecchie triangolari pendenti e le sopracciglia e la barba lasciate lunghe.
Lo standard è uno dei pochi che dà una tabella di misure, cranio compreso, ed è anche uno dei pochi che squalifica per una misura di lavoro: oltre 50 cm di circonferenza toracica il cane è fuori, perché non entrerebbe più in una tana.
Il pelo è lungo, fine e serico, e la differenza da tutti gli altri terrier è che si tosa, non si strippa. I colori sono due, grigio-blu e marrone caffellatte, e in tutti e due i casi il cucciolo non nasce del colore che avrà: i grigi nascono neri e schiariscono fino ai due o tre anni.
Sulla salute c’è una cosa unica da raccontare: lo standard FCI mette una malattia genetica fra le squalifiche, lo Scottie cramp, ereditato dallo Scottish Terrier. Nella pagina trovate cosa è, cosa dice il club britannico e perché si consiglia comunque il test degli occhi.
E infine a chi è adatto: è probabilmente il terrier più facile che ci sia, va bene anche al primo cane e sta bene in appartamento. A una condizione, che non è il carattere ma la toelettatura.
Addestramento ed educazione del Terrier Boemo

Lo standard scrive facile da addestrare, e fra i terrier è quello che collabora di più. Risponde al rinforzo positivo, non ha bisogno di essere messo in riga e la durezza con lui non funziona: lo chiude e basta.
Serve un’ora abbondante al giorno, divisa in più uscite. Non è un cane da corsa, e lo standard è onesto: il suo galoppo è piuttosto lento ma dura. Quello che gli serve è la varietà, non il chilometraggio.
Le due cose da gestire sono eredità del mestiere: lo scavo, che non si cancella e che conviene indirizzare invece di combattere, e l’istinto predatorio, che davanti a un gatto o a uno scoiattolo spegne il richiamo.
C’è poi una voce che su questa razza vale più di tutte le altre e riguarda i primi mesi: la toelettatura. Un cucciolo abituato presto al tavolo e alla macchinetta è un adulto che si tosa in un’ora. Nella pagina trovate come si imposta un cucciolo e quali attività gli calzano, dal nose work alla rally obedience.
Allevamento del Terrier Boemo

In Italia la razza esiste ma è sottile: 45 cuccioli in dieci anni nei registri dell’ENCI, con un anno a zero e il 2024 come anno migliore di sempre, undici cuccioli. Gli affissi registrati sono uno solo, in provincia di Udine.
Per un cucciolo con i documenti in regola si parla di 1.200-1.800 euro, e chi non trova niente in Italia guarda alla Repubblica Ceca, dove sta il club storico della razza, e all’Europa centrale.
Le domande da fare sono tre, e sono specifiche: la consanguineità, perché tutta la razza discende da un pugno di cani degli anni Cinquanta; lo Scottie cramp, che lo standard mette fra le squalifiche; e il test degli occhi, che il club britannico raccomanda per via del Sealyham nell’albero genealogico.
E poi c’è la voce di spesa che tutti dimenticano e che su questa razza non si evita: la toelettatura ogni sei o otto settimane, per tutta la vita del cane. Nella pagina trovate quanto costa e cosa guardare in una cucciolata.
Terrier Boemo o Scottish Terrier

Sono parenti stretti, uno è il figlio dell’altro, e chi arriva al Terrier Boemo di solito ci arriva dopo aver guardato lo Scottish. Lo Scottish Terrier è il carattere pieno del gruppo: indipendente, deciso, con una sua opinione su tutto. Misura 25-28 centimetri per 8,5-10,5 chili, piccolo e massiccio, con il pelo doppio a fil di ferro che va lavorato a mano. Il Terrier Boemo nasce proprio per avere quella silhouette con un carattere più gestibile in casa.
Nella pagina dello Scottish trovi la descrizione dello standard, che lo dice meglio di chiunque: leale e fedele, dignitoso, indipendente e riservato, ma coraggioso e molto intelligente. C’è il capitolo dell’addestramento, costruito su una frase che sembra una contraddizione e non lo è: molto intelligente e per niente ubbidiente. Non lavora per compiacerti, valuta se gli conviene, e funzionano il cibo e le sessioni corte. C’è la storia nelle Highlands, quando i terrier erano cani da tana senza nome di razza, fino alle prime iscrizioni degli anni Ottanta dell’Ottocento. Ci sono i numeri italiani, 998 cuccioli in dieci anni, una nicchia piccola ma stabile. C’è la toelettatura, con lo stripping che su questo mantello non è un vezzo da esposizione. E c’è la salute, con i punti deboli della razza spiegati senza allarmismi. Se stai scegliendo fra i due, la domanda vera è quanta indipendenza sei disposto a sopportare. Sono cani simili a vedersi e diversi da vivere.


