Addestramento ed educazione del Leonberger

Un gigante che vuole collaborare: guinzaglio, crescita e salvataggio in acqua

Lo standard del Leonberger chiede fra le doti caratteriali la buona capacità d’apprendere e ricordare, ed è vero. Qui trovi come si imposta l’educazione di un cane che arriverà a settanta chili, cosa fare e cosa non fare nel primo anno e mezzo e quali attività lo rendono felice.

Sommario

Come si educa un Leonberger

Cucciolo di Leonberger di tre mesi

La buona notizia è che il Leonberger è uno dei giganti più facili da educare. Lo standard, fra le doti richieste, elenca la volontà di sottomettersi e la buona capacità d’apprendere e ricordare: in pratica è un cane che vuole collaborare e che non discute gli ordini.

La regola d’oro vale però anche qui, e più che altrove: quello che non insegni a venti chili non lo correggi a settanta. L’educazione di un Leonberger si fa nei primi mesi, quando il cucciolo si può ancora gestire fisicamente e prima che si accorga della differenza di forza.

Il metodo è il rinforzo positivo, e con questa razza funziona particolarmente bene perché è sensibile: un Leonberger trattato bruscamente non diventa un cane aggressivo, diventa un cane insicuro, e su un gigante l’insicurezza è il problema peggiore che ci sia.

La priorità assoluta è la condotta al guinzaglio. Non è una questione di eleganza: un Leonberger adulto che tira è ingestibile per chiunque non sia molto robusto, e questo limita le uscite e quindi la vita del cane.

Subito dopo viene l’autocontrollo: stare fermo, aspettare, non salutare saltando addosso. Un cane da settanta chili che appoggia le zampe sul petto di un ospite può farlo cadere senza nessuna cattiva intenzione.

Il resto è più facile del previsto. L’indifferenza verso il rumore che chiede lo standard rende la socializzazione un piacere: portalo in città, al mercato, sui mezzi, e nella maggior parte dei casi si limiterà a guardarsi intorno con calma.

Il primo anno e mezzo, che è il più importante

Su un cane che arriverà a settanta chili la gestione della crescita conta più di qualsiasi esercizio, e gli errori di questi mesi non si recuperano più.

Le regole sono semplici e vanno rispettate alla lettera. Niente salti, e questo include il salto giù dal divano e dal bagagliaio dell’auto. Niente scale ripetute. Niente corse prolungate su superfici dure come l’asfalto. Niente giochi di traino o tira-e-molla intensi finché la crescita non è completata.

Le passeggiate ci vogliono, ma devono essere brevi e frequenti invece che lunghe: meglio quattro uscite da venti minuti che una da un’ora e mezza, con la possibilità di muoversi liberamente su prato o terra invece che al guinzaglio sull’asfalto.

C’è poi un errore che si vede spesso e che riguarda l’alimentazione: la tentazione di far crescere in fretta un cucciolo di razza gigante perché «deve diventare grande». È esattamente il contrario di quello che serve. Una crescita rapida sovraccarica articolazioni ancora immature, ed è uno dei fattori di rischio per la displasia.

Un cucciolo di Leonberger deve crescere lentamente e magro. Se le costole non si vedono ma si sentono, sei nel posto giusto.

Le attività giuste: acqua, traino e camminate

Il Leonberger ha un temperamento medio, e lo dice lo standard: non è un cane sportivo che va consumato di attività, ed è uno dei motivi per cui è così vivibile. Ma movimento gliene serve, e le attività giuste esistono.

Leonberger che corre su un prato

La prima di tutte è il salvataggio in acqua. Alla base della razza c’è una femmina di Terranova, e quel patrimonio è rimasto tutto: la maggior parte dei Leonberger ama l’acqua, e diverse unità cinofile in Italia li impiegano proprio in questa disciplina. È l’attività in cui questa razza dà il meglio di sé.

La seconda è il traino, che è il suo mestiere storico di cane da fattoria. Con un carrettino adatto e con un cane adulto e sano è un lavoro utile e appagante, e ci sono manifestazioni dedicate.

Poi il dog trekking a passo tranquillo, che è probabilmente l’attività di famiglia più bella da fare con lui, e il lavoro di naso, che stanca la testa senza consumare le articolazioni: per un cane gigante è un vantaggio doppio.

Sono invece sconsigliati gli sport di salto e di velocità come l’agility: non è la sua struttura, e le sollecitazioni non gli fanno bene.

Un’ultima nota, stagionale ma importante in Italia: con un mantello doppio e settanta chili addosso, il Leonberger soffre il caldo. D’estate si esce all’alba e alla sera, e l’acqua, oltre che un’attività, diventa la soluzione più semplice.