Carattere e descrizione del Fox Terrier a Pelo Ruvido
Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Fox Terrier a Pelo Ruvido è il cane con la barba e le sopracciglia che tutti hanno visto almeno una volta: è il Milou di Tintin, è l’Asta dei film americani degli anni Trenta ed è la razza che ha vinto più Best in Show di tutte al Westminster. Sotto il pelo, però, resta un terrier da tana di otto chili con il motore sempre acceso.
In questa pagina: le misure vere, la testa e quella barba che lo standard descrive con precisione, come funziona lo strippaggio (e perché non si tosa mai), i colori ammessi, il carattere, il confronto con il fratello a pelo liscio e la salute.
Sommario
Il Fox Terrier a Pelo Ruvido in breve
Il Fox Terrier a Pelo Ruvido è un terrier britannico nato per stanare la volpe: non supera i 39 centimetri e il peso ideale è di 8,25 chili. Lo standard lo vuole quadrato, con l’altezza al garrese quasi uguale alla lunghezza del corpo, e in stazione lo paragona a un cavallo da caccia. Pelo denso e molto duro, da 2 a 4 centimetri, con sottopelo, e bianco predominante. Carattere sveglio, veloce in azione, sempre sul chi vive. Vive 13-15 anni.
Quanto è grande un Fox Terrier a Pelo Ruvido

L’altezza non deve superare i 39 centimetri nei maschi, le femmine stanno un po’ sotto, e il peso ideale indicato dallo standard è di 8,25 chili in condizioni da esposizione. Otto chili scarsi, quindi, ma distribuiti in un cane che di suo sembra molto più grande.
Il segreto delle proporzioni sta in una riga: l’altezza al garrese deve essere quasi uguale alla lunghezza del corpo, misurata dalla punta della spalla alla natica. È un cane quadrato, non allungato, ed è questa la differenza a colpo d’occhio con i terrier da tana bassi e lunghi.
L’immagine che usa lo standard è la stessa del fratello a pelo liscio, ed è indimenticabile: ossatura e forza concentrate in un piccolo volume, mai goffo o grossolano; in stazione somiglia a un cavallo da caccia, che copre molto terreno.
Il dorso è corto, diritto e forte; il collo è pulito e muscoloso e lo standard gli chiede perfino una curva elegante se visto di lato; la coda è attaccata alta e portata diritta, mai arrotolata sul dorso.
Sui posteriori c’è una frase che vale come avvertimento: la combinazione di una gamba corta con il ginocchio diritto è altamente indesiderabile. Un fox terrier deve galoppare dietro ai cavalli, non trotterellare.
La testa, gli occhi e le orecchie del Fox Terrier a Pelo Ruvido

Il cranio è piuttosto piatto e si restringe verso gli occhi, lo stop è leggero e fra cranio e muso c’è solo una piccola differenza in lunghezza: se il muso fosse più corto, dice lo standard, la testa apparirebbe debole e non finita.
Le guance non devono essere piene e dal contorno rotondo, e c’è un dettaglio che sorprende chi si aspetta un terrier tutto muscoli: le mascelle con ossatura o muscolatura troppo sviluppate sono sgradevoli e indesiderabili. Qui si cerca eleganza, non potenza da combattimento.
Gli occhi hanno la descrizione più bella dello standard: scuri, moderatamente piccoli, il più possibile circolari e pieni di fuoco ed intelligenza. Gli occhi chiari sono altamente indesiderabili, perché cambiano completamente l’espressione.
Le orecchie sono piccole, a V, di medio spessore, e ricadono in avanti aderendo alle guance; la piega deve stare ben sopra il livello del cranio. Le orecchie rialzate, a tulipano o a rosa, sono altamente indesiderabili: sono difetti frequenti e si vedono subito.
Il tartufo è nero, sempre, e la barba completa il quadro: è quella che dà alla testa la forma squadrata che tutti riconoscono.
Il pelo del Fox Terrier a Pelo Ruvido e lo strippaggio

Il mantello è la ragione per cui questa razza esiste come razza separata, e lo standard lo descrive al millimetro: pelo denso e molto duro, lungo circa 2 centimetri sulle spalle e 4 centimetri su garrese, dorso, costole e posteriore, con un sottopelo corto e più morbido.
Due dettagli che raccontano quanto sia specifico: il pelo è più duro sul dorso e sul posteriore che ai lati del corpo, e quello sulle mascelle è crespo e abbastanza lungo per dare un aspetto di forza al muso. La barba, insomma, è prevista dal regolamento.
Ed è qui che arriva la parola che chi prende questa razza deve conoscere prima di firmare: strippaggio. Il pelo duro non cade da solo come quello degli altri cani: quando è maturo va sfilato a mano (o con un pettine apposta), ciocca per ciocca, tre o quattro volte l’anno. Sotto, intanto, ricresce il pelo nuovo.
La tosatura con la macchinetta è la scorciatoia che rovina il cane. Taglia il pelo invece di sfilarlo, e dopo qualche giro il mantello diventa morbido, lanoso e sbiadito: nella foto qui accanto il cane a sinistra è stato rasato, quello a destra no, e la differenza si vede tutta. È una scelta che non si torna indietro in fretta.
La buona notizia: un fox terrier strippato con regolarità perde pochissimo pelo in casa, molto meno del cugino a pelo liscio. Fra una seduta e l’altra basta un pettine una volta a settimana su barba, sopracciglia e culotte, che sono le zone dove si formano i nodi.
Lo strippaggio si può imparare a fare in casa: molti proprietari lo fanno da soli, ci vogliono un pettine da stripping, qualche ora e un video fatto bene. Dal toelettatore, in Italia, si sta indicativamente fra i 50 e gli 80 euro a seduta.
I colori del Fox Terrier a Pelo Ruvido

La regola è la stessa del pelo liscio: il bianco deve predominare. Sopra il bianco sono ammesse macchie nere, nere e fulve oppure focate.
Il disegno più frequente è il tricolore: sella nera sul dorso, testa e orecchie focate, tutto il resto bianco. Seguono il bianco e nero e il bianco e focato, con sfumature che vanno dal fulvo chiaro al rosso caldo.
Lo standard elenca invece quattro colori non desiderabili, ed è un elenco preciso: tigrato, rosso, fegato e blu ardesia. Sono tinte che tradiscono incroci vecchi con altre razze.
C’è poi una cosa che tutti gli allevatori sanno e che i cuccioli fanno puntualmente: il colore cambia. Il nero da cucciolo si allarga o si ritira, le focature si scuriscono, e dopo il primo strippaggio la sella può sembrare un’altra. Il cane definitivo si vede verso l’anno.
Il carattere del Fox Terrier a Pelo Ruvido

Lo standard è quasi identico a quello del pelo liscio, con un’aggiunta che dice tutto: sveglio, veloce in azione, d’espressione acuta, sempre sul chi vive alla minima provocazione. Amichevole, socievole e senza paura.
Alla minima provocazione è la parte da leggere due volte. Non serve un evento: basta un rumore in cortile, un cane che passa, una busta della spesa che cade. Questo è un cane che reagisce sempre, e chi lo prende deve saperlo in anticipo, perché non è un difetto da correggere: è la razza.
Senza paura è l’altra metà. Un terrier che entrava da solo in una tana buia per affrontare una volpe non è costruito per tirarsi indietro, e questo si vede al guinzaglio davanti a cani tre volte più grandi. Nei maschi adulti la convivenza con altri maschi va gestita, non data per scontata.
Amichevole e socievole vale invece con le persone, ed è la parte che lo ha reso famoso: è un cane allegro, buffo, teatrale, che sta al gioco. Non per niente Hollywood lo ha scelto come cane comico per eccellenza: l’Asta dei film The Thin Man era un fox terrier a pelo ruvido.
In casa è affettuoso e vuole stare dove stai tu. Con i bambini gioca volentieri, purché siano grandi abbastanza da non trattarlo come un peluche. Con gatti, conigli e criceti, invece, la fiducia non è mai completa: l’istinto di inseguimento è integro.
E poi c’è l’abbaio, che è generoso, e la voglia di scavare, che è una vocazione. Un fox terrier che si annoia diventa un problema per il vicinato: la noia, in questa razza, non è mai innocua.
Fox Terrier a pelo ruvido o a pelo liscio: quale scegliere
Fino a metà degli anni Ottanta del Novecento erano due varietà della stessa razza, e ancora oggi condividono taglia, costruzione, storia e temperamento. La FCI però ha due standard distinti, il 169 per il ruvido e il 12 per il liscio, e la differenza pratica è tutta nel mantello.
Il ruvido va strippato tre o quattro volte l’anno, in casa o dal toelettatore, e in cambio perde pochissimo pelo. Il liscio non chiede toelettatura, cinque minuti a settimana con un guanto di gomma, ma perde pelo tutto l’anno e quei peli corti e rigidi si conficcano nei tessuti. Non esiste la versione senza manutenzione: cambia solo dove la paghi.
L’altra differenza è il sottopelo, che il ruvido ha e il liscio no: sotto zero il ruvido è più attrezzato, mentre al liscio serve il cappottino.
Sul carattere le differenze sono minime e più aneddotiche che documentate. L’unico appiglio oggettivo sta negli standard: quello del ruvido aggiunge alla minima provocazione dopo sempre sul chi vive. Tre parole che molti proprietari confermano.
Sulla disponibilità, infine, i numeri parlano chiaro: in Italia, in dieci anni, 1.287 ruvidi contro 613 lisci, e diciassette affissi contro dieci. Se non hai preferenze estetiche, il ruvido si trova prima.
Rispetto ad altri terrier con lo stesso tipo di pelo, come l’Airedale Terrier o lo Schnauzer Nano, il fox terrier resta il più reattivo dei tre: più veloce ad accendersi e più difficile da spegnere.
Quanto vive un Fox Terrier a Pelo Ruvido e di cosa si ammala
Vive 13-15 anni ed è un cane tosto, di quelli che invecchiano tardi. Ha però un problema ereditario che va conosciuto prima di comprare un cucciolo, e per fortuna ha il test del DNA.
È la lussazione primaria del cristallino, la PLL: le fibre che tengono in sede il cristallino degenerano, il cristallino si sposta e, se non si interviene rapidamente, provoca glaucoma e cecità. È recessiva, dipende dal gene ADAMTS17 ed è il motivo per cui entrambi i genitori devono essere testati: due portatori sani possono produrre cuccioli malati.
L’altro tema, meno noto ma reale, è l’epilessia idiopatica: crisi convulsive senza una causa individuabile, che in questa razza compaiono con una frequenza superiore alla media. Non esiste un test, si controlla solo chiedendo all’allevatore se in quella linea di sangue ci sono stati casi.
Poi ci sono i classici dei terrier piccoli: la lussazione della rotula, la malattia di Legg-Calvé-Perthes nei cani giovani e la sordità congenita legata al mantello bianco, che si verifica con il test BAER sui cuccioli.
Da adulto i due punti deboli sono occhi e pelle: la cataratta e la dermatite atopica, che in questa razza si vede spesso e che va gestita con il veterinario invece che con i rimedi improvvisati. Negli anziani vanno tenuti d’occhio i noduli cutanei: i mastocitomi non sono rari.
A chi è adatto il Fox Terrier a Pelo Ruvido

È adatto a chi vuole un cane piccolo ma non delicato: sta in un appartamento, viene ovunque con te, non ha bisogno di chilometri quadrati, ma ha la testa e il fegato di un cane da lavoro. E a chi accetta l’idea di occuparsi del pelo tre o quattro volte l’anno.
Funziona in famiglia, con bambini abbastanza grandi, e funziona con chi fa sport o cammina molto. È un cane divertente: fa ridere, si mette in mezzo, partecipa a tutto. Chi ha avuto un fox terrier lo racconta sempre come un personaggio, non come un cane.
Non è adatto a chi vuole silenzio: abbaia, e abbaia volentieri. Non è adatto a chi ha animali piccoli in casa. Non è adatto a chi ha un giardino con la rete scollata da terra, perché scava e passa. E non è adatto a chi pensa di risolvere la toelettatura con una macchinetta.
Va detta una cosa anche sulle ore: un fox terrier lasciato solo dieci ore al giorno diventa un cane che abbaia, distrugge e si frustra. Non è una razza da vita d’ufficio, a meno di organizzarsi sul serio.
Chi invece ha tempo, senso dell’umorismo e voglia di un compagno sveglio si porta a casa quindici anni di cane che non si annoia mai. E che, quando finalmente si spegne sul divano, dorme come nella foto qui accanto.




