Grand Basset Griffon Vendéen
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Grand Basset Griffon Vendéen in breve
Il Grand Basset Griffon Vendéen è un segugio francese a gambe corte e pelo duro, nato in Vandea per cacciare la lepre: 40-44 centimetri nei maschi e 39-43 nelle femmine, con una tolleranza di un centimetro. Testa con sopraccigli folti e baffi, orecchie lunghe, colori in quasi tutte le combinazioni di bianco, nero, fulvo e sabbia. Carattere veloce, ben dotato di voce, appassionato cacciatore e un po’ ostinato. Vive oltre 10 anni.
Che cane è il Grand Basset Griffon Vendéen

È un segugio, non un cane da compagnia con la faccia buffa. Lo standard lo presenta così: il perfetto ausiliario di chi caccia col fucile su terreni di media vastità. È il più veloce di tutti i segugi bassetti, tenace, coraggioso, un po’ testardo.
Lo riconosci dal pelo duro e dalla faccia: sopraccigli folti, baffi sotto le labbra cadenti e orecchie lunghe che, tirate in avanti, devono superare la punta del naso. Il corpo è allungato, le gambe corte ma diritte.
Il carattere è quello di un cane da muta: allegro, socievole, per niente aggressivo, che con i bambini e con gli altri cani sta bene. Con due avvertenze scritte nello standard: ben dotato di voce (abbaia, e forte) e un po’ ostinato (quando trova una pista, vi saluta).
Cosa chiede: più di due ore al giorno di movimento, un giardino recintato e lavoro di naso. Cosa non fa: la guardia, e il richiamo perfetto in mezzo alla campagna.
In Italia non si trova: tre cuccioli iscritti all’ENCI in tutto e nessun affisso. Chi lo cerca va in Francia.
Storia ed origine del Grand Basset Griffon Vendéen

La Vandea ha prodotto quattro segugi a pelo duro, e il Grand Basset è quello nato per la lepre. Lo standard dice che deriva, come tutti i bassetti, da cani di taglia superiore, nel suo caso dal Grand Griffon.
La prima selezione è di fine Ottocento ed è del conte d’Elva, che cercava cani con le gambe diritte. Ma fu Paul Dezamy a fissare il tipo: capì che per inseguire la lepre servivano cani di una certa taglia e la fissò a circa 43 centimetri. È il numero da cui nascono i 40-44 centimetri dello standard di oggi.
Lo standard si concede anche un vanto: una muta di Grand Basset ha vinto la quinta edizione della Coppa Europa su lepre. Fuori dalla Francia la razza è arrivata tardi: l’American Kennel Club l’ha riconosciuta pienamente solo a gennaio 2018, dopo quasi quindici anni di percorso. In Italia non è mai arrivata: tre cuccioli iscritti in tutto e nessun affisso.
Carattere e descrizione del Grand Basset Griffon Vendéen

Misura 40-44 centimetri nei maschi e 39-43 nelle femmine, con una tolleranza di un centimetro, ed è il più alto dei bassetti. La costruzione è leggermente allungata, con gli anteriori diritti e il dorso lungo, largo e decisamente diritto. Lo standard avverte: non deve sembrare un piccolo Briquet.
La testa ha sopraccigli folti, baffi, occhi ovali e scuri con un’espressione amichevole e intelligente, e orecchie che devono poter superare la punta del tartufo. Il pelo è duro, mai serico né lanoso; i colori sono quasi tutte le combinazioni di bianco, nero, fulvo e sabbia, con i nomi tradizionali pelo di lepre, di lupo, di tasso e di cinghiale. Vietato il monocolore nero o bianco.
Il carattere, con le parole dello standard: veloce, ben dotato di voce, appassionato cacciatore; coraggioso, ama i roveti e i cespugli, e un po’ ostinato. Nella pagina trovi anche il confronto fra le quattro razze vandeane e la salute, dove c’è un dato recente: uno studio del 2025 spiega perché ogni tanto nasce un soggetto alto di gambe.
Addestramento ed educazione del Grand Basset Griffon Vendéen

Lo standard del 1999 scrive che il suo addestramento richiede volontà e anche punizioni, per le quali non terrà rancore. È una frase datata, e la pagina la cita apposta perché è meglio conoscerla: la parte da tenere è l’altra, cioè che va abituato a obbedire fin dalla prima età. Le punizioni, oggi, le lasciamo dove sono.
Quello che funziona è il rinforzo positivo con premi di valore alto, perché è un segugio ostinato e motivato dal naso. Ci sono i tre temi tecnici, sempre gli stessi per tutti i segugi: il richiamo, il naso e la voce. La pagina spiega come lavorarci e dove si può realisticamente lasciarlo libero. C’è quanto movimento serve, e il Royal Kennel Club lo mette nero su bianco: più di due ore al giorno, che non sono due ore di guinzaglio corto ma di terreno vario e di naso. Ci sono le attività alternative alla caccia. C’è la gestione del pelo rude, che chiede poco ma con costanza. Ci sono le priorità dei primi mesi, con la condotta in cima perché un bassotto da venti chili che tira si fa sentire. Ci sono gli errori tipici. E c’è la parte sulla vita in famiglia, dove è allegro e poco conflittuale. Se ti piacciono i vandeani, qui trovi il manuale.
Allevamento del Grand Basset Griffon Vendéen

In Italia il Grand Basset Griffon Vendéen praticamente non esiste: i registri ENCI segnano tre cuccioli in tutto (uno nel 2018 e due nel 2021) e nessun affisso attivo. Non è un modo di dire: è quello che dicono i numeri ufficiali.
Chi lo vuole guarda quindi all’estero, e in primo luogo alla Francia, dove la razza è viva e si caccia; poi a Regno Unito, Paesi Bassi e Scandinavia. Significa lista d’attesa, un viaggio, il passaporto europeo, la vaccinazione antirabbica e i ventuno giorni di attesa previsti per portare un cane da un altro paese UE.
Sui prezzi non diamo cifre italiane, perché una forbice italiana non esiste. Quello che si può dire è cosa chiedere: lastre delle anche e visita oculistica dei genitori, attenzione alla diversità genetica (in una razza con pochi soggetti conta più di ogni singolo test) e nessuna confusione con il Petit, che è un’altra razza con un altro standard e altri test.


