Otterhound
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Otterhound in breve
L’Otterhound è il segugio da lontra inglese: circa 69 cm nei maschi e 61 nelle femmine, per un peso indicativo fra i 36 e i 52 chili. Mantello doppio, lungo 4-8 cm, ruvido e impermeabile con una patina oleosa; piedi palmati e orecchie lunghissime con la caratteristica piega. Utilizzazione, per lo standard: un grande e forte segugio costruito soprattutto per lunghe giornate di lavoro in acqua. Carattere: amabile e di umore costante.
Che cane è l’Otterhound

È un segugio da acqua: un cane grande, ruvido e allegro, costruito per passare la giornata dentro un fiume dietro alla traccia di una lontra. Ha i piedi palmati, un mantello impermeabile e una voce che si sente da lontano.
Lo riconoscete dalla testa maestosa con baffi e barba, dalle orecchie lunghissime che lo standard definisce tratto unico della razza e da quell’andatura sciolta e dinoccolata che al trotto diventa una falcata interminabile.
Cosa chiede: più di due ore al giorno di movimento, possibilmente con dell’acqua dentro, una spazzolata più di una volta a settimana e un posto dove la sua voce non sia un problema.
Cosa lo rende speciale: è amabile e di umore costante, un cane da muta che con le persone e con gli altri cani va d’accordo per indole. E ha due prestazioni scritte nello standard che nessun altro cane ha: dodici ore su una traccia a terra e cinque ore a nuoto.
In Italia non c’è: un solo cucciolo iscritto all’ENCI, nel 2019, e nessun allevamento. Nel mondo si stimano circa 600 esemplari.
Storia ed origine dell’Otterhound

Il cenno storico dello standard è cauto: si ritiene generalmente che l’ascendenza dell’Otterhound comprenda una influenza francese combinata con ceppi originali di segugi inglesi. I primi cani simili a quelli di oggi compaiono nel nord ovest dell’Inghilterra all’inizio dell’Ottocento, e la prima esposizione è del 1861, a Leeds.
Il mestiere era cacciare la lontra nei fiumi, e lo standard conserva i due termini tecnici: la traccia a terra si chiama drag, quella in acqua wash. I numeri sono impressionanti: può seguire un drag fino a dodici ore e nuotare dietro un wash per cinque ore.
Nel 1977 esistevano ancora nove mute registrate. Nel 1978 la lontra è diventata specie protetta e la caccia è finita: alcune mute si sono riconvertite al visone, ma il numero di cani è crollato. Lo standard oggi lo dice da sé: quel mestiere è vietato.
Il risultato è che l’Otterhound è considerato la razza autoctona britannica più rara: 41 nuove iscrizioni nel Regno Unito nel 2016 e una stima di circa 600 esemplari nel mondo. In Italia, un solo cucciolo ENCI, nel 2019.
Carattere e descrizione dell’Otterhound

È un segugio grande: circa 69 cm nei maschi e 61 nelle femmine, per un peso che lo standard non indica e che arriva intorno ai 50 chili. Ha due tratti che nessun altro cane ha così: le orecchie, definite tratto unico della razza per come il bordo si arrotola dando un curioso aspetto drappeggiato, e i piedi palmati, la cui palmatura deve essere in evidenza.
Il mantello è doppio, lungo 4-8 cm, ruvido e impermeabile, con una leggera patina oleosa, e non va toelettato: la presentazione deve essere naturale. I colori ammessi sono tutti quelli dei segugi, con due sole eccezioni.
Il carattere sta in una riga: amabile e di umore costante, e il cenno storico aggiunge che è un tipo gentile con una voce forte. Nella pagina trovi anche quanto vive e i tre temi sanitari della razza: trombastenia di Glanzmann, anche e torsione dello stomaco.
Addestramento ed educazione dell’Otterhound

È un cane amabile e di umore costante, e da questo punto di vista è facile. Il metodo è il rinforzo positivo con il cibo, in sessioni brevi: è un segugio, lavora per il naso e per lo stomaco. Le difficoltà stanno altrove, e la pagina le affronta una per una senza addolcire.
La prima priorità è il richiamo, da cominciare subito, perché con un segugio il tempo lavora contro di te. La seconda è la voce: l’Otterhound ha una voce profonda e potente, che in campagna è meravigliosa e in condominio è un problema serio. Sono le due cose che rendono questa razza difficile da tenere fuori dalla campagna, ed è meglio saperlo prima. C’è quanto movimento serve: il Kennel Club indica più di due ore al giorno, che non sono ore di corsa ma di cammino, di naso e, quando si può, di acqua, perché questo cane è nato per lavorare nei fiumi. C’è il mantello, con una toelettatura più di una volta a settimana: non è un cane da toelettatore, è un cane da spazzola in casa. Ci sono le attività adatte. E ci sono gli errori tipici, primo fra tutti fidarsi del richiamo in campo aperto: un cane che segue una traccia per dodici ore non ti sente. Se hai spazio, è un compagno straordinario.
Allevamento dell’Otterhound

In Italia l’Otterhound non c’è: l’ENCI ha registrato un solo cucciolo, nel 2019, e non esiste nessun affisso. Non è un caso italiano: è considerata la razza autoctona britannica più rara, con una stima di circa 600 esemplari in tutto il mondo.
Questo significa che si importa, quasi sempre dal Regno Unito o dagli Stati Uniti, passando dai club di razza e mettendo in conto un’attesa che si misura in anni, non in mesi.
Non troverai qui un prezzo in euro, perché un prezzo italiano di questa razza non esiste: lo fa l’allevatore estero, e va sommato al viaggio e alle pratiche di trascrizione del pedigree.
I test da chiedere sono tre: anche, gomiti e soprattutto il test del DNA per la trombastenia di Glanzmann, una malattia ereditaria della coagulazione. Il Kennel Club raccomanda esplicitamente di testare i cani importati per non reintrodurla.


