Taiwan Dog
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Taiwan Dog in breve
Il Taiwan Dog è il cane da caccia dei popoli indigeni di Taiwan: taglia media, corpo asciutto e quasi quadrato, testa triangolare, orecchie erette e coda a falce. Misura 48-53 cm nei maschi e 43-48 nelle femmine, per 12-18 chili. Lo standard lo descrive estremamente fedele al suo padrone, coraggioso e senza paura, e aggiunge una cosa che non scrive nessun altro standard FCI: deve essere abbastanza agile da girare di 180 gradi in un attimo.
Che cane è il Taiwan Dog

È un cane primitivo del gruppo 5, sezione 7, riconosciuto senza prova di lavoro. Le sue utilizzazioni, sulla carta, sono tre e in quest’ordine: cane da caccia, cane da guardia, cane da compagnia.
Lo riconoscete dalla testa triangolare, dagli occhi a mandorla, dalle orecchie sottili ed erette e dalla coda a falce con la punta ricurva in avanti.
Quanto è grande: meno di quanto la foto lasci pensare. Sono 48-53 cm e 14-18 kg nei maschi, 43-48 cm e 12-16 kg nelle femmine. È un cane leggero, e si vede da come si muove.
Cosa chiede: circa due ore al giorno, e possibilmente su terreno vero. Il marciapiede non lo stanca.
Cosa lo rende speciale: è uno dei pochissimi cani al mondo che nessuno ha progettato. Lo standard non ha creato un tipo, ha messo per iscritto un cane che esisteva già.
Un dettaglio che spiazza: il suo torace non arriva al gomito, ed è scritto nello standard. Nelle razze da lavoro europee è quasi sempre il contrario.
Da sapere prima: si lega a una persona più che alla famiglia, con gli estranei è riservato e con gli altri maschi non fa un passo indietro.
Da sapere anche: in Italia non è mai nato un cucciolo di questa razza, e non esiste nessun affisso.
Storia ed origine del Taiwan Dog

È un cane che non ha un inventore: si è fatto da solo sulle montagne di Taiwan, accanto ai popoli indigeni che lo usavano sul cinghiale e sul cervo sika. Lo standard FCI lo dice così: discendente dei cani da caccia del sud-est asiatico, compagno del cacciatore nella foresta.
Nel 1871 il fotografo John Thomson ritrae a Baksa due cacciatori indigeni con i loro cani: orecchie erette, corpo asciutto, coda a falce. Sono già loro.
Poi arriva la parte brutta, e sono quattro secoli. Gli olandesi nel 1624 portano cani europei e vietano agli indigeni di tenerne. Il Giappone, dal 1895, sposta i villaggi e incrocia i cani locali con i propri. Durante la guerra l’esercito giapponese apre le strade di montagna con i pastori tedeschi. Dopo il 1945 arrivano le razze straniere e il consumo di carne di cane.
Fra il 1978 e il 1980 il professor Sung Yung-yi e i colleghi giapponesi di Nagoya e Gifu vanno a contare quello che resta. Nelle pianure non trovano più niente. In venti villaggi della Catena Centrale trovano 160 cani, e ne giudicano puri 46: venticinque maschi e ventuno femmine. Sotto la soglia con cui la FAO dichiara una popolazione in pericolo.
Negli anni Novanta scoppia la febbre del cane locale: prezzi da speculazione, incroci con gli alani venduti come cani di montagna, e alla fine gli abbandoni. Il riconoscimento FCI arriva provvisorio nel 2004, sotto patronato giapponese, e definitivo nel giugno 2015 a Milano. Nella pagina trovate tutta la storia, i numeri del Kennel Club of Taiwan e come si è arrivati fin qui.
Carattere e descrizione del Taiwan Dog

Lo standard lo liquida in una riga che però è tutta densa: estremamente fedele al suo padrone, con i sensi acuti, vivace nei movimenti, coraggioso e senza paura. La parola da leggere bene è padrone, al singolare: questo cane sceglie una persona.
È un cane di taglia media e asciutto, 48-53 cm e 14-18 kg nei maschi, con la testa triangolare, gli occhi a mandorla, le orecchie erette a 45 gradi e la coda a falce con la punta in avanti. Il torace, stranamente per una razza da lavoro, non arriva al gomito.
Il pelo è corto e duro, fra 1,5 e 3 centimetri, e i colori ammessi sono sette: nero, tigrato, fulvo, bianco e le tre combinazioni con il bianco. Nella pagina trovate le vignette con i colori veri e cosa dice lo standard su tartufo e unghie.
C’è poi il capitolo della lingua chiazzata, che tutti danno come marchio di razza e che nello standard non compare mai: era un criterio della ricerca del 1980, non un requisito di bellezza. Conviene saperlo prima di leggere un annuncio.
Sulla salute siamo onesti: non esistono studi. Le fonti taiwanesi danno 10-13 anni, quelle occidentali 12-15, e la forbice dice soprattutto che nessuno ha contato. Il tema vero è un altro ed è a monte: una popolazione moderna che riparte da 46 cani.
E infine a chi è adatto, che su questa razza è la domanda più importante: non è un primo cane, non è un cane da appartamento senza tempo e non è un cane che ama tutti. Con la persona giusta, invece, è un compagno che non molla mai.
Addestramento ed educazione del Taiwan Dog

Impara in fretta, ma decide lui se gli interessa. Con i cani primitivi il lavoro non è insegnare i comandi: è costruire il rapporto dentro cui i comandi hanno senso.
Servono circa due ore al giorno, e il terreno conta più del chilometraggio: un’ora di sentiero vale tre ore di asfalto. Salta e si arrampica molto più di quanto immaginate, quindi i recinti vanno pensati sul serio.
Il metodo è uno solo: niente durezza. Su un cane senza paura la forza non produce obbedienza, produce un cane che smette di fidarsi. Il richiamo si costruisce da cucciolo e con la testa, perché il naso e l’istinto predatorio lavorano da soli.
La socializzazione non è un corso da fare e archiviare: con gli estranei resta riservato per natura, e con gli altri cani, specie fra maschi, la gestione è a vita. Nella pagina trovate come si imposta un cucciolo e quali attività gli calzano, dal dog parkour alla ricerca olfattiva.
Allevamento del Taiwan Dog

In Italia il Taiwan Dog non esiste: zero nascite e zero affissi nei registri dell’ENCI. Non è una razza rara da noi, è una razza che non è mai arrivata.
Chi lo vuole ha due strade. La prima è un allevatore a Taiwan con pedigree del Kennel Club of Taiwan: si tratta caso per caso, e la voce di spesa vera diventa il viaggio. La seconda, che su questa razza ha molto senso, è l’adozione tramite le associazioni taiwanesi che ricollocano cani all’estero.
Una buona notizia burocratica: Taiwan è un paese terzo elencato per l’ingresso degli animali da compagnia nell’Unione europea, quindi non serve il test sierologico antirabbico. Bastano microchip, vaccinazione antirabbica valida e certificato sanitario ufficiale.
Nella pagina trovate anche la domanda che su questa razza viene prima di tutte, e cioè la consanguineità: una popolazione che riparte da 46 cani ha un pool stretto, e il coefficiente della cucciolata è la cosa da chiedere per prima.
Taiwan Dog o cane di tipo taiwanese
Chi è stato a Taiwan lo sa: per le strade ci sono moltissimi cani che sembrano usciti dallo standard. Orecchie erette, coda a falce, corpo asciutto. Quasi nessuno di loro è un Taiwan Dog con pedigree.
La ragione sta nella storia: quattro secoli di incroci e, negli anni Novanta, una speculazione che ha riempito l’isola di cani venduti come locali e poi abbandonati. Il risultato è un’enorme popolazione di cani di tipo, spesso bellissimi e spessissimo simpaticissimi, che condividono con la razza una parte del patrimonio genetico.
Non è una distinzione snob, ed è utile in due sensi. Se cerchi un cane con caratteristiche prevedibili, il pedigree serve. Se invece vuoi semplicemente questo tipo di cane, l’adozione di un cane di tipo taiwanese è una scelta ottima e infinitamente più facile.


