Kishu

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Kishu in breve

Il Kishu (o Kishu Ken) è uno dei sei cani nativi giapponesi: uno Spitz da caccia di taglia media, 52 centimetri i maschi e 46 le femmine, con doppio pelo, orecchie erette e coda arrotolata sul dorso. I colori sono bianco, rosso e sesamo, e oggi il bianco domina. Nato per la caccia al cinghiale sulle montagne di Wakayama e Mie, è monumento naturale del Giappone dal 1934.

TagliaMedia: 52 cm i maschi e 46 cm le femmine, con 3 cm di tolleranza
Altezza al garrese52 cm i maschi, 46 cm le femmine
PesoLo standard non lo indica: in genere fra 14 e 25 kg
Vita media11-13 anni (stima: non esistono studi di razza)
MantoDoppio: pelo di copertura duro e diritto, sottopelo soffice e fitto
ColoriBianco, rosso e sesamo: oggi il bianco e il più diffuso
Livello di energiaAlto: e un cane da caccia al cinghiale
Adatto aChi ha esperienza di cani primitivi e vive fuori città

Che cane è il Kishu

Kishu bianco in piedi in stand a una esposizione

È un cane da caccia di montagna giapponese, usato ancora oggi sul cinghiale nella regione da cui prende il nome. Lo standard lo classifica come cane da caccia e da compagnia e lo descrive compatto, di costituzione robusta, con buona ossatura.

Lo riconoscete dal mantello quasi sempre bianco, dagli occhi piccoli, quasi triangolari e dalla coda vigorosamente arrotolata sul dorso.

Cosa chiede: almeno due ore al giorno fra gambe e naso, una casa fuori città con recinzione seria, la longhina nei posti aperti e una socializzazione fatta bene da cucciolo.

Cosa non è: un cane per chi è al primo cane, e non è un cane da obbedienza automatica. È riservato con gli estranei, silenzioso (abbaia poco) e legatissimo alla sua famiglia.

In Italia è quasi introvabile: tre cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e nessun affisso. Chi lo vuole, lo importa.

Storia ed origine del Kishu

Cucciolo di Kishu bianco che corre sulla sabbia

Il Kishu discende dai cani di media taglia che esistevano in Giappone fin dai tempi antichi e si è formato nelle regioni montuose di Kishu (prefettura di Wakayama e di Mie), sulla penisola di Kii. Il nome è quello della regione.

Il mestiere era ed è la caccia: questi cani servono al giorno d’oggi soprattutto per la caccia al cinghiale, ma un tempo cacciavano anche il cervo. Nel 1934 la razza è stata dichiarata monumento naturale del Giappone.

Il passaggio più interessante riguarda i colori, e lo standard lo racconta con le date: in origine il mantello presentava spesso pezzature vistose e striature; dal 1934 furono ammessi solo i mantelli monocolori, in modo che dal 1945 queste macchie disparvero per sempre. Oggi il Kishu è quasi sempre bianco.

In Italia è una delle razze più rare in assoluto: tre cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e nessun affisso.

Carattere e descrizione del Kishu

Kishu sesamo in corsa nel sottobosco

È un cane di taglia media con misure precise: 52 centimetri i maschi e 46 le femmine, con tre di tolleranza, proporzioni 10:11 e un peso che lo standard non indica e che in pratica sta fra i 14 e i 25 chili. È uno dei sei cani nativi giapponesi e il meno conosciuto fuori dal Giappone, uno Spitz da caccia costruito per il cinghiale.

I colori ammessi sono tre, bianco, rosso e sesamo, quest’ultimo definito dallo standard pelo rosso fulvo con le punte nere. Ma c’è una storia dietro: fino al 1934 i colori erano molti di più, poi la selezione ha privilegiato il bianco, e oggi la stragrande maggioranza dei Kishu è bianca. La pagina la racconta per intero. C’è la testa, con il cranio ad ampia fronte e la leggera sutura metopica, il solco che sale in mezzo alla fronte. E c’è una cosa che sorprende: lo standard del Kishu non ha la voce dedicata al carattere, una delle rarissime eccezioni fra i documenti FCI. La pagina ricostruisce il temperamento da chi lo alleva e da chi ci caccia, dicendo chiaramente cosa è documentato e cosa no. C’è la salute, con una stima di 11-13 anni. E c’è a chi è adatto, che con un primitivo da caccia è una lista corta.

Addestramento ed educazione del Kishu

Kishu bianco che corre nella neve alta

È un cane primitivo e indipendente: impara benissimo ma valuta ogni richiesta. Il metodo è solo il rinforzo positivo, perché i cani giapponesi alle maniere dure si chiudono e non tornano indietro facilmente. Le priorità dei primi mesi sono due, e la pagina le tratta una per una. La prima è la socializzazione: il Kishu è riservato per natura, e i mesi fra le otto settimane e i sei mesi decidono che adulto sarà.

La seconda è il richiamo, ed è il capitolo che decide dove potrai andare insieme. Questo è un cane da cinghiale: l’istinto predatorio non è un difetto da correggere, è la ragione per cui esiste la razza. Nella pagina trovi come si costruisce un richiamo solido sapendo che non sarà mai infallibile, e perché il guinzaglio lungo resta un alleato per anni. C’è quanto movimento serve, e non è poco: almeno due ore al giorno fra corpo e testa, con un’uscita lunga a settimana in un posto ampio. C’è il capitolo sugli errori tipici, e il primo è prenderlo perché somiglia a uno Shiba grande. Non lo è: è un cane da caccia alla grossa selvaggina, non un cane da città. Ci sono le indicazioni sulla convivenza con altri animali, che con un predatore vero vanno prese sul serio. E c’è la parte su cosa aspettarsi a ogni età, perché questi cani maturano tardi. Se hai esperienza di primitivi, ti troverai bene. Se è il tuo primo cane, la pagina ti spiega perché conviene aspettare.

Allevamento del Kishu

Kishu dal mantello sesamo in piedi di profilo su un prato

Va detto subito: in Italia il Kishu non si alleva. Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto tre cuccioli in tutto, uno nel 2015, uno nel 2019 e uno nel 2024, e non esiste nessun affisso per la razza.

Praticamente tutta la popolazione mondiale vive in Giappone, dove il Kishu è ancora usato sul cinghiale. Fuori dal Giappone esistono pochi allevamenti fra Europa e Stati Uniti, quasi sempre di appassionati dei cani giapponesi.

Chi lo vuole deve mettere in conto una importazione: microchip, passaporto, antirabbica, tempi lunghi e, se il cane arriva dal Giappone, un intermediario serio. Un cucciolo con pedigree sta fra i 1.500 e i 2.500 euro, più le spese di viaggio.

Le domande sanitarie sono quelle delle razze giapponesi native: anche, rotule e visita oculistica dei riproduttori. E una domanda in più sulla gestione della consanguineità, che in una popolazione così piccola è il vero lavoro di chi alleva.

Alimentazione

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Attività di un Kishu

icona Dog trekking attività cinofila

Dog Trekking

icona Mantrailing attività cinofila

Mantrailing

icona Nose Work attività cinofila

Nose Work

icona Pista di sangue attività cinofila

Pista di Sangue

Icona attività sportiva per cani Canicross dogsetera

Canicross