Allevamento del Mastino dei Pirenei
Quanto costa un cucciolo, i 4 affissi italiani e le domande da fare
Il Mastino dei Pirenei in Italia nasce in pochissimi allevamenti, e il costo del cucciolo è la parte meno importante del calcolo. In questa pagina trovi i prezzi, i numeri ENCI e le domande da fare prima di prendere un cane da ottanta chili.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Mastino dei Pirenei
In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Mastino dei Pirenei costa fra i 1.200 e i 1.800 euro. Con quattro allevamenti in tutta Italia, però, la disponibilità è il vero limite.

Conviene guardare anche alla Spagna, che è il paese d’origine: lì la razza è molto più diffusa, gli allevamenti sono numerosi e si trovano ancora linee da lavoro vero, cioè cani che stanno con le greggi.
La voce che pesa, e che va calcolata prima di innamorarsi di un cucciolo, è il mantenimento: fra i 150 e i 220 euro al mese per un cane da ottanta chili. Su dodici anni è una cifra importante, e va aggiunta a spese veterinarie anch’esse proporzionate al peso.
La toelettatura, invece, quasi non esiste: il pelo è ruvido e non lanoso, non si infeltrisce e non si taglia. Basta spazzolarlo, con più impegno nelle due mute annuali.
Le domande da fare a un allevatore
La prima riguarda le anche e i gomiti: i genitori sono radiografati ufficialmente? Su un cane che arriverà a ottanta chili è la domanda che conta più di tutte.
La seconda riguarda la crescita: chiedi come alimentano i cuccioli e cosa consigliano per i primi diciotto mesi. Un allevatore che ti spiega da solo che il cane non deve crescere in fretta ti sta dicendo che sa quello che fa.
La terza riguarda il carattere dei genitori, e va verificata di persona. Lo standard mette fra i difetti eliminatori il soggetto molto timido, pauroso o aggressivo: cerchi cani calmi, che ti valutano senza esaltarsi e senza nascondersi.
La quarta riguarda il contesto in cui crescono i cuccioli. Un mastino destinato alla guardiania cresce con gli animali e vede poche persone; uno destinato a una famiglia deve aver incontrato gente e situazioni. Sono percorsi diversi e vanno scelti consapevolmente.
La quinta è sul mantello, ed è tecnica ma utile: la maschera c’è e i bordi delle macchie sono netti? Lo standard esclude i soggetti interamente bianchi e quelli con macchie sfumate, che nel testo vengono descritte come indice di meticciamento.
E poi c’è la domanda che l’allevatore dovrebbe fare a te: dove vivrà il cane? In una razza da guardiania di questa mole, chi non te lo chiede sta vendendo un cucciolo e basta.
Le iscrizioni ENCI e i quattro affissi
I numeri italiani raccontano una razza poco diffusa e con oscillazioni forti da un anno all’altro.
In dieci anni sono stati registrati 594 cuccioli, con il massimo di 94 nel 2015 e il crollo a 26 nel 2023. Il 2024 segna una ripresa netta, con 58 cuccioli.
Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono quattro: due in Lombardia, uno in Piemonte e uno in Campania.
Con una base così piccola, contattare più allevamenti per tempo e accettare qualche mese di attesa è la norma. Ed è anche il motivo per cui, in questa razza, guardare oltre confine non è un ripiego: la Spagna ha una popolazione enormemente più ampia e una tradizione ininterrotta.
Un’ultima considerazione, che vale più di qualsiasi consiglio tecnico: prima di cercare un Mastino dei Pirenei conviene chiedersi se si ha lo spazio, il contesto e la disponibilità economica per un cane di ottanta chili che vivrà dieci o dodici anni. Se la risposta è sì, è un cane straordinario. Se è no, è meglio saperlo adesso.

