Carattere e descrizione dell’Otterhound
Aspetto, i piedi palmati e il temperamento del segugio da fiume inglese
L’Otterhound è un segugio britannico costruito per una cosa sola, e lo standard la dice in copertina: un grande e forte segugio costruito soprattutto per lunghe giornate di lavoro in acqua, ma capace di galoppare sulla terraferma.
In questa pagina: quanto è grande, le orecchie e i piedi che nessun altro cane ha così, i colori, che tipo è da vivere e i controlli sanitari che i club chiedono in una razza con pochissimi soggetti al mondo.
Sommario
L’Otterhound in breve
L’Otterhound è un segugio britannico di taglia grande: circa 69 cm nei maschi e 61 nelle femmine, per un peso che lo standard non indica e che in pratica sta fra i 36 e i 52 chili. Il mantello è doppio, lungo 4-8 cm, ruvido e impermeabile, con una leggera patina oleosa; i piedi sono palmati. Carattere, testuale: amabile e di umore costante. È considerata la razza autoctona britannica più rara in assoluto.
Quanto è grande un Otterhound

Le misure dello standard sono indicative: circa 69 centimetri al garrese per i maschi e circa 61 per le femmine. Il peso non compare, e nella pratica un maschio adulto arriva intorno ai 50 chili.
L’aspetto generale è descritto con parole che pesano: grande, con arti diritti e solido, a pelo ruvido, con una testa maestosa, corpo forte e un’azione sciolta e a falcate lunghe.
E poi arriva la riga che vale come firma della razza: il doppio mantello ruvido e i piedi grandi sono essenziali. Essenziali: non graditi, non preferibili. Senza quei due elementi il cane non è un Otterhound.
L’andatura è una delle più caratteristiche che esistano: molto sciolta e dinoccolata al passo, che si trasforma immediatamente in un trotto sciolto, attivo, a falcate lunghissime. Un Otterhound che cammina sembra sempre un po’ addormentato; poi parte e non si ferma più.
La testa merita il suo paragrafo: pulita, molto imponente, più profonda che larga, con un’espressione aperta e amabile. È ricoperta di pelo ruvido su tutta la superficie tranne il tartufo, e finisce con leggeri baffi e barba.
Le orecchie e i piedi: due cose che nessun altro cane ha così

Sulle orecchie lo standard usa una formula che non si legge quasi mai: tratto unico della razza. Sono lunghi, pendenti, inseriti al livello dell’angolo dell’occhio, e arrivano facilmente al tartufo se tirati in avanti.
La particolarità però non è la lunghezza: è la piega. Il bordo anteriore si ripiega o si arrotola verso l’interno, dando un curioso aspetto drappeggiato: un punto essenziale che non deve andare perduto. È come se l’orecchio fosse un tessuto arrotolato sul bordo.
Il secondo tratto unico sta a terra. I piedi sono grandi, rotondi, con dita ben arcuate e cuscinetti spessi… compatti ma capaci di allargarsi: la palmatura deve essere in evidenza.
Sì: l’Otterhound ha i piedi palmati, come un animale acquatico, e lo standard pretende che si vedano. Insieme al mantello impermeabile sono l’attrezzatura di un cane che doveva passare la giornata dentro un fiume.
Gli occhi hanno una regola elastica e intelligente: il colore dell’occhio e la pigmentazione delle palpebre variano in base al colore del mantello, tanto che un cane blu focato può avere occhi nocciola. Solo l’occhio giallo è indesiderabile.
Anche sul tartufo c’è una concessione rara: una leggera pigmentazione a farfalla è permessa, cioè un tartufo non completamente pigmentato.
Il pelo e i colori dell’Otterhound

Il mantello è descritto con una precisione insolita: pelo lungo 4-8 centimetri, denso, ruvido, duro e impermeabile ma non fil di ferro; di aspetto spezzato.
Sotto c’è il sottopelo, e poi c’è il dettaglio che spiega il mestiere: può esserci una leggera texture oleosa nel pelo esterno e nel sottopelo. Quella patina unta è ciò che tiene l’acqua fuori, esattamente come nei cani da acqua.
Sulla presentazione lo standard è netto: non toelettato per l’esposizione. La presentazione deve essere naturale. Un Otterhound pettinato e sagomato è fuori posto quanto un contadino in smoking.
Sui colori la regola è la più larga che esista fra le razze: tutti i colori riconosciuti dei segugi sono ammessi. In pratica: monocolore, grizzle, sabbia, rosso, grano, blu, con eventuali piccole macchie bianche su testa, petto, piedi e punta della coda.
E poi i bicolori: nero focato, blu focato, nero e crema, e più raramente fegato, fegato e focato, focato e bianco. I cani bianchi possono avere macchie limone, blu o tasso.
I non ammessi sono due soli: fegato e bianco, e il cane bianco con macchie nero focate nettamente separate. Tutto il resto passa.
Il carattere dell’Otterhound

Lo standard liquida il temperamento in tre parole e mezzo, ma sono quelle giuste: amabile e di umore costante. Segni di aggressività o nervosismo devono essere pesantemente penalizzati.
Il cenno storico rincara con un’espressione affettuosa che dice tutto: è un tipo gentile, con una tipica voce forte che usa per far sapere di aver trovato qualcosa di interessante.
Quella voce è il primo tema pratico della razza. È il baying dei segugi, profondo e sonoro, fatto per essere sentito a un chilometro di distanza lungo un fiume. In un giardino di città è un problema serio.
Il secondo tema è il naso. Lo standard parla di spiccate capacità olfattive e dà due numeri che spiegano cosa vuol dire: questo cane può seguire una traccia a terra fino a dodici ore e nuotare dietro una traccia in acqua per cinque ore. Un cane così, quando trova un odore, smette di ascoltarvi.
Con la famiglia è affettuoso, socievole e paziente: è un cane da muta, abituato a convivere con decine di suoi simili, e questo si vede. Con gli altri cani va d’accordo per indole.
Il rovescio della medaglia è l’indipendenza. È un segugio, non un pastore: collabora se ne conviene, e l’obbedienza da manuale non è il suo campo. Chi vuole un cane che esegue, qui sbaglia razza.
Ed è un cane grande, pesante e allegro: quaranta o cinquanta chili che si muovono in casa con entusiasmo sono una cosa da mettere in conto.
Quanto vive un Otterhound e di cosa si ammala

Il Kennel Club indica una durata di vita oltre i dieci anni. Una indagine del club di razza britannico ha calcolato una media di 10,21 anni, che per un cane di questa mole è normale.
Il tema sanitario più specifico della razza è la trombastenia di Glanzmann, una malattia ereditaria della coagulazione: le piastrine non riescono ad aggregarsi come dovrebbero e il cane sanguina più del normale. Esiste il test del DNA, e sia il club americano sia il Kennel Club lo chiedono.
Il Kennel Club aggiunge una raccomandazione che dice molto sulla dimensione di questa popolazione: i cani importati devono essere testati per evitare di reintrodurre la malattia nella popolazione britannica.
Il secondo tema sono le anche. Nelle statistiche del registro ortopedico americano l’Otterhound compare fra le razze con la percentuale più alta di displasia, intorno al 47% dei soggetti radiografati. Va letta per quello che è, cioè una statistica su chi si fa esaminare, ma resta un numero che nessun allevatore serio ignora.
Il terzo è la torsione dello stomaco. Nell’indagine del club britannico il 9% dei cani ne era stato colpito, e il 7,4% dei decessi era attribuibile a questa causa. In un cane grande e a torace profondo è la cosa che può ucciderlo in poche ore: pasti piccoli, niente esercizio subito dopo, e corsa dal veterinario al primo segnale.
Il Kennel Club mette fra le buone pratiche gli schemi ufficiali per anche e gomiti e la diversità genetica, che in una razza con poche centinaia di soggetti al mondo è un tema esistenziale.
Un dato positivo: nel Breed Watch l’Otterhound è in categoria 1, cioè nessun punto di attenzione specifico per i giudici. Le esposizioni non lo hanno rovinato.
A chi è adatto l’Otterhound
È adatto a chi vive in campagna, cammina per ore e ha i vicini lontani. Il Kennel Club indica più di due ore al giorno di movimento, e la voce di questo cane si sente da molto lontano.
È adatto a chi ama l’acqua: è un cane costruito per nuotare, e un fiume o un lago raggiungibile a piedi cambia la vita a lui e a te.
È adatto a chi accetta il disordine. Un cane da cinquanta chili con un mantello oleoso che esce dall’acqua e si scrolla in casa non è un’immagine astratta: succede.
Non è adatto all’appartamento, non è adatto a chi cerca obbedienza pronta, non è adatto a chi non vuole sentir parlare di richiamo perso dietro a un odore.
E soprattutto non è adatto a chi ha fretta: in Italia l’ENCI ha registrato un solo cucciolo, nel 2019, e non esiste nessun allevamento. Chi vuole un Otterhound lo importa, e aspetta.

