Storia ed origine del Mastino dei Pirenei
Il gigante spagnolo che difendeva le greggi da lupi e orsi
Il Mastino dei Pirenei è la razza spagnola del versante aragonese, e non va confusa con le due razze francesi della stessa catena montuosa. In questa pagina trovi il suo mestiere, il collare chiodato che portava e come è arrivato fino a oggi.
Sommario
Il cane della transumanza aragonese

Lo standard riassume il mestiere in una riga che vale tutta la storia della razza: nel passato fu utilizzato per la difesa contro i nocivi, in particolare il lupo e l’orso.
Il contesto è quello della transumanza aragonese: greggi enormi che si spostavano fra i pascoli dei Pirenei e le pianure, accompagnate da pochi pastori e da un numero limitato di cani.
Il Mastino non conduceva il gregge: ci viveva dentro e lo difendeva. Ed è per questo che è così grande: nei Pirenei di allora il predatore non era solo il lupo, era anche l’orso.
C’è un oggetto che racconta questo lavoro meglio di qualsiasi descrizione: la carlanca, il collare di ferro chiodato che i pastori mettevano al cane per proteggergli la gola dai morsi. Un cane che porta un collare del genere non è un cane da compagnia grande: è uno strumento di lavoro.
Anche il colore ha una funzione pratica: il fondo bianco serviva a distinguere il cane dal lupo nella penombra, un dettaglio che in una notte di guardia poteva fare la differenza.
Dalla quasi scomparsa al recupero

Quando la transumanza si è ridotta e il lupo è quasi sparito dai Pirenei, il Mastino ha perso il suo lavoro. Come per molti cani da guardiania europei, il rischio di estinzione è stato concreto.
Il recupero della razza è opera di un gruppo di appassionati spagnoli che, a partire dagli anni Settanta, ha cercato nelle valli i soggetti ancora tipici e li ha usati per ricostruire la popolazione.
Lo standard ufficiale nella sua versione originale porta la data del 27 maggio 1982: è il momento in cui il lavoro di recupero diventa una razza riconosciuta.
Va chiarito un equivoco che si ripete di continuo, perché sulla stessa catena montuosa esistono tre razze diverse. Il Mastino dei Pirenei è quello di questa pagina, spagnolo e da guardia del gregge. Il Cane da Montagna dei Pirenei, il patou, è francese e fa lo stesso mestiere. Il Cane da Pastore dei Pirenei è invece piccolo e conduce il gregge.
Le prime due si somigliano molto, ma il Mastino spagnolo è più pesante, ha sempre la maschera e il pelo più ruvido, mentre il patou francese è più leggero e spesso interamente bianco.
C’è poi una cosa che riguarda il presente: con il ritorno del lupo in gran parte dell’arco alpino e appenninico, i cani da guardiania sono tornati a essere richiesti dagli allevatori, e il Mastino dei Pirenei è fra quelli che si rivedono al lavoro.
Il Mastino dei Pirenei oggi, in Italia
In Italia la razza è poco diffusa e con numeri altalenanti: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 594 cuccioli, con il massimo di 94 nel 2015 e il minimo di 26 nel 2023.
Il 2024 segna una ripresa, con 58 cuccioli registrati, più del doppio dell’anno precedente.
Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono però soltanto quattro: due in Lombardia, uno in Piemonte e uno in Campania.
Con numeri così, chi cerca un cucciolo deve mettere in conto un’attesa, e conviene considerare anche la Spagna, dove la razza è molto più diffusa, gli allevamenti sono numerosi e i cani da lavoro vero non mancano.
Un’ultima nota che conta più dei numeri: questo è un cane da ottanta chili nato per stare in montagna con le pecore. Prima di cercarlo conviene chiedersi onestamente se si ha il contesto per tenerlo, e nella pagina sull’allevamento trovi tutto quello che serve valutare.

