Schapendoes
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Schapendoes in breve
Lo Schapendoes è il cane da pastore dei Paesi Bassi: 43-50 cm i maschi e 40-47 le femmine, per 12-20 chili. Pelo lungo e leggermente ondulato, con ciuffo, baffi e barba, in tutti i colori, con preferenza per il grigio blu e il nero. Lo standard lo definisce intelligente, vigile, allegro, vivace e amichevole, e aggiunge che è un saltatore notevole. Quasi sparito durante la seconda guerra mondiale, è stato ricostruito con i cani rimasti.
Che cane è lo Schapendoes

È un cane da pastore del gruppo 1, sezione 1, riconosciuto senza prova di lavoro, e lo standard chiede che sia un vero cane da pastore nel carattere, nel corpo e nell’anima.
Lo riconoscete dal pelo lungo e ondulato che sta staccato a ciuffi, dal ciuffo sugli occhi e dalla barba, e da una struttura molto più leggera di quanto il mantello lasci pensare.
Quanto è grande: 43-50 cm i maschi e 40-47 le femmine, per circa 12-20 chili.
Cosa chiede: due ore al giorno fra corsa e lavoro di testa. Lo standard dice che nel lavoro galoppa più che trottare, e non è un dettaglio.
Cosa lo rende speciale: è un saltatore notevole, e lo standard aggiunge un dettaglio che non si legge quasi mai, cioè che quando salta la coda gli fa da timone.
Da sapere prima: salta più in alto di quanto pensiate, quindi il recinto va fatto come si deve, e ha una patologia genetica da testare, l’atrofia progressiva della retina.
In compenso è un cane allegro, amichevole, ottimo con i bambini, che vive 12-15 anni e che chiede poco più di una spazzolata a settimana.
Storia ed origine dello Schapendoes

Lo Schapendoes era il cane dei pastori olandesi, e lo standard lo dice bene: a fine Ottocento si trovava ovunque nei Paesi Bassi ci fossero brughiera e greggi. I pastori lo apprezzavano, scrive il testo, per il piacere instancabile che metteva nel lavoro e per la sua intelligenza.
Lo standard fa anche una cosa rara, cioè elenca per nome le razze imparentate: Bearded Collie, Puli, Owczarek Nizinny, Bobtail, Briard, Bergamasco e il vecchio Schafspudel tedesco. Sono tutti cani da pastore di taglia media con la testa coperta di pelo, e secondo il testo sarebbero mutazioni più piccole di cani di montagna.
Poi arriva la parte drammatica. La razza quasi sparisce, e a salvarla è il cinofilo P.M.C. Toepoel, che lo standard chiama senza mezzi termini il fondatore di questa razza: durante la seconda guerra mondiale riesce a suscitare interesse, e negli anni dal 1940 al 1945 gli esemplari quasi scomparsi furono usati per l’allevamento ovunque potessero essere trovati.
Il resto sono le date: club di razza nel 1947, riconoscimento provvisorio del Raad van Beheer nel 1952, standard e libro genealogico nel 1954, e riconoscimento definitivo nel 1971. Da quel momento, dice il testo, si allevano solo cani registrati.
Carattere e descrizione dello Schapendoes

È un cane di taglia media e costruzione leggera: 43-50 cm nei maschi e 40-47 nelle femmine, con un’ossatura che lo standard definisce fine, flessibile ed elastica. Sotto il pelo c’è un cane più piccolo di quanto sembri, perché il mantello sta staccato a ciuffi e gli dà un volume che il corpo non ha.
Il pelo è lungo almeno 7 cm sui posteriori, leggermente ondulato, e lo standard è severo su due punti: riccio o crespo non è ammesso, e la consistenza deve essere asciutta e soprattutto mai serica. Sulla testa ci sono un ciuffo imponente, i baffi e la barba. Sui colori invece è larghissimo: tutti ammessi, con preferenza per il grigio blu e il nero.
Due dettagli raccontano la razza meglio di qualsiasi descrizione. Il primo è che nel lavoro questo cane galoppa più che trottare ed è, testualmente, un saltatore notevole. Il secondo è la coda: nello standard c’è scritto che quando salta funziona da timone.
Sul carattere il testo è una fila di aggettivi tutti positivi: attento e coraggioso, intelligente, vigile, allegro, vivace, amichevole, con grande affetto e lealtà verso i suoi. Vive 12-15 anni ed è una razza sana, con una sola patologia genetica da testare, l’atrofia progressiva della retina legata al gene CCDC66.
Addestramento ed educazione dello Schapendoes

Lo standard chiede due cose che a prima vista sembrano in contrasto: intelligenza e capacità di agire da solo. È il ritratto di un cane da pastore vero, che collabora volentieri ma che nella brughiera doveva decidere senza aspettare ordini.
Sul movimento la richiesta è specifica: questo cane galoppa più che trottare, quindi non gli serve una passeggiata ma correre. Circa due ore al giorno fra corsa, gioco e lavoro di testa, perché un cane da pastore che ha solo corso torna a casa allenato e insoddisfatto.
C’è poi un dettaglio pratico che in questa razza va detto subito: lo Schapendoes salta, e salta molto più in alto di quanto la taglia lasci pensare. Un recinto da un metro, per lui, non è un recinto.
Con un cucciolo le priorità sono la socializzazione, il richiamo, la calma insegnata come esercizio e l’abitudine a farsi spazzolare. Il metodo è il rinforzo positivo con sessioni brevi, perché impara in fretta e si annoia altrettanto: l’agility resta lo sport in cui dà il meglio.
Allevamento dello Schapendoes

In Italia lo Schapendoes è una razza di nicchia ma presente: 143 cuccioli in nove anni, con 21 nel 2023, e un solo affisso registrato, in provincia di Mantova, che si occupa soltanto di questa razza.
Per un cucciolo con i documenti in regola si parla di 1.000-1.500 euro, in Italia come nei Paesi Bassi, dove la razza è di casa e le cucciolate sono più frequenti.
La domanda numero uno da fare a un allevatore, in questa razza, è una sola e non ammette risposte vaghe: il test del DNA dei genitori per l’atrofia progressiva della retina legata al gene CCDC66. Costa poco, esiste da anni, e due genitori testati non producono cuccioli malati.
Nella pagina trovate anche cosa guardare in un cucciolo, a partire dalla struttura del pelo, che deve essere leggermente ondulata e mai riccia né serica, e le voci di spesa che con questa razza contano, che non sono la toelettatura ma il tempo e un recinto abbastanza alto.


