Allevamento del Deutsch Stichelhaar
Due cuccioli in Italia, una quarantina all’anno in Germania: come si fa
In Italia il Deutsch Stichelhaar non è allevato: due cuccioli in tutto secondo il libro genealogico dell’ENCI e zero affissi. In Germania, che è il paese della razza, ne nascono circa quaranta all’anno.
In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, perché i cuccioli vanno ai cacciatori, quali carte chiedere e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Deutsch Stichelhaar
In Italia non c’è un listino, perché non ci sono cucciolate: le API dell’ENCI, sul codice di razza 232, restituiscono due cuccioli, uno nel 2015 e uno nel 2016, e nessun allevamento con affisso.
In Germania un cucciolo di Deutsch Stichelhaar costa indicativamente fra i 1.200 e i 1.800 euro, in linea con gli altri cani da ferma tedeschi con prove e controlli sanitari alle spalle. Non è una razza da prezzi alti: è una razza da liste d’attesa.
Il resto delle spese è quello di un cane grande da lavoro: fra 700 e 1.100 euro il primo anno tra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 90-140 euro al mese di mantenimento fra cibo, antiparassitari e veterinario di routine.
La toelettatura, in compenso, non è una voce di spesa: il pelo ispido si spazzola una volta a settimana e non si taglia. Chi ha un cane da ferma a pelo duro sa che al massimo si toglie a mano qualche pelo morto sulla schiena.
Se il cane lavora, metti in conto le prove: iscrizioni, spostamenti, giornate. In questa razza non sono un extra da appassionati, sono il modo in cui la razza esiste.
Dove si trova un cucciolo, e a chi lo danno

La risposta corta è: attraverso il club, in Germania o in Austria. Il Verein Deutsch Stichelhaar dichiara sul proprio sito oltre 35 Zwinger, cioè una trentina di allevamenti per tutta la razza.
Nella foto: un Griffon Korthals, una delle altre razze da ferma a pelo ruvido con cui lo Stichelhaar viene confuso e con cui condivide una parte della storia.
Con una trentina di allevamenti e una quarantina di cuccioli l’anno, il canale non è un annuncio online: è il club, che raccoglie le richieste e smista. Il consiglio che danno i cacciatori tedeschi è sempre lo stesso: passare dal Verein e andare a vedere la cucciolata di persona.
E qui va detta la cosa che fa arrabbiare qualcuno: i cuccioli vanno quasi solo a cacciatori. Le fonti tedesche lo scrivono senza giri di parole, e la ragione è che la riproduzione dipende dalle prove di lavoro: un cane che non caccia non prende prove, e un cane senza prove non entra in riproduzione. In una razza con questi numeri, ogni cane che esce dal circuito è un pezzo di patrimonio genetico perso.
Per chi non caccia ma vuole comunque questa razza, la strada esiste e passa sempre dal club: un cane adulto, o un soggetto che non ha superato le prove venatorie, viene affidato anche a case senza licenza di caccia. Serve pazienza e serve dire la verità sull’uso che se ne farà.
Se qualcuno vi propone un cucciolo di Deutsch Stichelhaar in Italia, pronto e senza attesa, quello è il momento di chiedere il pedigree e di verificare la razza: con due cuccioli in dieci anni, le probabilità che sia uno Stichelhaar sono minime. Molto più spesso è un Drahthaar o un meticcio a pelo ruvido.
Le carte da chiedere all’allevatore

In una razza da quaranta cuccioli l’anno le domande da fare non sono quelle di sempre. Il prezzo è l’ultima; la parentela fra i genitori è la prima.
Nella foto: un Pudelpointer, un’altra razza tedesca a pelo duro, anche lei rara: 1.962 cuccioli in quindici anni contro i 630 dello Stichelhaar.
La consanguineità. Con seicentotrenta cuccioli registrati in quindici anni, le linee sono per forza strette. Un allevatore serio sa dirvi il grado di parentela della cucciolata e sa spiegarvi perché ha scelto quel maschio. Chi cambia argomento sta dicendo qualcosa.
Anca e spalla. Il regolamento del club austriaco per i cani da ferma a pelo duro chiede displasia dell’anca nei gradi A o B e spalla libera da osteocondrosi, con perizia di un valutatore certificato FCI. Sono le due radiografie che devono esistere per entrambi i genitori.
Le prove. VJP, HZP, eventualmente VGP: chiedi quali prove hanno passato i genitori e con che punteggio. Il regolamento chiede almeno una prova con un punteggio minimo, e il naso è la voce a cui si guarda di più.
Il giudizio morfologico. Serve un giudizio di struttura e pelo almeno buono per entrambi i genitori, dato in esposizione o in prova di selezione. In questa razza il pelo non è estetica, è un requisito.
L’età e le cucciolate. Il regolamento chiede almeno 18 mesi per entrambi i genitori, massimo 8 anni per le femmine e 10 per i maschi, un maschio non più di tre volte per anno di allevamento e almeno dieci mesi fra due cucciolate della stessa femmina.
Cosa guardare in una cucciolata
Il primo controllo è il pelo, e in questa razza è più importante che in tutte le altre. Deve essere rigido e ispido, non morbido: il pelo morbido, anche solo mediamente morbido, è un difetto squalificante dello standard. Sulla testa non deve esserci pelo lanoso o setoso.
Il secondo è il colore: marrone, roano marrone o roano chiaro, con o senza macchie. Il nero squalifica, e squalificano le macchie gialle o rosse su testa e arti. Anche il tartufo nero è un difetto grave: qui il tartufo va dal marrone chiaro al marrone scuro.
Il terzo sono gli occhi: marroni, leggermente ovali, con le palpebre aderenti. Entropion ed ectropion sono difetti squalificanti, e in una cucciolata si guardano subito.
Il quarto è il comportamento, che in questa razza va guardato con lo standard in mano. Servono cuccioli che si avvicinano tranquilli e curiosi: né timidi né aggressivi, con un temperamento calmo e uniforme. Un cucciolo che si nasconde in fondo al box, in una razza in cui il temperamento debole squalifica, è un segnale.
Il quinto è la reazione ai rumori. Non serve sparare in mezzo ai cuccioli: basta un rumore secco e improvviso a distanza. Il cucciolo giusto si gira, valuta e torna a giocare.
Il sesto è il dorso e l’assieme: cane compatto, lungo quanto alto, con il pelo che non si divide sulla schiena. Il pelo diviso sul dorso è citato fra i difetti gravi dello standard.
E il settimo è il posto: dove sono cresciuti, se hanno visto la campagna, l’acqua, la macchina, i rumori. In una razza da lavoro le prime otto settimane valgono un anno di addestramento.

