Leonberger
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Leonberger in breve
Il Leonberger è un cane gigante tedesco creato apposta per assomigliare a un leone: 72-80 centimetri nei maschi, mantello lungo con la criniera e i colori che vanno dal giallo leone al sabbia, sempre con la maschera nera. Lo standard lo descrive come un compagno che si può portare ovunque senza difficoltà, con uno spiccato amore per i bambini, e chiede impeccabile sangue freddo e indifferenza verso il rumore. Vive 7-9 anni, e questa è la cosa da sapere prima.
Un cane fatto per assomigliare a un leone

Cominciamo dalla cosa che rende questa razza diversa da tutte le altre, e che non è il suo aspetto ma il motivo per cui ce l’ha.
Il Leonberger è stato progettato. Fra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta dell’Ottocento, Heinrich Essig, consigliere municipale a Leonberg, mise insieme una femmina di Terranova, un maschio del Gran San Bernardo e più tardi un Cane da montagna dei Pirenei. Lo scopo, dice lo standard, era creare un cane dall’aspetto leonino, dato che il leone era l’animale che appariva sullo stemma della città.
Da quel progetto vengono la criniera sul collo e sul petto e la maschera nera, che nello standard non è un dettaglio ma una condizione: la sua mancanza totale è un difetto eliminatorio.
E dalla Terranova viene un’altra cosa che sorprende chi lo prende: quasi tutti i Leonberger adorano l’acqua, tanto che il salvataggio in acqua è l’attività in cui questa razza dà il meglio di sé.
Nella vita di tutti i giorni è un gigante sorprendentemente facile. Lo standard chiede temperamento medio, impeccabile sangue freddo e indifferenza verso il rumore, e sono esattamente le tre cose che lo rendono un cane da settanta chili che puoi portare al mercato, in treno o al bar senza pensieri.
Va detta però anche la cosa scomoda, e va detta prima: il Leonberger vive 7-9 anni, fra le vite più corte di tutte le razze, e la prima causa di morte è il cancro, che vale fra il 34 e il 45% dei decessi. C’è poi la polineuropatia, per cui esistono i test del DNA ma che coprono solo il 40-45% dei casi.
Chi sceglie questa razza lo fa sapendo che sarà una storia intensa e breve. Però chi ha avuto un Leonberger quasi sempre ne prende un altro.
Storia ed origine del Leonberger

È una delle poche razze di cui si conosce l’inventore, l’anno e il motivo. Fra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta dell’Ottocento Heinrich Essig, consigliere municipale a Leonberg vicino a Stoccarda, incrociò una femmina di Terranova bianca e nera con un maschio di nome Barry proveniente dall’ospizio del Gran San Bernardo. Più tardi fu aggiunto un Cane da montagna dei Pirenei.
Il motivo è nello standard: lo scopo di Essig era di creare un cane dall’aspetto leonino, dato che il leone era l’animale che appariva sullo stemma della città. Il Leonberger è, in pratica, l’unica razza nata come operazione d’immagine di un comune. I primi cani degni del nome nacquero nel 1846.
A fine Ottocento era un cane da fattoria, apprezzato per la guardia e per il tiro. Poi arrivarono le due guerre mondiali e il numero di cani negli allevamenti, dice lo standard, diminuì in modo drammatico. Oggi in Italia è una razza rara: 1.411 cani in dieci anni, in calo del 32%, e appena 16 allevamenti con affisso.
Carattere e descrizione del Leonberger

È un cane gigante: i maschi misurano 72-80 centimetri, con una taglia media ricercata di 76, le femmine 65-75. Il peso non compare nello standard, e nella pratica un maschio sta fra i 60 e i 75 chili. Il pelo è lungo, con criniera sul collo e culotte sui posteriori, ma lo standard chiede che le forme del corpo restino riconoscibili.
I colori sono giallo leone, rosso, rosso-bruno e sabbia, sempre con la maschera nera: la mancanza totale di maschera è un difetto eliminatorio, come lo sono il nero, il nero focato, il marrone, l’argento e il pelo riccio. Un «Leonberger nero» non è raro: è fuori standard.
Sul carattere lo standard fa una cosa rara, cioè elenca le doti richieste: sicurezza e impeccabile sangue freddo, temperamento medio, volontà di collaborare, buona capacità d’apprendere e indifferenza verso il rumore. È un compagno che si può portare ovunque senza difficoltà con uno spiccato amore per i bambini. Nella pagina trovi anche il capitolo scomodo: vive 7-9 anni e la prima causa di morte è il cancro.
Addestramento ed educazione del Leonberger

È uno dei giganti più facili da educare, perché vuole collaborare: lo standard chiede fra le doti la volontà di sottomettersi e la buona capacità d’apprendere e ricordare. Vale però la regola dei giganti: quello che non insegni a venti chili non lo correggi a settanta. Priorità assolute il guinzaglio e l’autocontrollo.
Il primo anno e mezzo conta più di qualsiasi esercizio: niente salti, niente scale ripetute, niente corse su asfalto, e passeggiate brevi e frequenti invece che lunghe. E niente crescita accelerata: un cucciolo di razza gigante deve crescere lentamente e magro.
Sulle attività, la prima di tutte è il salvataggio in acqua, perché alla base della razza c’è una femmina di Terranova e quel patrimonio è rimasto tutto. Poi il traino, che è il suo mestiere storico, il dog trekking a passo tranquillo e il lavoro di naso. Da evitare gli sport di salto e velocità.
Allevamento del Leonberger

In Italia il Leonberger è una razza rara: 112 cuccioli iscritti nel 2024 e 1.411 in dieci anni, in calo del 32%. Gli allevamenti con affisso ENCI sono appena 16, con il Piemonte in testa. Un cucciolo con pedigree, genitori radiografati e test costa fra i 1.500 e i 2.500 euro.
I controlli sono di due tipi. Il primo gruppo sono le radiografie ufficiali di anca e gomito di entrambi i genitori. Il secondo sono i test del DNA per le LPN, le polineuropatie del Leonberger, che sono il capitolo sanitario specifico della razza e che un allevatore serio conosce a memoria. Nella pagina c’è anche una domanda che sembra banale e non lo è: l’età dei riproduttori, perché in una razza dalla vita breve conta sapere come sono invecchiati i cani della linea. Ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno, una discesa lenta e costante. C’è il mantenimento, 150-250 euro al mese, perché un cane da settanta chili mangia molto e ogni cura costa in proporzione alla mole. C’è l’avvertimento sugli annunci senza pedigree. E c’è la parte sulla toelettatura, che su quel mantello chiede tempo ogni settimana. Se sogni un Leonberger, la pagina ti mette davanti il preventivo vero.


