Grand Griffon Vendéen
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Grand Griffon Vendéen in breve
Il Grand Griffon Vendéen è il capostipite delle quattro razze vandeane: un segugio francese da grossa selvaggina, 62-68 cm nei maschi, con il pelo lungo e duro, i mustacchi e le orecchie attaccate basse. Caccia cervo, capriolo, cinghiale e volpe, in muta o da solo come limier. Lo standard lo descrive docile, ma volitivo e appassionato, con naso fine, bella voce e bisogno di grandi territori. In Italia ne sono nati 54 in dieci anni.
Che cane è il Grand Griffon Vendéen

È un segugio francese di grande taglia, gruppo 6 sezione 1.1, riconosciuto con prova di lavoro. Lo standard lo definisce una razza molto antica e ne elenca gli antenati per nome, a partire dal Greffier, il cane bianco del re del Cinquecento.
Lo riconoscete dal pelo duro e ispido, dai mustacchi, dalle sopracciglia folte e dalle orecchie lunghe e strette attaccate sotto il livello dell’occhio, che devono superare la punta del tartufo.
Quanto è grande: 62-68 cm i maschi, 60-65 le femmine, per trenta-trentacinque chili.
Cosa chiede: almeno due ore al giorno di attività con una parte olfattiva, un recinto serio e – se possibile – un lavoro. Lo standard è brutale su questo punto: questo cane ha bisogno di grandi territori.
Cosa lo rende speciale: fa due mestieri. In muta caccia la grossa selvaggina, e da solo può fare il limier, cioè il cane che all’alba cerca al guinzaglio la traccia notturna. Per quello serve un naso di prima categoria.
Il carattere in una riga, con le parole dello standard: docile, ma volitivo e appassionato, ha bisogno di essere tenuto bene in mano.
Da sapere prima: la voce è profonda e sonora, e per lo standard è un pregio. In Italia la razza esiste, ma è cosa da cacciatori: 54 cuccioli in dieci anni e un solo allevamento con affisso.
Storia ed origine del Grand Griffon Vendéen

Lo standard del Grand Griffon Vendéen è uno dei pochi che elenca gli antenati per nome, e sono nomi che portano lontano: il Greffier, cioè il cane bianco del re dell’inizio del Cinquecento, il Griffon Fauve de Bretagne, il chien gris de Saint-Louis e il Griffon de Bresse, discendente di antenati segusiani.
Il dettaglio più curioso è che il vandeano delle origini era a pelo corto: il pelo duro che oggi definisce tutta la famiglia è arrivato dalla Bretagna, e serviva a una cosa precisa, entrare nei roveti senza farsi a pezzi.
Il Club du Griffon Vendéen nasce nel 1907 con Paul Dezamy, che scrive il primo standard. Poi la Seconda guerra mondiale porta la razza a un passo dall’estinzione, e a ricostruirla è Hubert Dezamy: nel 1969 il club pubblica un nuovo standard.
Nella pagina dedicata si spiega anche che cos’è un limier – il cane che all’alba cerca la traccia notturna al guinzaglio, un uso che lo standard cita esplicitamente – e ci sono i numeri italiani: 54 cuccioli in dieci anni, con il picco di 15 nel 2021, e un solo affisso, in Calabria.
Carattere e descrizione del Grand Griffon Vendéen

Il Grand Griffon Vendéen è un segugio francese di grande taglia: 62-68 cm i maschi, 60-65 le femmine, per trenta-trentacinque chili. Lo standard lo definisce una razza molto antica, di tipo francese, recettiva e determinata, robusta senza pesantezza.
La testa è quella che lo rende inconfondibile: cranio ben cupolato, labbra pendule con i mustacchi, sopracciglia ben pronunciate che però non devono coprire l’occhio, e orecchie strette, pelose, attaccate basse sotto il livello dell’occhio, così lunghe da superare la punta del tartufo.
Il pelo è lungo senza esagerazione, duro, con il sottopelo denso, e i colori sono molti: bianco e nero, nero focato, bianco e arancio, tricolore e le varianti di fulvo carbonato. I nomi tradizionali che lo standard riporta sono meravigliosi: colore lepre, colore lupo, colore tasso, colore cinghiale.
Sul carattere lo standard è esplicito e utilissimo: naso fine, bella voce, assiduo sulla traccia, non rifiuta la macchia spinosa, ha bisogno di grandi territori, e poi docile, ma volitivo e appassionato, va tenuto bene in mano. Nella pagina dedicata trovi anche la salute, la famiglia vandeana al completo e a chi è adatto.
Addestramento ed educazione del Grand Griffon Vendéen

L’istruzione per l’uso di questa razza è nello standard: docile, ma volitivo e appassionato, ha bisogno di essere tenuto bene in mano. Con le persone è gentile, sulla traccia decide lui, e chiede un conduttore presente e coerente più che severo.
Il movimento è la voce più impegnativa: lo standard dice che ha bisogno di grandi territori, e in pratica significa almeno due ore al giorno con una parte importante di lavoro olfattivo. Un segugio non si stanca al piede, si stanca cercando: un’ora di ricerca vale tre di marciapiede.
Il richiamo è il problema numero uno, perché un cane assiduo sulla traccia con il naso pieno di cinghiale non vi sente. Si costruisce prima, in condizioni facili, e fuori si usa la longhina da cinque o dieci metri.
Nella pagina dedicata trovi anche come si convive con la voce di un segugio – che nello standard è un pregio, in condominio un problema – e i sei errori più comuni, dal confondere docile con obbediente al prenderlo perché ha una bella faccia.
Allevamento del Grand Griffon Vendéen

Questa è una delle poche razze francesi da muta che in Italia esista: le API dell’ENCI registrano 54 cuccioli fra il 2015 e il 2024, con il picco di 15 nel 2021 e 13 nel 2022, e un solo affisso, in provincia di Cosenza, che alleva anche il Gascon Saintongeois.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree, quando c’è una cucciolata, sta indicativamente fra i 700 e i 1.200 euro. In Francia, che resta il paese della razza, nel 2024 sono stati iscritti 82 cuccioli: pochi anche là.
Le domande da fare sono quelle di ogni razza da lavoro: cosa cacciano i genitori, come sono di carattere – lo standard mette il soggetto timido fra i difetti – e come sono tenuti i cani. Sui test non c’è nulla di obbligatorio, ma la radiografia dell’anca su un cane da lavoro di 30 chili è un controllo sensato.
Nella pagina dedicata trovi la tabella completa dei costi – compresa la voce che tutti dimenticano, la toelettatura di un pelo duro – e i sette controlli da fare in una cucciolata: orecchie, pelo, piedi, coda, colore, comportamento e come è tenuto il canile.


