Carattere e descrizione del Crnogorski Planinski Gonič
Taglia, il nero focato con le regole e il temperamento del segugio montenegrino
Il Crnogorski Planinski Gonič, il segugio di montagna del Montenegro, ha un aspetto generale che sta in tre parole – taglia media, solido, agile – e una descrizione del colore così precisa che misura le focature confrontandole con una nocciola.
In questa pagina: quanto è grande, la regola del nero focato, il carattere in quattro aggettivi, quanto vive e a chi è adatto.
Sommario
Il Crnogorski Planinski Gonič in breve
Il Crnogorski Planinski Gonič è il segugio del Montenegro: dai 44 ai 54 cm al garrese, con la misura ideale fra i 49 e i 50. Il mantello è solo nero focato, con le focature in posizioni che lo standard descrive una per una. Il carattere, testuale: ben equilibrato, attaccato al suo padrone, docile, affidabile. In passato lo chiamavano il segugio nero.
Quanto è grande un Crnogorski Planinski Gonič

L’altezza al garrese va dai 44 ai 54 centimetri, con una misura ideale molto ristretta: 49-50 cm nei maschi e 48-49 nelle femmine.
Fuori da quell’intervallo non si scherza: una taglia superiore o inferiore a quella prescritta è un difetto da squalifica.
L’aspetto generale è il più breve che si possa scrivere, e sono tre parole: taglia media, solido, agile. Nient’altro.
Le proporzioni, invece, sono date con precisione: la lunghezza del corpo e il perimetro del torace superano di circa il 10 per cento l’altezza al garrese.
Un torace con quel perimetro, su un cane di cinquanta centimetri, significa una cassa toracica ampia: è il motore di un segugio che deve lavorare in salita per ore.
C’è poi un numero che si vede raramente negli standard: la lunghezza della testa corrisponde al 45 per cento dell’altezza al garrese. Su un cane di cinquanta centimetri, quindi, la testa misura circa ventidue centimetri e mezzo.
La testa è dolicocefala, cioè lunga e stretta, con le linee superiori del cranio e del muso divergenti: è il profilo classico dei segugi balcanici.
L’andatura è descritta con un’immagine efficace: passo regolare ed elastico, con buona spinta dai posteriori; l’andatura preferita è un trotto vivace e regolare.
E la pelle è elastica, molto aderente al corpo, con pigmentazione scura: niente pieghe, niente giogaia.
Il nero focato, misurato con una nocciola

La descrizione del colore, in questo standard, è la parte più dettagliata di tutto il testo, e contiene un’unità di misura che non si trova in nessun’altra razza: la nocciola.
Testuale: il colore di base è nero con focature sopra gli occhi, sul muso e sulle parti inferiori delle zampe.
E poi la precisazione: le focature sopra gli occhi hanno la dimensione di una nocciola, mentre quelle sulle parti laterali del muso si estendono al massimo fino all’angolo delle labbra.
Sono due macchioline sopra gli occhi, grandi come una nocciola, che a molti segugi balcanici danno quell’aria un po’ sorpresa. In questa razza sono un requisito, non un accidente.
Anche la tonalità del fulvo è definita: il colore delle focature va da un rosso chiaro a un rosso brunastro a un rosso vivo.
Sul bianco la regola è severa: una macchia bianca sul petto è ammessa ma non ricercata; il suo diametro non deve superare i 3 centimetri.
E qualunque altra macchia bianca, in qualunque altro punto, è un difetto da squalifica. Come lo sono i colori non autorizzati: qui esiste il nero focato e nient’altro.
Il pelo è corto, denso, ruvido, non molto spesso, lucido, piatto, liscio, con un sottopelo abbastanza ben sviluppato: è un cane di montagna, e il sottopelo serve.
Sulla manutenzione non c’è quasi niente da dire: una spazzolata a settimana con un guanto di gomma.
Il carattere del Crnogorski Planinski Gonič

Il paragrafo caratteriale è di quattro aggettivi, e sono quattro aggettivi rassicuranti: ben equilibrato, attaccato al suo padrone, docile, affidabile.
Attaccato al suo padrone è la parte più interessante, perché nei segugi non è affatto scontata. Molti standard di questo gruppo descrivono cani indipendenti, che lavorano per sé; qui si parla di un legame.
Docile e affidabile completano il quadro: un segugio che si gestisce, che non è un cane difficile da tenere.
Va detto però quello che lo standard non dice, e che vale per tutti i segugi: quando questo cane prende una pista, il legame con il padrone passa temporaneamente in secondo piano. Il naso vince.
Nel lavoro è un cane da montagna: la sua terra sono i rilievi del Montenegro, dove si caccia la lepre e il cinghiale su terreni ripidi e in mezzo alle rocce. Serve resistenza, piede sicuro e la testa per non perdere la traccia.
Come tutti i segugi ha una voce importante, ed è quella che permette al cacciatore di seguirlo quando è fuori vista. In casa, in un condominio, è la stessa voce.
Con la famiglia è un cane affettuoso e tranquillo, con gli altri cani generalmente socievole: i segugi balcanici lavorano spesso in coppia o in piccole mute, e la convivenza è parte del mestiere.
Fra i difetti da squalifica ci sono i soggetti aggressivi e quelli eccessivamente timidi. Su una razza descritta come docile e affidabile, la coerenza è totale.
Gonič montenegrino e gli altri segugi balcanici

Il cenno storico dello standard apre inquadrando la razza in una famiglia: possiamo dire con certezza che questa razza ha la stessa origine degli altri segugi balcanici.
Nella foto: un segugio serbo, non un montenegrino. Della razza montenegrina esistono pochissime immagini pubbliche, e qui usiamo i suoi parenti balcanici per il confronto, dicendolo ogni volta.
I Balcani hanno una famiglia di segugi che pochi conoscono fuori dalla regione: il segugio serbo, il segugio serbo tricolore, il segugio della Bosnia a pelo raso, il gonič della Posavina, il segugio istriano.
Sono tutti cani di taglia media, tutti da caccia in terreni difficili, tutti selezionati sul lavoro e quasi mai sull’estetica. E tutti quasi sconosciuti fuori dai loro confini.
Il montenegrino si distingue per il colore: è l’unico della famiglia a essere esclusivamente nero focato. Ed è per questo che in passato, dice lo standard, è stato talvolta chiamato segugio nero.
In Italia il confronto naturale è con i Segugi Italiani, che appartengono alla stessa sezione FCI e fanno lo stesso lavoro, con una differenza culturale: da noi il segugio lavora più spesso da solo o in coppia, nei Balcani anche in piccole mute.
Fuori dai segugi, il Montenegro condivide con i paesi vicini anche l’altra grande famiglia canina della regione, quella dei guardiani di greggi come il Cane da Pastore di Ciarplanina.
E per chi arriva da razze più note: il Beagle è più piccolo, più diffuso e con un altro tipo di lavoro alle spalle, ma il principio – naso, voce e resistenza – è lo stesso.
Quanto vive un Crnogorski Planinski Gonič e di cosa si ammala
È un cane rustico selezionato sul lavoro, con una vita media intorno ai 12-14 anni e senza patologie ereditarie documentate come tipiche della razza.
Il primo controllo restano le lastre di anche e gomiti: su un cane da lavoro che deve muoversi in montagna per anni sono la richiesta di base.
Il secondo sono gli occhi, e lo standard indica la direzione: entropion ed ectropion sono difetti da squalifica, insieme agli occhi molto chiari, gazzuoli o di colore diverso fra loro.
Il terzo è insolito e conviene segnalarlo: lo standard squalifica l’assenza di un solo dente, con la sola eccezione dei PM1 e degli M3. È una severità che in questo gruppo si trova raramente, e dice quanto la dentatura conti in un cane da caccia.
Il quarto sono le orecchie: pendenti, su un cane che entra nel bosco. Controllo settimanale e attenzione dopo ogni uscita.
Il quinto sono i forasacchi: da aprile a luglio, per un cane da macchia, sono il problema pratico numero uno. Orecchie, ascelle e spazi fra le dita.
Il sesto è il pool genetico: la popolazione è piccola e concentrata nei Balcani, e il coefficiente di consanguineità è una domanda sensata.
E il settimo è il peso: un segugio che non lavora e mangia come se lavorasse ingrassa in fretta.
A chi è adatto il Crnogorski Planinski Gonič
È adatto a chi caccia col segugio: è per questo che esiste, e la razza è iscritta con prova di lavoro.
È adatto a chi cammina in montagna: è un cane costruito per i rilievi, con un torace che supera del dieci per cento l’altezza al garrese.
È adatto a chi cerca un cane docile: lo standard usa proprio questa parola, e aggiunge attaccato al suo padrone.
È adatto a chi ha altri cani: i segugi balcanici lavorano spesso in coppia o in piccole mute.
È adatto a chi non vuole toelettatura: pelo corto e una spazzolata a settimana.
Non è adatto alla vita in appartamento: è un segugio, e i segugi hanno una voce.
Non è adatto a chi lo lascia in giardino tutto il giorno: un cane da caccia senza lavoro cerca la pista da solo, e la trova.
Non è adatto a chi non ha un giardino recintato sul serio: quando prende una traccia non sente più niente.
E non è adatto a chi lo vuole in Italia: sono nati 16 cuccioli in otto anni e non esiste nessun allevamento con affisso.

