Mastino dei Pirenei
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Mastino dei Pirenei in breve
Il Mastino dei Pirenei è un cane da guardia del gregge spagnolo di taglia gigante: lo standard indica un minimo di 77 centimetri nei maschi e 72 nelle femmine, e chiede che quelle misure vengano superate. Il mantello è bianco con la maschera, sempre. Lo standard lo descrive affettuoso, mansueto e nobile. Vive 10-12 anni.
Che cane è il Mastino dei Pirenei

Il Mastino dei Pirenei è la razza spagnola del versante aragonese: un cane da guardia del gregge nato per un compito preciso, che lo standard descrive senza giri di parole come la difesa contro il lupo e l’orso.
È un gigante vero. Il documento FCI indica un minimo di 77 centimetri al garrese nei maschi, ma poi fa una cosa che quasi nessun altro standard fa: dice che non esiste un limite massimo, e che è conveniente superare gli 80 centimetri. Nella pratica si parla di 70-85 chili.
Il mantello è bianco con una maschera che c’è sempre, e con eventuali macchie dello stesso colore sparse sul corpo. Le orecchie sono sempre colorate, e l’estremità della coda e degli arti sempre bianche.
Il carattere è descritto con tre parole da riportare: affettuoso, mansueto e nobile. E con un passaggio sugli altri cani che è una piccola perla: è benevolo, con piena conoscenza della sua singolare potenza.
Verso gli estranei è coraggioso e fiero, e non indietreggia mai. Abbaia con voce grave e profonda, che è il suo modo di lavorare: avvisare prima che qualcosa si avvicini.
Un chiarimento che serve sempre: sulla stessa catena montuosa esistono tre razze diverse. Questo è il mastino spagnolo; il Cane da Montagna dei Pirenei è quello francese, e il Cane da Pastore dei Pirenei è un cane piccolo da conduzione.
Storia ed origine del Mastino dei Pirenei

Lo standard riassume il mestiere in una riga: nel passato fu utilizzato per la difesa contro i nocivi, in particolare il lupo e l’orso. È il cane della transumanza aragonese, quello che viveva con le greggi sul versante spagnolo dei Pirenei, e non va confuso con le razze francesi della stessa catena.
C’è un oggetto che racconta il mestiere meglio di qualsiasi descrizione: la carlanca, il collare chiodato che i pastori mettevano ai cani per proteggere la gola dai morsi. La pagina lo spiega e mostra come quella funzione abbia modellato mole e carattere. Poi arriva il declino: quando la transumanza si è ridotta e il lupo è quasi sparito dai Pirenei, il Mastino ha perso il suo lavoro, e come molte razze da guardiania ha rischiato di sparire. Il recupero moderno parte dal 1982, con un gruppo di appassionati e un nuovo standard. C’è la tabella delle tappe. C’è il confronto con gli altri grandi bianchi. E c’è il quadro italiano di oggi, con 594 cuccioli in dieci anni e numeri altalenanti. Se ti interessano i cani da guardiania iberici, questa storia comincia con i lupi e finisce con un salvataggio recente.
Carattere e descrizione del Mastino dei Pirenei

È uno dei cani più grandi che esistano, e il suo standard fa una cosa rara: dice che non esiste un limite massimo di taglia, perché vengono preferiti gli esemplari più alti. Il minimo è di 77 centimetri nei maschi e 72 nelle femmine, e nella pratica si arriva agli 85 chili e oltre.
Il colore segue una regola precisa: il fondo è bianco e c’è sempre una maschera ben definita sulla testa, con macchie dello stesso colore sparse sul corpo. La pagina spiega le combinazioni ammesse. Il pelo è fitto e ruvido, lungo 6-9 centimetri sul dorso, e non deve mai essere lanoso. C’è la descrizione del carattere, ed è una delle più belle che si possano leggere in uno standard: comincia con tre aggettivi e prosegue spiegando come si comporta con la famiglia e con gli estranei. C’è la salute: vive 10-12 anni, che per un cane da ottanta chili è un buon risultato, con i problemi tipici dei giganti e le cautele sui primi diciotto mesi. C’è il confronto con gli altri mastini spagnoli. E c’è a chi è adatto, che con un cane di questa mole è una lista molto corta. Se ti affascinano i giganti da guardiania, qui trovi il ritratto per intero.
Addestramento ed educazione del Mastino dei Pirenei

C’è una frase nello standard che sorprende chi conosce i cani da guardiania: è molto facile da addestrare. È vero, con una precisazione: facile non significa obbediente come un cane da utilità, significa che collabora se capisce il senso della richiesta. Con un gigante così, la pagina parte da questa distinzione.
Il primo capitolo pratico è la crescita: un cucciolo che arriverà a ottanta chili va gestito nei primi diciotto mesi con attenzione alle articolazioni e alla condotta al guinzaglio. Poi c’è l’abbaio profondo, una caratteristica che lo standard descrive esplicitamente e che va conosciuta prima di prendere il cane: la voce è grave, si sente lontano e serve a segnalare. La pagina spiega come gestirla e cosa aspettarsi dai vicini. C’è il territorio, con le regole per gli ospiti. Ci sono le attività, e qui il criterio è onesto: il Mastino dei Pirenei non è un cane sportivo e nessuno dovrebbe provare a renderlo tale. Il suo lavoro è esserci, e le attività adatte sono le camminate lunghe e la vita all’aperto. Ci sono gli errori tipici, dal chiedergli esercizi da obedience al tenerlo chiuso senza niente da sorvegliare. C’è la socializzazione dei primi mesi, che in un guardiano vale doppio. Se hai spazio, la pagina ti dice come impostarlo bene.
Allevamento del Mastino dei Pirenei

In Italia il Mastino dei Pirenei è poco diffuso: 594 cuccioli registrati dall’ENCI in dieci anni, con 58 nel 2024 dopo il minimo di 26 dell’anno prima, e appena quattro allevamenti con affisso, due dei quali in Lombardia. Un cucciolo con pedigree costa fra i 1.200 e i 1.800 euro, e in Spagna, dove la razza è molto più comune, le cifre sono simili. Con quattro allevamenti in tutta Italia, però, il vero limite non è il prezzo: è la disponibilità.
La voce che pesa sul serio nel conto è il mantenimento, fra i 150 e i 220 euro al mese per un cane da ottanta chili, per dieci o dodici anni. Nella pagina trovi la tabella dei costi, con quello che il prezzo del cucciolo comprende e quello che non comprende mai. Ci sono le domande da fare all’allevatore, e la prima riguarda anche e gomiti: i genitori sono radiografati ufficialmente? Su un cane che arriverà a ottanta chili quella radiografia vale più di qualunque promessa. C’è il quadro delle iscrizioni ENCI anno per anno, con oscillazioni forti che raccontano una razza tenuta in piedi da pochi allevatori. C’è la parte sul cercare in Spagna, il paese d’origine, con le verifiche da fare a distanza. E c’è il capitolo della toelettatura, che qui costa quasi nulla. Se stai valutando questa razza, il calcolo onesto non è quanto costa prenderlo: è quanto costa tenerlo. La pagina serve esattamente a quello.


