Staffordshire Bull Terrier
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Staffordshire Bull Terrier in breve
Lo Staffordshire Bull Terrier è un cane piccolo e compatto che viene dalla Gran Bretagna: 35,5-40,5 centimetri al garrese per 12,7-17 chili nei maschi. Sta nel gruppo dei terrier. Lo standard descrive il carattere in tre righe: tradizionalmente d’indomabile coraggio e tenacia. Molto intelligente e affettuoso, specialmente coi bambini. Audace, senza paura e totalmente degno di fiducia. I colori ammessi sono rosso, fulvo, bianco, nero, blu e tigrato. Vive 12-14 anni.
Non è il cane che stai immaginando

Mettiamo questo capitolo per primo perché su questa razza il primo problema non è il carattere: è quello che la gente crede di sapere.
Cominciamo dalla taglia. Lo Staffordshire Bull Terrier misura 35,5-40,5 centimetri al garrese e pesa fra i 12,7 e i 17 chili. È un cane piccolo: arriva al ginocchio e si prende in braccio. Quasi tutti se lo immaginano un cane da trenta o quaranta chili, e sbagliano di due volte tanto.
L’equivoco nasce dalla confusione con altre due razze. L’American Staffordshire Terrier viene dagli Stati Uniti e i maschi misurano 46-48 centimetri: un palmo abbondante in più. L’American Pit Bull Terrier è una terza cosa ancora, e non è nemmeno riconosciuto dalla FCI.
La seconda cosa da sapere è che sta nel gruppo dei terrier, non in quello dei molossi. È un cane vivace, esplosivo, giocherellone e testardo, non un cane pesante e statico.
La terza è la riga dello standard sul carattere, che è il contrario di quello che ci si aspetta: molto intelligente e affettuoso, specialmente coi bambini, e totalmente degno di fiducia. È un cane fisicamente affettuoso fino all’invadenza, che vuole stare addosso e sopporta male la solitudine.
Però va detta anche la parte che nessun entusiasta racconta volentieri, perché è quella che decide la vita quotidiana: con gli altri cani, e in particolare fra maschi, la tolleranza non è il suo punto forte. Non è aggressività verso le persone, è una cosa diversa, e si gestisce con la socializzazione da cucciolo e con la testa da adulto.
E una nota da mettere qui e non in fondo: nei canili italiani i cani di tipo bull sono fra i più presenti e i meno adottati. Prima di cercare un cucciolo, conviene andare a vedere.
Storia ed origine dello Staffordshire Bull Terrier

L’origine è la Gran Bretagna, nelle zone industriali delle Midlands, fra la fine del Settecento e l’Ottocento. Nasce dall’incrocio fra i bulldog dell’epoca e i terrier locali, per ottenere un cane più leggero e agile, e l’uso era il combattimento: prima contro tori e orsi, poi, dopo il divieto del 1835, fra cani.
È una storia scomoda, ma contiene la chiave del carattere di oggi. In quel contesto i cani venivano maneggiati continuamente da persone anche nel pieno dell’eccitazione, e un cane che mordeva un uomo veniva eliminato. La selezione ha quindi lavorato in due direzioni insieme: durezza verso gli altri cani e assoluta affidabilità verso le persone. Erano inoltre cani da minatori e da operai, che vivevano in casa con le famiglie.
Il riconoscimento del Kennel Club arriva nel 1935, e da lì la razza cambia destinazione. Oggi in Italia è una delle più numerose: 15.139 cuccioli in dieci anni e 91 allevamenti con affisso, ma con un calo del 39% dal picco del 2020, il profilo tipico di una moda che rientra.
Carattere e descrizione dello Staffordshire Bull Terrier

La prima cosa da chiarire è la taglia, perché è l’equivoco numero uno: lo Staffordshire Bull Terrier è un cane piccolo. Altezza desiderabile 35,5-40,5 centimetri, peso 12,7-17 chili nei maschi. Sta nel gruppo dei terrier, non dei molossi, e non va confuso con l’Amstaff, che è alto un palmo di più e pesa circa il doppio.
I colori ammessi sono rosso, fulvo, bianco, nero e blu, ciascuno anche col bianco, più qualsiasi tonalità di tigrato. Il blu è regolarmente ammesso e non è raro; sono invece altamente indesiderabili il nero focato e il fegato. Le orecchie devono essere a rosa o semierette, e la coda, dice lo standard, ricorda un manico di pompa di vecchio modello.
Sul carattere lo standard sta in tre righe: tradizionalmente d’indomabile coraggio e tenacia. Molto intelligente e affettuoso, specialmente coi bambini. Audace, senza paura e totalmente degno di fiducia. Nella pagina trovi anche il capitolo onesto sui rapporti con gli altri cani, il mito del «nanny dog» smontato e le due malattie ereditarie per cui esiste il test del DNA.
Addestramento ed educazione dello Staffordshire Bull Terrier

È una delle razze più orientate all’uomo che esistano, e questo rende il lavoro più facile di quanto la sua fama lasci pensare. Serve rinforzo positivo e nient’altro: è sensibile al rapporto e per niente sensibile al dolore, quindi i metodi coercitivi non funzionano proprio sul piano pratico. Va messa in conto la testardaggine da terrier: sessioni brevi, allegre, mai ripetitive.
Il capitolo da affrontare con onestà è quello dei rapporti con gli altri cani, in particolare fra maschi. Non è aggressività verso le persone, è una cosa diversa: si gestisce con una socializzazione fatta bene nei primi mesi, con cani equilibrati e non con la baraonda dell’area cani, e da adulti con buon senso invece che con ottimismo.
Sulle attività servono intensità più che chilometri: agility, obedience, dog dance, tira e molla con regole e riporto. La nose work è un’ottima aggiunta spesso trascurata. E l’avvertenza stagionale conta: col muso corto dissipa male il calore, quindi d’estate si esce all’alba e alla sera.
Allevamento dello Staffordshire Bull Terrier

È una delle razze più numerose d’Italia: 15.139 cuccioli iscritti in dieci anni e 89 allevamenti con affisso ENCI, soprattutto fra Lazio, Piemonte e Lombardia. Le iscrizioni sono scese dal picco di 1.749 del 2020 ai 1.071 del 2024. Un cucciolo con pedigree e genitori testati costa fra i 1.000 e i 1.800 euro.
Su questa razza i controlli sono pochi, precisi ed economici, e questo li rende un ottimo metro di giudizio: i due test del DNA, L-2-HGA e HC, più la visita oculistica della cucciolata. Un allevatore che non li fa sta risparmiando poche decine di euro su un cane che vivrà dodici anni, e la pagina lo dice chiaramente. Ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno. C’è un capitolo che merita attenzione: nei canili italiani ci sono molti cani di questo tipo, e l’adozione è una strada da valutare sul serio, con il contributo del canile al posto del prezzo del cucciolo. C’è il mantenimento. Ci sono le domande sul carattere dei genitori, che in questa razza sono centrali. E c’è la parte sulle responsabilità che comporta averne uno. Se vuoi uno Stafford, la pagina ti dà i due test da chiedere e un’alternativa da considerare.


