Dogue de Bordeaux

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Dogue de Bordeaux in breve

Il Dogue de Bordeaux, o mastino di Bordeaux, è un molosso francese da guardia: 60-68 centimetri nei maschi e 58-66 nelle femmine, per un peso di almeno 50 chili. Colore unico, fulvo monocolore, con maschera nera, marrone o assente. Lo standard lo descrive calmo, equilibrato, dalla soglia di reazione molto alta, e con la testa più grande della cinofilia in proporzione al corpo. Vive 8-11 anni.

TagliaGigante
Altezza al garreseMaschi 60-68 cm, femmine 58-66
PesoMaschi almeno 50 kg, femmine almeno 45: e un minimo, non un massimo
Vita media8-11 anni
MantoPelo corto e fine: nessuna toelettatura
ColoriSolo fulvo monocolore, dal mogano all’isabella
Livello di energiaBassa: e un cane calmo che dorme molto
Adatto aChi ha spazio, esperienza coi molossi e mette in conto le spese veterinarie

Che cane è il Dogue de Bordeaux

Testa di Dogue de Bordeaux con la maschera nera

Il Dogue de Bordeaux è un cane che si riconosce dalla testa, e non è un modo di dire: lo standard chiede che l’altezza al garrese corrisponda più o meno al perimetro del cranio.

È un molosso pieno più che alto: 60-68 centimetri nei maschi ma almeno cinquanta chili, e quel almeno nello standard è un minimo. La testa è voluminosa, trapezoide, solcata da rughe simmetriche che lo standard descrive come mobili a seconda dell’attenzione del cane.

Il carattere è il motivo per cui questa razza piace così tanto a chi la conosce: assume la guardia con vigilanza e grande coraggio ma senza aggressività, è molto attaccato al padrone ed è calmo, equilibrato, dalla soglia di reazione molto alta. In casa dorme, si appoggia addosso e non chiede quasi niente.

Il colore è uno solo, il fulvo, in tutte le sue gamme dal mogano all’isabella, con tre possibili maschere: nera, marrone o assente. Non esistono Dogue neri o tigrati.

Lo standard contiene anche due righe che proteggono la salute della razza e da conoscere prima di guardare un cucciolo: l’ipertipo da bulldog, cioè il muso troppo corto, è un difetto grave, e lo è anche il respiro rauco.

Sulla vita media si legge ovunque il dato dei cinque anni e mezzo: nella pagina del carattere spieghiamo perché è un numero fragile, e perché la stima realistica è di otto-undici anni. Resta un cane che vive meno della media, e va saputo prima.

Storia ed origine del Dogue de Bordeaux

Cucciolo di Dogue de Bordeaux che corre su un prato

Lo standard lo definisce una delle razze francesi più antiche, probabilmente discendente dell’Alan Vautre, il molosso da presa medievale del quale Gaston Phébus, conte di Foix, scrisse nel Trecento che la sua presa era più forte di quella di tre levrieri. È una citazione che in cinofilia vale oro: una fonte con nome, titolo e secolo.

Nella pagina trovi la tabella delle tappe, dalla comparsa della parola dogue alla fine del Trecento fino al riconoscimento internazionale del Novecento. C’è una riga dello standard che dice moltissimo: alla metà dell’Ottocento questi mastini erano conosciuti quasi solo in Aquitania, cioè la razza per secoli non è uscita dalla sua regione. È il motivo per cui è arrivata tardi nei circuiti ufficiali. C’è il mestiere che faceva, dalla guardia alle fattorie al lavoro con il bestiame. C’è il passaggio dal cane di lavoro al cane da esposizione, con i cambiamenti che ha comportato nella testa e nella mole. E c’è il Dogue di oggi in Italia, con numeri netti: dagli 816 cuccioli del 2015 ai 199 del 2024, il 76% in meno in dieci anni. Se ti interessa un molossoide con radici documentate, questa è una delle storie meglio tracciabili. E spiega anche perché sia un cane così legato a un territorio preciso.

Carattere e descrizione del Dogue de Bordeaux

Ritratto di un Dogue de Bordeaux fulvo con la testa voluminosa e le rughe simmetriche

La descrizione dello standard è una delle più belle che si leggano: assume la guardia con vigilanza e grande coraggio ma senza aggressività, è molto attaccato al padrone e molto affettuoso con i bambini. È un molosso francese da guardia di 60-68 centimetri nei maschi, con un peso di almeno 50 chili, che nello standard è un minimo e non un massimo.

Ha la testa più grande della cinofilia, e su una razza così la tentazione di esagerare è forte: per questo lo standard mette due paletti precisi sul muso, che la pagina spiega perché contano per la salute del cane e non per l’estetica. C’è il colore, ed è uno solo: fulvo monocolore in tutte le gamme, dal mogano all’isabella. Non esistono Dogue neri o tigrati, e chi li vende vende altro. Ci sono le tre maschere ammesse, nera, marrone e assente, con le differenze illustrate. C’è il carattere raccontato per esteso, perché merita di essere letto tutto. C’è la salute, ed è il capitolo più duro: la vita media è di 8-11 anni, e le ragioni sono spiegate senza addolcire. C’è il pelo, corto e fine, che non chiede nessuna toelettatura. E c’è a chi è adatto questo cane, cioè a chi ha tempo, spazio e la lucidità di accettarne la brevità. Se ti piace, qui trovi il ritratto completo.

Addestramento ed educazione del Dogue de Bordeaux

Dogue de Bordeaux che corre e salta sulla neve

Vale la regola dei giganti, qui più che altrove: quello che non insegni a venti chili non lo correggi a cinquantacinque. Il carattere aiuta, perché è calmo e con una soglia di reazione alta, ma la mole non perdona gli errori di gestione. La pagina è costruita tutta sul tempismo dei primi diciotto mesi.

C’è la socializzazione, e c’è un capitolo specifico sui rapporti fra maschi, che in questa razza vanno seguiti con attenzione. Lo standard dice che il Dogue assume il compito di guardia con vigilanza e grande coraggio ma senza aggressività: quella frase è un obiettivo di selezione e anche un programma educativo. Ci sono le regole di casa da mettere subito, dalla condotta al guinzaglio al controllo sulle porte. Ci sono le attività, e la risposta è rassicurante per chi ha poco tempo: il Dogue ha un’energia bassa, gli bastano due o tre uscite tranquille al giorno, evitando il caldo e gli sforzi intensi. C’è la crescita, con le cautele su articolazioni e alimentazione. Ci sono gli errori tipici, dal lasciar correre le cose perché da cucciolo è goffo e simpatico al forzarlo a correre da giovane. C’è la gestione della bava e del caldo. Se aspetti un cucciolo, questa pagina ti prepara.

Allevamento del Dogue de Bordeaux

Dogue de Bordeaux presentato in stand sul ring di una esposizione internazionale

In Italia il Dogue de Bordeaux è in forte calo: 4.862 cuccioli registrati dall’ENCI in dieci anni, ma con una discesa dagli 816 del 2015 ai 199 del 2024. Gli allevamenti con affisso sono 29. Un cucciolo costa fra i 1.200 e i 2.000 euro, con pedigree, radiografie e cuore dei genitori controllato.

La prima domanda, su questa razza, riguarda proprio il cuore: i riproduttori hanno fatto una visita cardiologica con ecocardiografia? Nei molossoidi di questa mole la cardiopatia è un tema reale, e un allevatore serio non aspetta che sia tu a chiederlo. Poi vengono anca e gomito. Nella pagina ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno, che raccontano la fine di un periodo di grande popolarità. C’è il mantenimento, 180-280 euro al mese, perché un cane da cinquantacinque chili mangia molto e ogni cura costa in proporzione. C’è l’avvertimento sugli annunci senza pedigree. Ci sono le domande sul carattere dei genitori, che in questa razza vanno fatte guardando i cani, non le foto. E c’è la parte sulla vita media, che è breve e va messa in conto prima. Se vuoi un Dogue, questa pagina è il preventivo onesto.

Alimentazione

Per saperne di più sull’alimentazione del proprio cane consigliamo di visitare la pagina dedicata all’alimentazione, con le indicazioni valide per tutte le razze.

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Attività di un Dogue de Bordeaux

icona Dog trekking attività cinofila

Dog Trekking

icona Nose Work attività cinofila

Nose Work