Addestramento ed educazione dell’Otterhound
Naso, voce e acqua: come si vive con un segugio da fiume
L’Otterhound è un cane amabile e di umore costante, e da questo punto di vista è facile. Le difficoltà stanno altrove: in un naso che può seguire una traccia per dodici ore, in una voce fatta per essere sentita a un chilometro e in cinquanta chili di entusiasmo.
In questa pagina: le priorità dei primi mesi, il richiamo, la voce, quanto movimento serve e come si tiene quel mantello oleoso.
Sommario
Le priorità dei primi mesi

La prima priorità è il richiamo, e va cominciato subito, perché con un segugio il tempo lavora contro di te: più cresce, più il naso vince.
La seconda è il guinzaglio. Un cucciolo di Otterhound diventa un cane da quaranta o cinquanta chili: insegnargli a camminare senza tirare quando pesa dieci chili è l’unico momento in cui è facile.
La terza è la gestione della casa. È un cane grande, allegro e poco attento a dove mette la coda: la calma in casa si costruisce con una routine, un posto suo e qualcosa da masticare, non con i divieti.
La quarta è la manipolazione: orecchie lunghe e pesanti da controllare ogni settimana, pelo da spazzolare, zampe grandi da pulire. Due minuti al giorno da cucciolo e sarà semplice per dodici anni.
Sul metodo: rinforzo positivo e cibo. È un segugio, e i segugi lavorano per il naso e per lo stomaco. Sessioni brevi, ricompense buone, e mai il braccio di ferro: un cane di umore costante non si ribella, semplicemente si siede e ti guarda.
Il richiamo e la voce
Queste sono le due cose che rendono l’Otterhound un cane difficile da tenere fuori dalla campagna, ed è meglio saperlo prima.
Il richiamo va costruito come con tutti i segugi: in spazi chiusi, pagando sempre, non chiamando mai il cane per fare qualcosa che non gli piace e, soprattutto, non chiamandolo quando si sa già che non tornerà. Con un cane che può seguire una traccia per dodici ore, in campo aperto, la lunghina non è un ripiego: è la soluzione ragionevole per tutta la vita.
La voce è l’altro capitolo. Lo standard parla di una tipica voce forte, e non è un abbaio qualsiasi: è il baying dei segugi, profondo, modulato e potente, progettato per attraversare un fiume e un bosco.
Non si elimina: si gestisce. Si distingue l’avviso, che è corretto e si chiude con una parola sempre uguale premiata quando il cane smette, dalla chiacchiera da noia, che si previene dando al cane abbastanza da fare.
Il fattore che pesa di più è la quantità di attività: un Otterhound che ha camminato due ore e ha usato il naso è un cane silenzioso e addormentato. Lo stesso cane chiuso in giardino diventa un problema di quartiere.
E poi c’è la domanda onesta da farsi prima di prenderlo: dove vivo, e quanto è vicino il mio vicino?
Quanto movimento serve e cosa gli piace fare

Il Kennel Club indica più di due ore al giorno. Non sono ore di corsa: sono ore di cammino, di naso e, quando si può, di acqua.
L’attività ideale è quella per cui è nato: nuotare. Un fiume, un lago, un mare calmo. Ha i piedi palmati e un mantello impermeabile, e in acqua sta bene come pochi altri cani.
Sulla terra, le attività di naso sono la sua strada maestra: nose work, ricerca olfattiva, mantrailing. Un’ora di traccia stanca un Otterhound più di tre ore di passeggiata.
Il dog trekking gli calza a pennello, con una raccomandazione: è un cane grande e pesante, quindi da giovane niente sforzi lunghi e niente salti finché le articolazioni non sono chiuse.
Le discipline di obbedienza non sono il suo campo, e va bene così: chiedere a un segugio la precisione di un pastore è un modo per litigare inutilmente.
Una regola pratica di sicurezza che in questa razza vale doppio, per via della torsione dello stomaco: mai attività fisica intensa subito prima o subito dopo i pasti, e pasti divisi in due o tre volte al giorno.
Il mantello e la manutenzione

Il Kennel Club indica una toelettatura più di una volta a settimana. Non è un cane da toelettatore: è un cane da spazzola e da pazienza.
Il mantello è lungo 4-8 centimetri, ruvido e con quella leggera patina oleosa che lo standard descrive e che serve a impermeabilizzarlo. Non va lavato spesso con shampoo aggressivi: si toglie proprio la protezione.
Lo standard è esplicito sulla presentazione: non toelettato per l’esposizione. La presentazione deve essere naturale. Niente forbici, niente sagomature.
I punti che richiedono attenzione vera sono le orecchie: lunghe, pesanti, coperte di pelo e chiuse sul condotto. In un cane che nuota vanno controllati e asciugati ogni settimana, altrimenti le otiti sono garantite.
Poi la barba: quei leggeri baffi e barba di cui parla lo standard raccolgono acqua, cibo e fango. Un panno dopo i pasti fa la differenza in casa.
Ultimo consiglio pratico, che ogni proprietario di Otterhound impara in fretta: un asciugamano grande vicino alla porta, tutto l’anno.
Gli errori tipici con un Otterhound
Fidarsi del richiamo in campo aperto. Un cane che segue una traccia per dodici ore non vi sente.
Prenderlo in appartamento. Fra taglia, movimento e voce, è la ricetta per un disastro.
Pensare che la voce si possa togliere. Si gestisce, non si elimina.
Lavarlo di continuo. Si toglie la patina oleosa che rende il mantello impermeabile.
Ignorare le orecchie. Lunghe, chiuse e spesso bagnati: vanno controllati ogni settimana.
Farlo correre dopo mangiato. La torsione dello stomaco in questa razza è documentata e frequente.
Comprare senza chiedere i test. Anche, gomiti e DNA per la trombastenia di Glanzmann.

