Addestramento ed educazione del Taiwan Dog

Quanto movimento serve, il metodo giusto e gli sport adatti a un cane primitivo

Con un cane primitivo il lavoro non è insegnargli le cose: è costruire il rapporto dentro cui le cose si possono insegnare. Il Taiwan Dog impara in fretta, ma decide lui se gli interessa.

In questa pagina: di quanto movimento ha bisogno, come si lavora con un cane così, cosa fare da cucciolo e quali attività gli calzano.

Sommario

Di quanto movimento ha bisogno

Taiwan Dog femmina di un anno in pettorina durante una passeggiata in montagna a Taiwan

Metti in conto due ore al giorno, e non due ore di guinzaglio corto sul marciapiede. Questo cane è nato per stare fuori tutto il giorno su un terreno difficile, e il suo motore è tarato su quello.

Il terreno conta più del chilometraggio. Un’ora di sentiero, con salite, sassi e roba da annusare, vale più di tre ore di asfalto. È leggero e sicuro di piede: sui percorsi dove un cane pesante fatica, lui si diverte.

Ha un’agilità fuori scala, ed è un’agilità che lo standard descrive: andatura potente e distesa, e la capacità di girare di 180 gradi in un attimo. Salta e si arrampica molto più di quanto vi aspettiate: recinzioni basse e cancelli traballanti non lo tengono.

Il caldo lo gestisce bene, viene da un’isola subtropicale. Il freddo umido molto meno: pelo di due centimetri, niente sottopelo, nessun grasso di riserva. In inverno, in pianura padana, un cappottino non è un vezzo.

E poi c’è la parte che non è movimento. Un cane da caccia primitivo si stanca soprattutto con il naso: mezz’ora di ricerca in giardino gli fa più bene di un’ora di corsa a vuoto.

Il metodo con un cane primitivo

Due Taiwan Dog, una femmina di un anno e un maschio di due, insieme al buio con i collari luminosi

La regola è una sola e vale per tutte le razze primitive: niente forza. Non perché sia fragile, ma perché con un cane così la forza chiude la conversazione e basta.

Lo standard lo definisce coraggioso e senza paura. Un cane coraggioso a cui alzate le mani non diventa ubbidiente: diventa un cane che smette di fidarsi, e tu hai perso l’unica leva che avevi.

La leva vera è il rapporto, e su questa razza è più forte che su quasi tutte le altre, perché si lega a una persona sola. Fatti tu quella persona: esci tu, dai tu da mangiare, lavora tu con lui. Un Taiwan Dog che ha eletto qualcuno lo segue ovunque.

Il richiamo è il capitolo delicato. Ha un istinto predatorio vivo e un naso che lavora da solo: si costruisce da cucciolo, in campo recintato, con rinforzi che valgano più della traccia di un capriolo, e si mette in conto che la libertà totale in un bosco pieno di selvatico non sia mai una scelta furba.

La socializzazione non è facoltativa e non finisce a sei mesi. Con gli estranei resta riservato per natura e va bene così: l’obiettivo non è un cane che ama tutti, è un cane che sta tranquillo mentre voi parlate con qualcuno.

Con gli altri cani, specie fra maschi, la gestione è a vita. Incontri scelti, cani equilibrati, niente aree cani affollate a caso.

Come si imposta un cucciolo

I primi mesi con un cane primitivo valgono il doppio: quello che non si costruisce entro l’anno, dopo si recupera con molta più fatica.

Uscite e mondo. Città, persone, rumori, mezzi, altri cani equilibrati. Un cucciolo di questa razza cresciuto in giardino diventa un adulto che considera minaccia tutto quello che non ha mai visto.

La solitudine, gradualmente. Si lega tantissimo a una persona: se non gli insegnate presto a stare da solo, quel legame vi si ritorce contro.

Il naso, subito e per gioco. Bocconcini nascosti, tracce facili, ricerca in casa. È il modo più semplice per stancarlo bene e per costruire l’abitudine a lavorare con te.

Le regole di casa, poche e sempre uguali. Con un cane che ragiona di suo, le regole che cambiano di giorno in giorno vengono lette come regole che non esistono.

Il guinzaglio e la pettorina da subito, perché è un cane che tira di natura e a quindici chili con quel motore non è una passeggiata.

Le attività adatte al Taiwan Dog

Taiwan Dog nero presentato sul ring blu di una esposizione internazionale

Ha il fisico giusto per quasi tutto quello che si fa in movimento, e la testa giusta per tutto quello che si fa con il naso. Il limite non è mai il cane, è la sua disponibilità a ripetere un esercizio senza un perché.

Il dog parkour gli calza a pennello: è fatto di salti, appoggi ed equilibrio su ostacoli veri, cioè esattamente il repertorio che questo cane usa da solo quando lo lasciate in un bosco.

Il nose work e la ricerca olfattiva sono il modo migliore per stancarlo con la testa e per lavorare sulla concentrazione.

Il dog trekking è la sua dimensione naturale: leggero, resistente, sicuro sui terreni rotti.

L’agility funziona finché resta un gioco. Con le sequenze ripetute mille volte per limare un decimo, la sua attenzione se ne va.

Da evitare: gli sport da presa e tutto quello che eccita il conflitto. Su un cane senza paura e già incline a non tirarsi indietro, non serve aggiungere benzina.