Allevamento del Terrier Boemo

Quarantacinque cuccioli in dieci anni in Italia, e la voce di spesa che tutti dimenticano

In Italia di questa razza sono nati 45 cuccioli in dieci anni, e l’affisso registrato è uno solo. Il 2024, con undici cuccioli, è stato l’anno migliore di sempre.

In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, le tre domande da fare e cosa guardare in una cucciolata.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Terrier Boemo

Con il pedigree un cucciolo va dai 1.200 ai 1.800 euro. È il prezzo che si trova in Repubblica Ceca, dove sta il club storico, e in Europa centrale, e non si discosta molto da quello dei pochi cuccioli italiani.

I numeri italiani sono questi: 45 cuccioli in dieci anni, con un anno a zero, il 2018, e un picco recente di undici nel 2024. Un solo affisso, in provincia di Udine, che alleva anche un’altra razza.

Vuol dire che l’attesa fa parte del pacchetto. Su una razza così, prenotare e aspettare qualche mese è la norma, non un cattivo segno.

E poi c’è la voce che quasi nessuno mette in conto quando sceglie questa razza, e che alla lunga pesa più del prezzo del cucciolo: la toelettatura. Quel pelo va tosato ogni sei o otto settimane, per tutta la vita del cane. O si impara a farla in casa, comprando macchinetta e forbici, o è un appuntamento fisso dal toelettatore.

Il resto del mantenimento è quello di un cane di otto chili, quindi poco.

VoceQuanto
Cucciolo con pedigreeFra i 1.200 e i 1.800 euro, in Repubblica Ceca e in Europa centrale
Cuccioli nati in Italia45 in dieci anni: pochissimi, e non tutti gli anni
Affissi italianiUno solo, in provincia di Udine
ToelettaturaLa voce vera: ogni 6-8 settimane, oppure si impara a farla in casa
Mantenimento mensileBasso a parte la toelettatura: è un cane di 8 chili
AttesaMesi, e su una razza così è normale

Dove si cerca, e cosa fa il club di razza

Premiazione a una esposizione di club del Terrier Boemo in Repubblica Ceca, con il vincitore in primo piano

Il posto da cui partire, su questa razza, è la Repubblica Ceca. È lì che la razza è nata, è lì che c’è il club storico e sono lì i numeri veri.

In Italia l’unica strada è l’affisso registrato in provincia di Udine, e controllare le cucciolate annunciate attraverso l’ENCI. Con undici cuccioli nel 2024, qualcosa in giro c’è.

In alternativa si guarda a Repubblica Ceca, Slovacchia, Germania e paesi nordici. Sono tutti paesi UE o equiparati: microchip, passaporto e antirabbica, e il cane viaggia in macchina.

Le esposizioni di club sono il modo migliore per farsi un’idea prima di impegnarsi. Su una razza da poche decine di cuccioli l’anno, vedere dal vivo dieci cani insieme vale più di dieci siti internet.

Diffida degli annunci senza pedigree. Su un cane che si vede così poco, un cucciolo simile a un Terrier Boemo può essere qualunque cosa.

Le tre domande da fare

Su questa razza le domande giuste non sono quelle standard, e derivano tutte e tre dalla sua storia.

La prima è la consanguineità. Tutta la razza discende dalle trentacinque cucciolate fatte fra il 1949 e il 1963, a partire da un solo cucciolo sopravvissuto. Il coefficiente di consanguineità della cucciolata è un numero che un allevatore serio conosce e comunica.

La seconda è lo Scottie cramp. È l’unica malattia genetica che uno standard FCI cita per nome, ed è qui: sta fra i difetti squalificanti, sotto la formula movimenti irregolari, a scatti, spasmodici. Viene dallo Scottish Terrier, non è doloroso né mortale, ma è ereditario, e un allevamento che se ne occupa lo sa dire.

La terza è il test degli occhi. La lussazione primaria del cristallino nella razza non è mai stata registrata nel Regno Unito, e il club britannico raccomanda comunque il controllo in ragione degli antenati: il Sealyham Terrier, l’altra razza madre, è una razza a rischio. È una precauzione, e il fatto che un allevatore la prenda dice molto di lui.

Poi ci sono i controlli normali per la taglia: rotule, anche e una visita cardiologica dei riproduttori.

Cosa guardare in una cucciolata

Due Terrier Boemo grigio-blu uno accanto all'altro su fondo rosso a una esposizione

Con questa razza c’è una regola che vale prima di tutte le altre, e riguarda il colore: quello che vedi a due mesi non è quello che avrai.

I cuccioli grigio-blu nascono neri e i marroni nascono color cioccolato. Il manto schiarisce con gli anni e il colore definitivo arriva verso i due o tre. Chi vi promette la sfumatura esatta del cane adulto guardando un cucciolo di otto settimane sta improvvisando.

Sul carattere: lo standard chiede un cane equilibrato, non aggressivo, calmo e gentile, e squalifica quello aggressivo o eccessivamente timido. Su una razza selezionata apposta per il carattere, un cucciolo che si nasconde o una madre che ringhia sono segnali grossi.

Sul corpo: guarda che sia lungo ma non esagerato, con le gambe corte ma non storte, e chiedi le misure dei genitori. Lo standard qui è preciso come pochi, e chi alleva bene il metro lo usa.

Sul peso dei genitori: fra 6 e 10 chili. Un riproduttore chiaramente sopra i dieci sarebbe fuori standard.

Chiedi infine di vedere un adulto tosato di fresco. È il modo migliore per capire com’è fatto il cane sotto il pelo, e anche per farvi un’idea di cosa ti aspetta ogni sei settimane.

E la domanda per te: sei disposti a occuparvi di quel manto per i prossimi quattordici anni?