Allevamento del Fox Terrier a Pelo Ruvido
Quanto costa un cucciolo, i test da pretendere e i numeri italiani
In Italia il Fox Terrier a Pelo Ruvido è il più diffuso dei due fox terrier, ma resta una razza di nicchia in calo: 1.287 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e diciassette affissi attivi.
In questa pagina: quanto costa un cucciolo (compresa la voce che il pelo liscio non ha), quale test del DNA devono avere i genitori e quali domande fare a un allevatore.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Fox Terrier a Pelo Ruvido

Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra gli 800 e i 1.500 euro, e si sale verso i 2.000 per le cucciolate da genitori titolati o importati. La forbice è la stessa del pelo liscio.
Nel prezzo di un allevatore serio ci sono il test della PLL sui riproduttori, la prima vaccinazione, il microchip, le sverminazioni, l’iscrizione al libro genealogico e due mesi di cucciolata cresciuta in casa. Un cucciolo da trecento euro, in una razza con una malattia oculare ereditaria nota, è un risparmio che si paga altrove.
Il primo anno costa altri 400-600 euro fra richiami, sterilizzazione, antiparassitari e attrezzatura, e il mantenimento poi si assesta sui 50-80 euro al mese.
La voce che distingue questa razza dal cugino a pelo liscio è lo strippaggio: dal toelettatore si sta indicativamente fra i 50 e gli 80 euro a seduta, tre o quattro volte l’anno, quindi fra i 150 e i 320 euro l’anno. Chi impara a farlo in casa spende una volta sola il costo di un pettine.
L’ultima spesa è quella che nessuno mette in preventivo: la recinzione. Un fox terrier scava sotto le reti e valuta ogni cancello come un problema da risolvere. Meglio sistemarla prima che arrivi il cucciolo.
I test da pretendere e le domande da fare
Il test non negoziabile è quello del DNA per la PLL, la lussazione primaria del cristallino, sul gene ADAMTS17, e va chiesto per entrambi i genitori. È una malattia recessiva: due portatori sani accoppiati fra loro possono dare cuccioli che perderanno la vista.
Come si leggono i risultati: libero vuol dire nessuna copia della mutazione, portatore una copia (cane sano), affetto due copie. Un portatore accoppiato con un libero dà cuccioli che non si ammaleranno, quindi i portatori non si escludono dalla riproduzione: si accoppiano con criterio. Quello che non si fa mai è portatore per portatore.
Poi ci sono le domande che non hanno un certificato. La prima riguarda l’epilessia: in questa razza compare più spesso della media e non esiste un test, quindi l’unica informazione utile è sapere se in quella linea ci sono stati casi. Un allevatore preparato risponde; uno che si offende ti ha già risposto.
Vanno chiesti anche la valutazione ortopedica delle rotule dei genitori e, nei cuccioli molto bianchi, il test BAER per la sordità congenita, che si fa da piccolissimi ed è rapido.
Sul resto valgono le regole di sempre: vedere la madre con i cuccioli (lo standard esclude i cani aggressivi e quelli eccessivamente timidi, quindi una madre che ringhia o che si nasconde è un segnale), cuccioli cresciuti in casa, consegna non prima dei 60 giorni con microchip e pedigree. E una domanda specifica di questa razza: chiedere se il cucciolo è già stato messo sul tavolo da toelettatura, perché un allevatore che ci pensa dall’inizio ti risparmia anni di lotte.
Il Fox Terrier a Pelo Ruvido in Italia: i numeri dell’ENCI
Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 1.287 cuccioli di Fox Terrier a Pelo Ruvido: 189 nel 2015, poi 149, 122, 118, 108, 116, 134, il rimbalzo di 169 nel 2022, e infine 101 e 81 negli ultimi due anni.
La direzione è chiara: in dieci anni la razza si è più che dimezzata. È il destino comune di molti terrier britannici in Italia, e conviene dirlo, perché significa che una cucciolata si aspetta e da muoversi per tempo.
Gli affissi attivi sono diciassette, ed è una delle poche razze di nicchia con una copertura nazionale: tre in Emilia Romagna, due in Campania, due nel Lazio, due in Lombardia, due in Puglia, due in Toscana, più Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte e Sardegna.
Il confronto in famiglia: il Fox Terrier a Pelo Liscio, nello stesso decennio, si è fermato a 613 cuccioli e dieci affissi. Chi non ha una preferenza estetica netta trova prima un ruvido.
Il consiglio pratico è quello di sempre, e in una razza con questi numeri vale doppio: visitare più di un allevamento, guardare i genitori, chiedere il test della PLL e non avere fretta. Un cane che vivrà quindici anni merita qualche mese di attesa.

